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Passaparola: “Dove sono i dati sul traffico?”

29 luglio 2014 – Dati. Li chiede ancora una volta Passaparola, e in questo caso l’oggetto della richiesta sono quelli relativi alle rilevazioni sul traffico effettuate dall’amministrazione e annunciate a fine giugno dal vicesindaco Enrico Ioli (leggi qui). “Il 26 giugno – sostiene Passaparola – abbiamo appreso dai giornali, così come dal sito del Comune di Arese, che il vicesindaco Ioli ha trasmesso alcuni dati relativi ai flussi di traffico di maggio 2014 in città, citando velocità medie di 57 km/h e picchi di 110 km/h, giustificando così il progetto di viabilità che noi abbiamo ritenuto irricevibile. Ci è parso peculiare che si facesse uno studio dei flussi del traffico dopo avere definito un progetto di viabilità, iniziato peraltro nel 2008 dal Pim, prima di centri commerciali o parcheggi per esposizioni universali varie. Questo tipo di analisi deve essere fatto prima del progetto e non a posteriori per giustificare quanto vasta parte della popolazione aresina sta contestando da mesi”.

Il gruppo ha quindi invito tramite Pec al Comune una serie di domande sulle annunciate rilevazioni. “Nella nostra comunicazione – spiegano dal gruppo – abbiamo chiesto le seguenti cose: chi è l’ente o la società autorizzata che ha svolto le rilevazioni del traffico di cui si parla e a nome di chi ha svolto le rilevazioni? In quali giorni sono state svolte le rilevazioni? In quali vie sono state svolte le rilevazioni? Con quali strumenti sono state svolte le rilevazioni e se gli strumenti utilizzati siano stati tarati da un ente accreditato con taratura primaria. Visto che si parla di velocità di punta rilevate superiori di 40km/h i limiti cittadini, se siano state comminate sanzioni durante le rilevazioni. Quali siano i dati destrutturati ricavati e il riassunto di tali dati e infine se c’è stato un costo per la cittadinanza e quale sia la determina di spesa relativa all’intervento di monitoraggio. Il fine di queste domande è di capire non solo chi paghi questo studio ma anche, come uso e costume di Passaparola, analizzare i dati”.

L’amministrazione ha fornito a Passaparola le risposte nei termini previsti, risposte che però non sono state giudicate soddisfacenti dal comitato: “Dalla mail ricevuta – spiegano dal gruppo – si evincono due punti: i dati sono stati comunicati verbalmente al vicesindaco ma non sono ancora pervenuti ufficialmente al protocollo di Arese e le rilevazioni sono state commissionate al solito studio Pim e pagate da Tea, quindi senza oneri a carico del bilancio del Comune di Arese. La deliberà, peraltro, è di giugno e quindi ci sembra improbabile che le rilevazioni siano state svolte a maggio, come comunicato alla stampa. Dal nostro punto di vista troviamo però riduttivo dire pubblicamente che quanto pagato da Tea sia senza oneri a carico del bilancio del Comune di Arese. Tea progetta di aprire un’enorme struttura di vendita e tutti gli oneri di urbanizzazione sono quindi denaro di compensazione per il disturbo che ci recherà. Questi soldi sono quindi solo teoricamente di Tea. In pratica sono soldi che vengono spesi per compensare un disagio alla cittadinanza per intere generazioni e quindi, di conseguenza, è come se fossero soldi dei cittadini. Ogni euro utilizzato viene sottratto ad altri interventi in grado di tutelare Arese e le future generazioni, in quanto l’importo messo a disposizione da Tea in cambio dell’ok agli interventi sull’area ex Alfa Romeo  è onnicomprensivo e non modificabile in aumento”.

Passaparola avanza anche rilievi sulla scelta dei soggetti ai quali sono state affidate le rilevazioni: “Troviamo assurdo – sostengono dal comitato – che lo studio dei flussi del traffico sia fatto a posteriori e non da un ente terzo, ma proprio da chi deve giustificare questo progetto contestato. I dati rilevati non hanno alcun valore perché c’è un chiaro conflitto di interessi da parte di chi li ha commissionati. Troviamo fallace da parte di questa amministrazione spacciare sulla stampa e sul sito del Comune di Arese come reali dati che sono stati dati verbalmente senza che siano ufficialmente protocollati e che quindi, per la tanto vantata trasparenza, non possono essere analizzati dalle opposizioni né dai cittadini.Se il vicesindaco Ioli reputa corretto utilizzare una tradizione orale per fare propaganda al proprio progetto sulla stampa, noi cittadini, al contrario, vogliamo dati, disegni e informazioni reali e ufficiali”.

Passaparola evidenzia, infine, quella che sembra un’incongruenza cronologica tra la data alla quale è stato effettuato lo studio e quella del conferimento dell’incarico: “Ci sembra a dir poco curioso – conclude il gruppo – che si siano fatte queste analisi nel mese di maggio, come sostenuto ufficialmente dal vicesindaco anche sul sito istituzionale del Comune, quando si scopre che l’incarico per effettuarle è datato 19 giugno. Attendiamo quindi di verificare questi dati, quando dovessero ufficialmente diventare pubblici, e ci stupiamo vieppiù del comportamento di un’amministrazione che comunica dopo un mese ai propri cittadini di non essere ancora in possesso di queste informazioni”.

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