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Nuova bufera si abbatte sullo sport aresino

21 settembre 2012 – La lettera che abbiamo pubblicato ieri, e che in questi giorni un gruppo di genitori del basket sta inviando all’amministrazione comunale (leggi qui), ha fatto emergere una situazione che stavamo seguendo da qualche giorno e che contrappone, pare anche con notevoli tensioni, il Ccsa da una parte e Abc e Wba dall’altra. La prima è la storica associazione polisportiva che dopo le traversie degli ultimi anni ha conservato attività nell’ambito del volley e della ginnastica, mentre le seconde sono le associazioni, tra loro “concorrenti” ma in questo caso solidali, dove sono confluiti coloro che negli anni passati praticavano il basket prima con lo stesso Ccsa e poi con la Nba. Tutto nasce dall’assegnazione degli spazi nelle palestre delle scuole aresine, tema già difficile negli scorsi anni a causa dell’insufficienza degli stessi e diventato critico quest’anno per via della chiusura del Centro Sportivo Davide Ancilotto, sancita per decreto sindacale da Pietro Ravelli a causa di alcune problematiche relative alla sicurezza della struttura, che ha tolto ulteriori spazi soprattutto a basket e ginnastica.

Per determinare a quali associazioni assegnare gli spazi tra quelle che ne fanno richiesta presentando un piano sportivo, il Comune procede attraverso una graduatoria che viene determinata assegnando un punteggio che è funzione della rispondenza a una serie di parametri, tra i quali ha peso anche il mantenimento delle attività consolidate, con le associazioni che storicamente operano sul territorio aresino che ovviamente vengono privilegiate rispetto a quelle di nuova formazione. In questo contesto a farla da padrone è quindi il Ccsa, che può vantare quasi cinquant’anni di presenza sul territorio, con l’associazione che nella delibera di Giunta N. 2 dello scorso 16 giugno aveva ricevuto, in utilizzo quasi esclusivo, le palestre delle scuole di via Col di Lana e di via dei Gelsi, con la prima delle due che è quella che, come vedremo, sarebbe poi stata uno dei casus belli nella diatriba con le associazioni del basket. Altra cosa importante da tenere in considerazione è che il Comune non ammette, oltre ovviamente al mancato utilizzo delle palestre, nemmeno la cessione degli spazi da parte di chi li ha avuti in assegnazione ad altre associazioni.

Fino allo scorso anno, con la palestra del centro sportivo aperta, la situazione era che la prima squadra di volley (serie C maschile) e l’Abc di basket (Promozione maschile) giocavano nella palestra di via Col di Lana, l’unica oggi omologata per questi campionati, mentre le squadra di basket della Nba (serie C maschile) e della Wba (serie C femminile) giocavano al Csda. Per gli allenamenti e per le giovanili di tutte le associazioni si ricorreva, infine, alle varie palestre disponibili. Con l’avvio di questa stagione sono arrivate una serie di novità a rimescolare le carte: a livello di strutture la chiusura del centro sportivo e a livello di società la rinuncia della Nba alla prima squadra e il trasferimento del volley maschile a Bollate con la sua contestuale uscita formale dal Ccsa e la costituzione di una nuova associazione. Queste scelte portavano il Ccsa a formalizzare, lo scorso 13 settembre con una lettera al Comune, la rinuncia agli spazi palestra, cosa questa che avrebbe permesso a Wba e Abc di occuparli. E’ comunque presumibile che il Ccsa contasse di accordarsi con queste associazioni per ottenere le ore palestra che comunque le servivano per volley femminile, minivolley e ginnastica. Il 17 settembre, a distanza di quattro giorni da questa comunicazione, il Ccsa protocollava però una nuova lettera con la quale, avvalendosi del diritto di ripensamento, annullava la disdetta.

Un ripensamento che ha provocato l’immediata reazione di Abc e Wba che, stante l’impraticabilità della palestra del Csda, si ritrovano oggi senza un luogo dove collocare allenamenti e partite di prime squadre e giovanili. Oltre alle ricadute sportive la vicenda potrebbe però avere anche altri strascichi, perché dall’Abc, con la quale collaborano anche due persone che fino a pochi giorni fa erano membri del consiglio direttivo del Ccsa, sostengono che il direttivo Ccsa sarebbe decaduto perché privo del numero minimo di consiglieri previsto dallo statuto dell’associazione e che, conseguentemente, le azioni deliberate potrebbero non essere valide. Una situazione estremamente intricata dunque, della quale il già martoriato sport aresino non avrebbe certamente avuto bisogno. Una vicenda che rischia di far perdere alla nostra città, dopo calcio e volley maschile, anche il basket e la ginnastica. Perché in una situazione critica si trovano anche le squadre di ginnastica artistica di Arese Sport che lo scorso anno utilizzavano, peraltro con grande successo sia dal punto di vista del seguito che dei risultati sportivi, la palestra del Csda e che oggi sembrerebbero avere trovato ospitalità alla Geis. Una vicenda che continueremo a seguire anche nei prossimi giorni dando la parola ai protagonisti, a cominciare proprio dai dirigenti del basket.

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