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Pellico: i ragazzi rimangono ad Arese!

05 settembre 2012 – E’ possibile arrivare in un posto che non si conosce il 16 di agosto, trovarsi subito di fronte numerosi gravi problemi e in pochi giorni affrontare il più impellente? Risolvendolo, ovviamente, nel modo che tutti auspicavano e riuscendo laddove altri avevano fallito o avevano trovato soluzioni estemporanee che avrebbero creato numerosi disagi ai cittadini coinvolti? Si è possibile. Ed è esattamente quello che ha fatto il commissario prefettizio Anna Pavone (nella foto) con la scuola media Silvio Pellico, i cui 400 alunni non saranno costretti a emigrare a Pero, soluzione che in precedenza era stata prospettata come l’unica possibile, ma rimarranno ad Arese con le 18 classi che verranno ripartite su quattro differenti sedi, soluzione che alla maggior parte degli aresini e dei genitori coinvolti sembrava la più logica. “Appena arrivata ad Arese – ha raccontato questa mattina in conferenza stampa la Pavone – mi sono ritrovata sulla scrivania questo problema che, vista l’imminenza dell’inizio dell’anno scolastico, si prospettava come il più urgente da risolvere. Mi è subito stato detto da più parti, infatti, che la soluzione precedentemente individuata avrebbe comportato una serie di disagi per ragazzi e genitori, oltre a costi non indifferenti per il Comune. Da qui siamo quindi partiti alla ricerca di una soluzione che permettesse di mantenere ad Arese le 18 classi della Silvio Pellico”.

Scartata, per ragioni economiche e di tempi di approntamento, la strada che prevedeva l’insallazione di container, la Pavone ha quindi valutato le altre possibilità: “Questa settimana abbiamo lavorato con gli uffici tecnici per trovare una soluzione cittadina alla chiusura della Silvio Pellico e alla fine abbiamo convenuto, anche con le direzioni didattiche, che la suddivisione delle 18 classi della scuola di via Col di Lana all’interno di altri plessi scolastici sarebbe stata la scelta che meglio avrebbe risposto alle esigenze di alunni, genitori e personale della scuola”. Logisticamente sono stati valutati due scenari: il primo prevedeva lo spostamento di nove classi a Valera, sei all’oratorio di Maria Aiuto dei Cristiani e tre alla scuola Don Gnocchi di via dei Gelsi mentre il secondo, quello che alla fine è stato preferito, contempla che sei classi vadano all’oratorio Don Bosco, tre alla scuola Giovanni Pascoli di via Col di Lana, sei all’oratorio di Maria Aiuto dei Cristiani e tre alla scuola Don Gnocchi di via dei Gelsi. “Questa soluzione – ha spiegato la Pavone – è quella logisticamente migliore perché, vista la vicinanza di Don Bosco e Pascoli e di Mac e Gelsi, permetterà di fatto agli insegnanti di operare solamente in due zone di Arese”.

La Pavone, dopo avere comunque ringraziato l’amministrazione comunale di Pero per avere risposto con celerità alle richieste di Arese, ha anche illustrato le tempistiche necessarie affinché i ragazzi possano rientrare alla Pellico e i lavori che vi verranno nel frattempo svolti: “E’ sempre difficile – ha premesso il commissario – stimare precisamente i tempi di un intervento di questo genere ma credo di poter dire che, salvo imprevisti, i ragazzi potranno rientrare nella loro scuola con l’inizio del 2013. In questi giorni stiamo procedendo all’affidamento dei lavori che prevederanno la pulizia degli ambienti dalla polvere sollevata nei precedenti interventi e la ripavimentazione delle dieci aule dove erano state sollevate le piastrelle”. Per quanto riguarda l’inizio del nuovo anno scolastico, per gli studenti della Pellico è stato confermato che prenderà il via il 12 settembre, come per tutte le altre scuole. Entro pochi giorni, infine, la scuola provvederà a comunicare i calendari e come verranno suddivise le 18 classi della Pellico negli altri plessi scolastici.

In conclusione non possiamo che dire che a nostro parere Anna Pavone è partita più che bene e che con la sua concretezza ci ha fatto un’ottima impressione. Come ci ha ben impressionato il fatto che abbia affrontato di petto il problema, anche se la soluzione più comoda, e difficilmente contestabile da parte di chiunque, sarebbe stata quella di confermare Pero spiegando che visti i tempi ristretti si era ritrovata senza margini di manovra. Non possiamo però fare a meno di domandarci per quale ragione questa soluzione, che a tutti sembrava la più logica, non sia stata presa in considerazione a tempo debito da chi ha gestito il problema prima di lei.

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