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Pavone: “Ottenuto il massimo per Arese”

19 dicembre 2012 – La commissaria prefettizia Anna Pavone, il sindaco di Lainate Alberto Landonio, il proprietario di Finiper (Iper e Unes) Marco Brunelli e il presidente di Euromilano Alessandro Pasquarelli. Ieri erano tutti intorno allo stesso tavolo per spiegare i contenuti dello storico Accordo di Programma sull’area ex Alfa Romeo (leggi qui) ratificato lunedì sera dal consiglio comunale di Lainate (leggi qui). In questo enorme progetto di riqualificazione approvato dopo un percorso complesso e difficile durato 17 anni, Finiper ed Euromilano giocano due ruoli da protagonisti. La prima è la società che attraverso diverse partecipazioni possiede oltre l’80 per cento dell’area oggetto dell’Adp, mentre la seconda è la realtà incaricata della progettazione e realizzazione delle opere previste. La ratifica da parte dei comuni di Arese e Lainate, già avvenuta, e il decreto presidenziale firmato da Roberto Formigoni, atteso per i prossimi giorni, daranno il via a un’operazione il cui valore, almeno nella prima fase, si aggira intorno ai 350 milioni di euro.

Fautore e principale sostenitore di questo progetto”, per usare le parole di Alessandro Pasquarelli, è Marco Brunelli, imprenditore di 85 anni già fondatore di Esselunga con Bernardo e Guido Caprotti. Secondo Brunelli, il vero valore dell’area di Arese sta nella sua storia, legata indissolubilmente al marchio Alfa Romeo. “Mi sono incaponito su Arese perché c’è la pista,” dice. “Per accendere l’interesse dell’uomo all’interno dei nostri supermercati abbiamo puntato sui vini, ma ad Arese c’è l’automobile”.

Proprio la pista di collaudo che si trova al margine est dell’area, su territorio di Lainate e adiacente al parco del Lura e che oggi è completamente abbandonata, rappresenta per Brunelli un valore aggiunto. “Non ci faremo competizioni”, assicura, ”ma punteremo su una scuola di guida sicura”. Se la riqualificazione della struttura è già certa e decisa, manca per ora un operatore che la gestisca. Non è escluso che sia lo stesso Brunelli, attraverso le sue società, a farlo, ma dato che servono persone e strutture altamente qualificate è probabile che si cerchi un partner. “Di solito preferisco controllare personalmente le cose e valorizzarle,” conferma Brunelli, “ma in questo caso non so come andrà a finire”.

A parte la pista, il progetto di riqualificazione dell’area passa da un centro commerciale che è stato l’elemento più contestato da alcuni gruppi di cittadini, dai partiti di opposizione e dal centro sociale Sos Fornace di Rho. I suoi detrattori, oltre a una contrarietà di base legata allo specifico modello di sviluppo, sostengono che il numero di posti di lavoro previsto da un insediamento di questo tipo non sarebbe paragonabile a quello di una piena reindustrializzazione dell’area e che il traffico generato da un centro commerciale così grande porterebbe a gravi problemi di mobilità e inquinamento.

Si può essere contrari a questo modello di sviluppo consumistico, ma non si può parlare di traffico,” controbatte il sindaco di Lainate, Landonio. “Il progetto viabilistico credo che sia adeguato, a cominciare dalla bretella che collegherà l’autostrada alla zona nord di Lainate. E del resto le alternative di cui si è parlato in passato, dal polo logistico al porto di Genova, non è che fossero migliori di questa”. Dal punto di vista viabilistico una notevole importanza assumerà anche il casello “unificato” di Arese e Lainate, il cui progetto verrà discusso in una Conferenza dei servizi a gennaio. Se verrà approvato, entro l’estate potrebbero aprirsi i cantieri.

La firma dell’Adp è secondo Landonio non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Ora bisogna affrontare il tema della reindustrializzazione, per la parte dell’area che la prevede, e riaprire il dialogo con i comuni di Rho e Garbagnate per agire in modo sinergico anche sui territori di loro competenza. “La vocazione industriale determina la principale funzione dell’area,” dice. “Oggi abbiamo un ‘azzonamento’, ma non un progetto. Quello proposto da ComunImprese è complementare all’Adp, ma bisogna capire come finanziarlo. Da lì si potrà passare a uno studio di fattibilità che dovrà essere declinato in un secondo momento. Purtroppo oggi in quell’area ci sono rifiuti e logistica, che non sono elementi qualificanti”. La speranza di Landonio è che portando nuove attività industriali vengano sostanzialmente “isolate” quelle meno gradite, come Rotamfer e Greenfluff che tanti problemi hanno dato in passato, spingendole a valutare una collocazione diversa.

Venendo ad Arese, la commissaria prefettizia Anna Pavone è convinta di avere ottenuto il massimo possibile per la nostra città. “Molti mi hanno chiesto di andare avanti, ma di queste persone non parla nessuno,” dice a proposito delle proteste dei giorni scorsi. “Non ho voluto chiudere questo accordo di programma, ma ho dovuto. Come sapete c’erano delle procedure che stavano scadendo. Chiunque al mio posto avrebbe quindi dovuto decidere. Non firmare avrebbe significato dover ripartire da zero e perdere tutto, non sapendo se avremmo poi ritrovato gli stessi interlocutori. E questo anche in presenza di obblighi per il comune.

L’elenco degli aspetti positivi per Arese è lungo. Tra le tante cose che sono state ottenute si possono citare i soldi per la ristrutturazione del centro sportivo, i cui lavori secondo Pavone potrebbero essere conclusi già entro fine marzo per poi procedere con un bando per il nuovo gestore, o una nuova linea di autobus urbani, quindi ad alta frequenza (da 15 minuti a mezz’ora) e con corse anche serali, per il collegamento con la metropolitana di Rho-Fiera.

In particolare voglio però sottolineare come finalmente quest’area abbia ora un futuro,” dice Pavone. “Prima era in una situazione di assoluto abbandono perché non attraeva nessuno. Adesso, forse, riqualificando l’area si potrà sperare di renderla appetibile e guardarvi con un appeal diverso. Sono certa che richiamerà altri investimenti, cosa che invece ora non si poteva nemmeno lontanamente sperare. Francamente io non credo ci fosse un’altra prospettiva”.

Un altro aspetto che Anna Pavone evidenzia volentieri è quello occupazionale. “La base è di almeno mille nuovi posti di lavoro,” dice, “che possono diventare anche duemila. Di questi io ho chiesto che la metà (il 40% secondo il comunicato dell’operatore, ndr) fosse riservata ai cittadini di Arese e Lainate e la maggior parte riservata a giovani e a persone in mobilità o cassa integrazione”. Questo accordo si trova in un “atto unilaterale”, già citato dal Comune in una serie di precisazioni (leggi qui), che dovrebbe esserci fatto avere nei prossimi giorni e di cui vi daremo conto.

Oltre agli articoli che abbiamo fin qui realizzato su questo tema, chi lo desidera può scaricare da qui il comunicato stampa distribuito da Euromilano e da qui il testo integrale dell’Accordo di Programma. Per dare il via effettivo ai lavori, oltre al decreto regionale, mancano i permessi per costruire. Se non si verificheranno intoppi, i cantieri potrebbero aprire entro giugno.

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