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Ma cos’è Expo? Parco, casinò, crociera o…

19 marzo 2015 – “Expo appartiene alla categoria dei parchi tematici, come i casinò, le crociere e i parchi divertimento”. Detta così, con le parole pronunciate da Giacomo Biraghi, Digital and media pr Expo Milano 2015, durante la serata di approfondimento organizzata dal Forum, suona un po’ strana. In realtà ad accomunare l’esposizione mondiale con le altre tre attrazioni è principalmente il fatto che, come vocazione, anche Expo ha come target di riferimento quello delle persone o delle famiglie e non dell’utenza professionale. “Expo – amplia il concetto Biraghi – è una manifestazione popolare, che si rivolge alle famiglie e ai bambini. Non è una fiera, perché nessuno azienda espone per ragioni commerciali e negli stand non è presente nessun businessman. Tra l’altro non è nemmeno a Rho, perché per il 93,5 per cento della sua superficie ricade sul Comune di Milano. E non ha quindi nulla a che fare con la Fiera di Rho e con i suoi padiglioni. Ad Expo non sono invitati politici, giornalisti e intellettuali. Queste categorie sono comunque le benvenute, ma come persone e non come categorie professionali. Perché Expo non è un luogo deliberante, ma un luogo per le famiglie, che si prefigge di permettere loro di approfondire il tema che l’esposizione si è data”.

Come inquadrare dunque Expo? Lo si può fare con sei caratteristiche, tre delle quali sono comuni a casinò, crociere e parchi divertimento, e altre tre sono, invece, peculiari. In comune con le altre attrazioni l’esposizione mondiale ha il fatto che si svolge in un’area  accessibile con un biglietto a pagamento, il fatto che all’interno di questa area devono essere presenti centinaia di attrazioni e che gli eventi che vi si tengono devono ripetersi uguali per tutta la durata della manifestazione. Le tre caratteristiche peculiari sono, invece, che Expo ha una durata predefinita e limitata nel tempo, al termine della quale tutte le attrazioni devono essere definitivamente rimosse. Altra caratteristica distintiva è rappresentata dalla sua modalità di gestione che, a differenza dei parchi, è orizzontale; vale a dire che ogni singola attrazione è gestita autonomamente dall’ente di riferimento. L’ultimo tratto distintivo è il tema, che pur essendo unico, come per le altre categorie di attrazioni, deve essere tanto ampio da raccogliere il favore di tutti gli espositori (412 nel caso di Milano); devono quindi necessariamente essere escluse connotazioni geografiche e politiche. Anche i contenuti non vengono definiti strettamente, e l’unico impegno richiesto è che quanto esposto nei padiglioni si agganci al tema generale scelto dal paese organizzatore, fornendo l’interpretazione che dà a questo chi espone. “Expo – conclude Biraghi – non esiste in quanto tale. Esistono migliaia di Expo e ciascuno si costruisce la propria idea di Expo. Non c’è nemmeno coordinamento tra le forme, ognuno degli espositori è, infatti, libero di esprimersi architettonicamente come preferisce”. E a proposito di libertà di interpretazione del tema, regaliamo un suggerimento a chi visiterà il padiglione della Svizzera: prima di agire rammentate quale è il tema di Expo, perché se non lo teneste a mente potreste poi pentirvene!

Expo vivrà però anche all’esterno dei padiglioni, perché la Città Metropolitana di Milano ha organizzato una lunga serie di eventi a corollario che si svolgeranno per tutta la durata dell’esposizione. Ne ha parlato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. “Il programma – ha spiegato – prende il nome di Expo in città, ed è costituito da un ampio palinsesto di eventi che, definito con Expo, accompagnerà la manifestazione. L’obiettivo di Expo in città è quello di far conoscere la zona, facendo entrare in rapporto diretto i visitatori con le città dell’area metropolitana”. Expo in città tra l’altro rappresenta una novità per il format dell’esposizione mondiale, in quanto è la prima volta in assoluto che una città ospitante attiva un nuovo progetto. Altra caratteristica del programma è che si caratterizza come una piattaforma aperta. “Il palinsesto – ha spiegato Del Corno – è stato creato invitando tutti i soggetti produttori di contenuti a iscriversi alla piattaforma. Una volta fatto questo, lo specifico progetto viene valutato, se reputato meritevole inserito nel palinsesto e al proponente viene conferito il logo del programma, con l’iniziativa che viene poi pubblicata e pubblicizzata sulla piattaforma Expo in città”. Il calendario a oggi conta già su oltre 500 titoli che, durante il periodo di apertura di Expo, genereranno 17 mila appuntamenti per gli abitanti della zona e per i visitatori. Tra gli eventi principali ci sono l’apertura di tre nuovi spazi museali con, in generale, le mostre che rappresenteranno una parte importante dell’offerta. Notevole anche l’impegno della Scala, che sarà aperta tutti i giorni e che proporrà più di 140 spettacoli. 300 rappresentazioni sono, invece, in programma al Piccolo Teatro, come 300 saranno i concerti che si svolgeranno in luoghi suggestivi e inusuali. La musica sarà protagonista anche in altri spazi: ad esempio piazza Duomo ospiterà per sei mesi concerti gratuiti. Altro appuntamento suggestivo sarà quello con Piano City, che prevede 300 concerti con oltre 200 pianisti ad alternarsi sul palco. Un programma dunque molto ricco e qui solo parzialmente accennato. Per conoscere tutti gli appuntamenti di Expo in città è stato comunque attivato un sito Internet dedicato all’iniziativa (clicca qui).

Oltre alla presentazione istituzionale di Expo e degli eventi che contestualmente si svolgeranno, il Forum ha invitato alla serata anche due degli espositori, ovvero la Caritas e Slow Food. Per Caritas Ambrosiana il suo vicedirettore e vicecommissario per il Padiglione della Santa Sede, Luciano Gualzetti, ha spiegato come la loro presenza non fosse affatto scontata: “A convincerci a partecipare con un nostro padiglione – ha spiegato Gualzetti – è stato proprio il tema dell’esposizione e in particolare il concetto che vi sta alla base, cioè nutrire il pianeta sfamando tutti in maniera sostenibile”. Motivazioni che sono comuni a Slow Food: “La nostra scommessa di essere in Expo – ha spiegato il vicepresidente Lorenzo Berlendis – parte dall’assunto nutrire il pianeta. Non si può parlare di cibo senza pensare che i governi devono invertire il trend che dice che 850 milioni di persone soffrono la fame e un miliardo di persone soffre di malnutrizione. Un altro miliardo poi soffre di patologie di ipernutrizione o mangia male. E’ una macchina che in qualche modo va fermata. Va invertita la tendenza ed è per questo che noi saremo in Expo. Non per partecipare a un luna park con giochi sulla nutrizione, ma per dimostrare come chi vive di cibo sostenibile possa dare un contributo forte per cambiare questa situazione”.

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