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Muratori e Csda: “Adesso tutti sul carro”

05 dicembre 2011 – Oltre alle dimissioni del sindaco Fornaro, rimane sempre di attualità la vicenda del centro sportivo Davide Ancilotto. E proprio la questione del Csda era stata quella che aveva portato alla costituzione, nell’aprile del 2011, del Comitato Spontaneo Genitori di Arese e quindi, nella carrellata di analisi che vi stiamo proponendo in questi giorni, non poteva mancare quelle di Luigi Muratori, il portavoce del Csga (a destra nella foto). Che parte subito lancia in resta contro chi, a suo parere, salta solo ora in groppa al cavallo che sembra vincente: “Quando nel lontano aprile 2011 decidemmo d’impegnarci per il Centro Sportivo Davide Ancilotto, costituendo il Comitato Spontaneo dei Genitori di Arese e redigendo la petizione da presentare al sindaco Fornaro, noi non trovammo tutti questi paladini che oggi agitano la spada, al contrario, trovammo una barriera per la nostra iniziativa, sia da parte dei partiti politici che da parte delle associazioni presenti sul territorio. A quel tempo la giunta Fornaro era compatta e nessun voleva aderire alla nostra iniziativa, nessuno credeva nella nostra battaglia, nonostante fosse palpabile lo sconcerto e la totale indignazione dei cittadini per il Centro Sportivo Davide Ancilotto”.

“Non ci si deve dunque stupire – prosegue Muratori –  se una parte della forze politiche aresine, oggi è costretta in tutta fretta a smarcarsi dall’attuale maggioranza, saltando al volo dal treno in corsa, mentre l’altra tace e non curante, rimane al governo cittadino senza né onore né oneri (l’intervista è stata fatta prima delle dimissioni di Fornaro ndr). Oneri di cui si parla poco, ma è bene che si dica che per riavere il Centro Sportivo nelle condizioni in cui era, i cittadini dovranno mettere le mani al portafoglio”. Un rapporto difficile, quello del Csga con il mondo politico e le istituzioni cittadine: “Ricordo bene quando noi come Csga ci proponemmo nel direttivo di Facs e fummo canzonati da tutti i partiti. Ci fu detto che quelle poltrone non ci sarebbero state assegnate. Bene, che ora si assegnino le responsabilità, gli oneri e i danni arrecati da questa sciagurata politica”. Muratori rievoca anche il consiglio comunale aperto al pubblico nel quale si affrontò il tema del Csda e, ancora oggi, ne critica lo svolgimento: “Non possiamo dimenticarci la presa in giro del consiglio comunale a porte aperte, dove non ebbe il coraggio di presentarsi parte della maggioranza, compreso l’allora assessore allo sport, ora tra i paladini che agitano la spada. I cittadini, poterono parlare solo dopo le 23,30, previa prenotazione, una perfetta rappresentazione teatrale, orchestrata perché il centro sportivo apparisse come non era, e i pazzi eravamo noi del Csga: in quel consiglio comunale non si alzo alcuna voce dell’allora maggioranza, nessuno di loro mosse un dito per il centro sportivo. Quando ormai tutte le famiglie erano state costrette a iscrivere i propri figli nei comuni limitrofi, come poi poter dimenticare la dichiarazione alla stampa del sindaco Fornaro, in cui rassicurava la cittadinanza di aver risolto definitivamente la questione del centro sportivo, con un risparmio di soldi per le casse del comune e migliaia d’iscrizioni già raccolte”.

Responsabilità, è questa una delle parole che ricorre maggiormente nel discorso di Muratori: “Speriamo siano pochi gli aresini smemorati, ma è ora che qualcuno si assuma la responsabilità almeno politica di quanto è accaduto. Chi chiederà il voto ai cittadini, dovrà a questo punto almeno spiegare dov’era e cosa ha fatto per impedire la disgregazione sociale ed economica del centro sportivo, dove erano prima che venisse messo agli arresti domiciliari il nostro sindaco e, se questo non fosse avvenuto, siete così sicuri che avremmo assistito al frenetico abbandono della nave che affonda?”. A differenza di molti, il Csga non vede nella riorganizzazione strutturale di Facs una delle priorità: “La questione Facs è in realtà un falso problema, il successo di una scelta strategica dipende prevalentemente dalle persone che la gestiscono e dagli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. Il nocciolo della questione è quindi non l’esistenza o meno di Facs, ma la costruzione di un vero e proprio progetto organico sullo sport ad Arese, che finalmente tenga conto delle effettive aspettative dei cittadini. Se poi oltre a questo che è a tutt’oggi mancato, si iniziasse a parlare anche di cultura dello sport, tenendo presente la sua valenza educativa e sociale, si farebbe finalmente un buon servizio alla città. Il volano che ha sempre mosso il nostro Comitato non è mai stato quello di rivendicare a tutti i costi la paternità della battaglia per il Centro Sportivo Davide Ancilotto, abbiamo sempre ritenuto più importante l’idea sociale ed educativa che il centro sportivo porta in sé, e per questo sino ad ora abbiamo subito in silenzio, bugie, strumentalizzazioni e copie malfatte delle nostre iniziative. Però a tutto c’è un limite”.