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Mobilità: protestano i dipendenti comunali

16 novembre 2012 – Una delibera di mobilità interna risalente a fine ottobre, firmata dal commissario prefettizio Anna Pavone su proposta del segretario generale del Comune di Arese Giuseppe Locandro (clicca qui), sta creando notevoli malumori all’interno del personale impiegatizio del municipio che, dopo essersi riunito in assemblea, ha emesso un comunicato sindacale nel quale si motiva la contrarietà al provvedimento (clicca qui). Quella della mobilità interna è una buona pratica che è abbastanza comune nella pubblica amministrazione, e i dipendenti aresini non contestano i principi generali che la ispirano quanto piuttosto le modalità con la quale è stata applicata in questo specifico caso. I punti contestati dagli impiegati comunali sono essenzialmente tre: la mancata condivisione delle scelte, lo scarso preavviso ricevuto e l’ampiezza del turnover che, secondo il comunicato, è andato ben oltre quelle che sarebbero state le reali problematiche, che in realtà avrebbero interessato solo sei uffici.

A essere coinvolti dal provvedimento di mobilità interna sono stati, invece, 15 dipendenti appartenenti ad altrettanti uffici, che si sono visti comunicare il trasferimento, che ha decorrenza 1 novembre 2012, solo lo scorso 17 ottobre. “Una mobilità così ampia e realizzata in contemporanea – ci dice una dipendente comunale – non potrà che creare disagi nel funzionamento della macchina comunale, perché verranno spostate a nuova mansione numerose persone senza esperienza specifica nel ruolo. E senza nessuno che le possa affiancare, visto che anche l’ufficio di destinazione sarà stato interessato dai trasferimenti”. I dipendenti del Comune sottolineano anche che, in alcuni casi specifici, questi trasferimenti causeranno alle persone una perdita di professionalità: “In linea di principio – prosegue la nostra interlocutrice – la mobilità può anche portare a un arricchimento professionale del dipendente. Ci sono però dei lavori che richiedono competenze e studi specifici, e spostare le persone che hanno intrapreso, magari da numerosi anni, il loro percorso in questo settore vuole dire azzerare completamente la loro professionalità”.

La dipendente comunale con la quale abbiamo parlato solleva, infine, anche il problema degli sprechi di risorse conseguenti a un trasferimento così massiccio: “Al di la della minore efficienza iniziale legata alla necessità di imparare un nuovo lavoro senza avere un affiancamento costante, voglio sottolineare che alcune delle persone interessate dal provvedimento di mobilità interna avevano appena terminato corsi di aggiornamento professionale per il vecchio ruolo, mentre altre avevano già cambiato ufficio circa un anno e, di fatto, avevano appena concluso la loro formazione nell’incarico che ricoprivano”.

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