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Passaparola: “Nuove rotonde non rallentano”

20 luglio 2015 – La nuova viabilità aresina sta progressivamente prendendo forma, con i lavori che, in particolare, procedono su viale Resegone verso via Matteotti. E le prime rotonde non piacciono a Passaparola, che sostiene che, per come sono realizzate, queste rappresentano un rischio per pedoni e ciclisti. “Per mesi – dicono dal comitato – abbiamo cercato di far comprendere al sindaco e al suo assessore Enrico Ioli che togliere i semafori a presidio dei nostri pedoni, anziani, bambini e ragazzi in particolare, rappresentava una vera e propria ‘follia’ che avrebbe, in un sistema fluidificato di rotatorie, aumentato i pericoli per la sicurezza. Avevamo mostrato come le rotatorie sarebbero state sormontabili, consentendo agli automobilisti di ‘tagliarle’, annullando così ogni rallentamento in fase di immissione, circolazione e uscita. E questo con ulteriore aggravamento per la sicurezza di ciclisti e soprattutto dei pedoni in fase di attraversamento”.

Il comitato, terminate le prime rotonde, sostiene infatti che queste, per come sono state realizzate, non costringono le auto a rallentare forzatamente in prossimità degli attraversamenti pedonali: “La giunta – sostiene Passaparola – noncurante dell’evidenza di quello che accade da anni su strade meno trafficate, rispondeva alle osservazioni sostenendo che gli attraversamenti pedonali rialzati sarebbero stati la soluzione. Secondo la giunta Palestra, il dislivello delle rampe di accesso avrebbe costretto gli automobilisti a rallentare. A nulla è servito mostrare i video di quello che accade da anni agli attraversamenti rialzati di viale Einaudi: le pendenze delle rampe, per essere a norma, non hanno infatti mai indotto ad alcun rallentamento. Oggi i nostri timori basati su osservazioni oggettive si sono inevitabilmente concretizzati e, ancora una volta, la realtà ha tolto ogni credito alle promesse di chi ci amministra. Basta andare in viale Resegone per rendersi conto che la sicurezza delle nostre strade è stata lasciata unicamente al buonsenso degli automobilisti. Le rotatorie sono facilmente sormontabili, quella di via Monte Rosa in direzione della statale Varesina, ossia davanti al centro sportivo dove i nostri ragazzi attraversano la strada, è completamente ‘tagliabile’ dalle auto e gli attraversamenti rialzati, come previsto, sono del tutto inutili e irrilevanti. E non saranno di certo dei cartelli con l’indicazione del limite di 30 km/h, come dimostrato da quelli presenti da anni agli altri attraversamenti rialzati, a fare la differenza. Alcune isole salvagente non sono neppure in grado di ospitare un pedone, figuriamoci le biciclette dei nostri figli, i passeggini, le carrozzelle dei diversamente abili. In una parola: nessun presidio fisico a tutela dei nostri figli, dei nostri anziani, di chi vive ad Arese. In compenso, i semafori pedonali sono stati collocati in via Monte Grappa davanti alla discarica in un luogo dove non passa nessuno, a dimostrazione, ancora una volta, dell’irrazionalità delle scelte di chi ci amministra.”.

Il comitato evidenzia in particolare due punti critici, ovvero l’incrocio di Matteotti dove il semaforo sarà sostituito da una rotonda, e l’attraversamento in prossimità del Centro Sportivo. E invita nuovamente la giunta a rivedere il progetto, in particolare per questi due tratti: “La responsabilità – conclude Passaparola – di quello che accadrà in una Arese privata di importanti presidi fisici a tutela dei pedoni, non sarà una fatalità ma un evento già oggi prevedibile ed evitabile. Ora che il sindaco, gli assessori e i membri della maggioranza possono finalmente vedere concretamente con i loro occhi il reale funzionamento dei tanto decantati attraversamenti rialzati e delle rotonde sormontabili, ci auguriamo che riflettano su quello che si apprestano a fare. Confidiamo che vi sia un ripensamento in merito all’intervento all’incrocio di Resegone/Matteotti, dove è prevista una rotatoria a livello del marciapiede, senza semafori pedonali, anch’essa facilmente ‘tagliabile’ e senza alcun effetto dissuasore delle rampe di accesso. In quel luogo, come davanti al Centro Sportivo e alle scuole, camminano i nostri figli e la responsabilità di quello che accadrà porterà per sempre il nome ed il cognome di chi oggi non vuole ascoltare nessuno e neppure intende aprire gli occhi e guardare la realtà”.

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