Home Cronaca

Nuova viabilità: Arese rimane divisa in due

10 febbraio 2013 – Quasi sette milioni e mezzo di spesa. Addio semafori e svolte a sinistra. Nove rotonde. Oltre un chilometro in più di strade a doppia carreggiata e quattro corsie in mezzo alla città. Un parcheggio multipiano. Saranno questi i risultati  degli “Interventi sul sistema viario d’attraversamento” previsti dal Centro Studi PIM impostati in base al Piano Generale Urbano del Traffico approvato dal commissario prefettizio Emilio Chiodi lo scorso anno. Il tutto promosso, sottoscritto e approvato dagli uffici tecnici del comune (geometra Sergio Milani e ingegner Annapaola Menotti) e dall’attuale commissario prefettizio Anna Pavone. A essere interessati da questi costosi interventi (scarica qui il documento) saranno gli assi viari Sempione-Gran Paradiso-Monte Resegone e Moro-Nuvolari, che a dispetto delle opere di potenziamento vengono definiti “di quartiere”.

A rendere necessario tutto questo, secondo il piano approvato il 29 gennaio scorso, è l’abbandono della famigerata tangenzialina che avrebbe collegato la via Arese di Rho (poco dopo la rotonda tra via degli Orti e viale Monte Resegone e prima del ponte sull’autostrada in direzione Terrazzano) e il viale Alfa Romeo dove oggi si trova l’uscita del casello autostradale di Arese correndo in parallelo all’autostrada. Questa strada è stata infatti stralciata dall’Accordo di Programma dell’area ex Alfa-Romeo grazie alle firme raccolte dal Comitato Difendiamo Arese e all’esclusione del Comune di Rho da tale intesa. “La mancata realizzazione di tale opera”, si legge nel piano messo a punto dal Centro Studi PIM, “rende indispensabile l’attuazione di interventi infrastrutturali alternativi, che consentano di migliorare le caratteristiche prestazionali degli assi stradali esistenti”. Per poi continuare con la seguente affermazione: “…con l’obiettivo di razionalizzare i flussi di traffico di attraversamento dell’abitato, che certamente subiranno incrementi rispetto alla situazione attuale, in conseguenza del carico introdotto generato/attratto dalla futura espansione insediativa”. In questo caso il riferimento è al centro commerciale che sorgerà nell’area ex Alfa.

Ma vediamo questo piano. Partendo dall’incrocio tra la strada provinciale Varesina e viale Monte Resegone si entrerà in Arese tramite una rotonda e non più un semaforo. Questo primo intervento è già stato previsto e approvato nel piano di riqualificazione della strada provinciale. All’altezza della caserma dei Carabinieri verrà realizzata la prima rotonda interna alla città, che consentirà di ridurre i rischi di un incrocio oggi oggettivamente pericoloso. Proseguendo verso il centro incontreremo una seconda rotonda subito dopo il centro sportivo e anche in questo caso l’intervento sarà sicuramente migliorativo. La terza rotonda sostituirà invece il semaforo all’incrocio tra via Matteotti, viale Monte Resegone e viale Sempione. Essendo prettamente urbana, questa rotonda verrà rialzata a livello dei marciapiedi per indurre “un deciso rallentamento dei veicoli in transito”.

Verrà ovviamente mantenuta la rotonda di viale Sempione all’incrocio con via Gran Paradiso, mentre ne verrà creata una ex-novo, la quinta, tra via Valera e via Gran Paradiso, il cui incrocio è regolato oggi da un semaforo. Da qui la via Gran Paradiso diverrà a due corsie per senso di marcia fino alla rotatoria (rivista) all’incrocio con via degli Orti.

Sull’altro asse, anche l’ultimo tratto di viale Sempione diventerà a doppia carreggiata, così come tutta la via Nuvolari. Qui verrà mantenuta la rotonda esistente tra le due vie e ne verrà creata una nuova all’incrocio con viale dei Platani, eliminando il relativo semaforo. Poco importa che l’attuale impianto sia di notevole importanza per regolare l’attraversamento degli studenti che si recano alle scuole di via Varzi. Trasformando a due carreggiate la via Nuvolari si perderà la possibilità di svoltare sinistra verso via don Minzoni per chi va verso l’autostrada e soprattutto verso viale dei Tigli per chi dall’autostrada arriva.

A complemento di questi interventi sui due assi, sono previste anche una rotonda tra via Aldo Moro e la via per Passirana (quella che costeggia il giardino della villa di Valera) e la realizzazione di un parcheggio multipiano tra viale Resegone e via Col di Lana, ove oggi si trova il parcheggio a raso. Nel Piano Generale Urbano del Traffico, infine, è prevista anche l’eliminazione del semaforo tra via Matteotti, viale dei Platani e via Monviso, presso la chiesa Maria Aiuto dei Cristiani, ma questa opera non è inclusa nel progetto legato all’Adp.

A supporto della necessità di questi interventi, che consolideranno la divisione della città in due parti ben distinte, il Centro Studi PIM e il Comune di Arese portano una serie di dati sul traffico raccolti in tre distinte indagini: nel 1997, nel 2008/9 e nel 2012, secondo le quali il traffico sulla Varesina e su via Alfa Romeo ha registrato un incremento del 30 per cento nel periodo 1997-2008 per poi stabilizzarsi. Altri dati presi in considerazione sono un flusso di 812 veicoli in direzione sud per ora in via Gran Paradiso “all’ora di punta del mattino di un giorno feriale tipo” (un’auto ogni 4,5 secondi) e di 726 veicoli ora in direzione sud in via Monte Grappa (un auto ogni quasi cinque secondi). Tutto questo fa dire che gli interventi sono finalizzati alla risoluzione delle “criticità esistenti” e alla riduzione del numero delle immissioni su quegli assi viari che “penalizzano la fluidità dell’itinerario stesso”.

Il tutto, come detto, costerà circa sette milioni e mezzo di euro, escludendo però i costi legati a eventuali espropri. L’importo, nell’ambito degli accordi siglati all’interno dell’Adp, verrà interamente coperto da Tea, la società che realizzerà il centro commerciale. A livello di tempistica, si ipotizza l’avvio dei lavori entro tre mesi dall’inizio di quelli per il centro commerciale e una fine entro l’apertura del centro stesso.

Di questo progetto, condivisibile o meno, spiccano alcune particolarità. In primo luogo, invece di scoraggiare il traffico di attraversamento di una città a vocazione prevalentemente residenziale si invogliano gli automobilisti a entrare grazie a un’opera di fluidificazione dei percorso. Scelta che sarebbe sensata se non esistessero alternative, ma è chiaro che verso il nuovo centro commerciale il traffico dovrebbe essere indirizzato attraverso la Varesina e via Fratelli Kennedy, non certo attraverso Arese. Secondariamente, spicca il fatto che scelte determinanti non solo per un’area dismessa, ma anche per il tessuto urbano della città non vengano mai prese da rappresentanti dei cittadini, ma da commissari prefettizi. Che forse qualche volta farebbero bene a riflettere meglio sull’opportunità di certe scelte a pochi mesi dalle elezioni. Terzo, chi ha protestato contro la realizzazione di una strada che aveva l’obiettivo di alleggerire il traffico interno alla città avrebbe potuto ponderare meglio il senso di quella scelta semplicemente guardando una cartina geografica e una mappa stradale cercando di immaginare cosa avrebbe potuto accadere. Ora, forse, è troppo tardi.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese