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Manzi annuncia un esposto su Arese

“Buongiorno, sono Frediano Manzi di SOS Racket e Usura, se vi interessa volevo segnalarvi una situazione di palese illegalità presente sul territorio di Arese”. E’ venerdì sera quando riceviamo questa telefonata da Manzi che, per chi non lo sapesse, è il presidente di SOS Racket e Usura, un’associazione da anni impegnata in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. Sono numerosi gli esposti fatti in questi anni da Manzi e da SOS Racket e Usura che hanno portato all’apertura di inchieste e, purtroppo, anche a numerose minacce e intimidazioni nei confronti di Manzi, culminate nell’incendio doloso che ha distrutto la sua attività commerciale a metà gennaio. Quale è dunque questa situazione di palese illegalità ad Arese? “Si tratta – dice Manzi – di un’attività commerciale abusiva che si svolge in tre box ubicati al confine con il Comune di Garbagnate e nei quali un pregiudicato vende merce che, per quanto ho potuto appurare, è rubata e contraffatta. Il tutto in locali non adibiti a esercizio commerciale, al di fuori di qualunque autorizzazione e controllo e senza rilasciare, ovviamente, nessuno scontrino fiscale”.

Manzi ha già denunciato al sindaco di Garbagnate Leonardo Marone questa e altre situazioni senza che nessuno sia intervenuto per risolverle. Nello specifico però, anche se lo stabile è sul Comune di Garbagnate, i box risultano siti sul Comune di Arese. “Esatto – prosegue Manzi – e vi si svolge alla luce del sole un’attività palesemente illegale senza che il sindaco e la polizia locale di Arese intervengano per ristabilire la legalità nel loro territorio. Semplicemente fanno finta di nulla e questo signore continua a vendere la sua merce di dubbia provenienza al di fuori di qualunque controllo. E la situazione è sotto gli occhi di tutti, forze dell’ordine comprese, perché per accedere all’improvvisato negozio è sufficiente parcheggiare la macchina ed entrarvi come si farebbe in qualunque esercizio commerciale, come ho fatto io nel video che ho girato (visibile sul sito dell’associazione ndr). Mi stupisce molto che le istituzioni di Arese non si muovano per fare cessare questa attività illegale e mi domando anche a che titolo e per quali ragioni la tollerino. E anzi, sa cosa le dico? Che se l’amministrazione di Arese non interverrà nelle prossime due settimane per fare chiudere questa attività illegale, presenterò io stesso un’esposto alla procura per denunciare la situazione e il mancato intervento della Polizia Locale di Arese”.

Quello che succede in quei box potrebbe essere giudicato da molti un fatto non è particolarmente grave. Manzi però non la pensa così: “A parte il fatto che vi si svolgono attività che ricadono comunque in ambito di codice penale, è prorpio grazie a questo modo di pensare che le organizzazioni criminali trovano terreno fertile. Una società civilie non può tollerare e chiudere gli occhi in casi come questi, perché è proprio grazie a questo atteggiamento che la criminalità organizzata mette le sue radici sul territorio dove viviamo”.

L’Associazione SOS Racket e Usura nasce nel 1997 dall’esigenza di offrire un aiuto concreto alle vittime dell’usura, ma intende allargare il proprio campo di azione alle vittime del racket e di varie forme di criminalità organizzata. Lo scopo dell’Associazione è, non solo quello di offrire aiuto alle vittime dell’usura e della criminalità organizzata in genere, ma anche di creare le condizioni che facciano comprendere alle vittime la necessità e l’utilità di seguire la strada della denuncia all’autorità giudiziaria. Maggiori informazioni sulle attività di SOS Racket e Usura sono reperibili sul sito dell’associazione all’indirizzo www.sos-racket-usura.org.

AGGIORNAMENTO: In realtà la situazione denunciata da Frediano Manzi è già stata risolta proprio dalla Polizia Locale di Arese in collaborazione con la Guardia di Finanza (leggi qui).