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Passaparola: 2.500 firme e un “certificato”

31 gennaio 2014 – Passaparola ha dato ieri risposta alle domande, poste anche di diversi firmatari del documento predisposto dal gruppo, di cosa si aspettasse a fare qualcosa con le firme raccolte. Appena raggiunto il traguardo delle 2.500 adesioni, infatti, Passaparola ha provveduto a protocollare in Comune un “certificato” con il testo della petizione e con il numero di adesioni raccolte (vedi sotto). Delle 2.500 firme, si legge nel documento, 2.070 sono state raccolte con i tagliandi fatti firmare in giro per Arese e presso il Passaparola Center di via Gramsci e 430 sono state ottenute attraverso l’adesione alla petizione online, lanciata nella prima metà di novembre. “Con questa iniziativa – spiega Massimiliano Seregni – vogliamo invitare il sindaco e il suo team a riflettere nuovamente sul fatto che evidentemente la maggioranza silenziosa dei cittadini non è assolutamente d’accordo con quello che stanno portando avanti. E, del resto, prima delle elezioni anche l’attuale maggioranza affermava che il progetto viabilità del commissario Pavone, rimasto oggi sostanzialmente immutato nelle sue parti principali, era irricevibile e, in caso di vittoria, sarebbe stato cestinato il giorno dopo le elezioni”.

Seregni prova poi a inquadrare la portata numerica delle 2.500 firme raccolte: “Pur non volendo ovviamente fare alcun paragone – sostiene il rappresentante di Passaparola – crediamo sia utile evidenziare alcuni dati per comprendere il valore di queste 2.500 adesioni, il cui numero continua a crescere di ora in ora: alle ultime elezioni comunali hanno votato 9.367 aresini, 7.496 dei quali hanno espresso anche la preferenza per una lista specifica. Pur ribadendo che non si vogliono fare paragoni che sarebbero oggettivamente forzati, rimane comunque interessante notare che il partito che ha raccolto più consensi ha ottenuto 2.392 voti, qualcuno in meno delle firme raccolte da Passaparola contro questo progetto viabilistico. Anche alla luce di questi numeri, che testimoniamo come larga parte di Arese sia contro questo progetto viabilistico, ci auguriamo che Michela Palestra non intenda essere ricordata come il sindaco che ha permesso al traffico di entrare nel cuore di Arese, rovinando di conseguenza la salute, la vita e la sicurezza degli aresini di oggi e di domani”.

La conclusione di Seregni è dedicata a rispondere alle accuse di strumentalizzazione delle paure della gente, che sono state mosse a Passaparola da alcuni esponenti della politica locale che appoggiano il piano viabilità: “Noi – conclude Seregni – proseguiamo nella raccolta delle firme e nell’informazione basata su dati e documenti ufficiali, e non di certo su atti di fede in qualche partito politico. Per questo, alle curiose accuse mosse a noi semplici cittadini dai partiti politici che appoggiano il sindaco Palestra, rispondiamo solo con dati, analisi ed evidenze. L’abbiamo sempre detto: non siamo un partito politico ma siamo un’idea, un modo di affrontare il problema che si basa sulla razionalità e l’analisi. Non ci interessano i teoremi politici che poco affascinano i cittadini, ci interessano le strade dove noi cittadini viviamo con i nostri figli”.

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