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Pellico: una ricostruzione cronologica dei fatti

17 dicembre 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo documento che propone una ricostruzione della vicenda della scuola media Silvio Pellico, realizzato da un gruppo di lavoro composto da Tito Bellunato, Enrico Ioli, Livio Volontieri, Paola Toniolo, Paola Pandolfi, Michela Palestra, Giuseppe Augurusa e Roberto Peronaglio.

Egr. direttore,
all’indomani dell’annunciato trasferimento a Pero degli alunni della scuola Silvio Pellico per il periodo necessario alla bonifica dell’edificio, ci siamo trovati, come altri cittadini, ad avviare febbrili consultazioni con la dirigente scolastica, il segretario comunale, e quanti avrebbero potuto contribuire a reperire una sede alternativa sul territorio di Arese. Ricorderà la lettera inviata alla sua testata a firma congiunta che proponeva di riesaminare alcune soluzioni alternative troppo frettolosamente accantonate da quanto sopravviveva dell’amministrazione comunale (leggi qui).

Solo successivamente, avendo dato la precedenza all’individuazione di una soluzione condivisa, abbiamo chiesto e ottenuto l’accesso agli atti relativi alla ristrutturazione della scuola. Per agevolare un’interpretazione obiettiva della documentazione, abbiamo costituito un gruppo “interdisciplinare”, composto in parte da persone con competenze professionali specifiche all’ambito di una vicenda la cui comprensione, oltre che utile all’accertamento delle responsabilità, riteniamo sia un diritto dei cittadini.

Sintesi cronologica dei fatti
Di seguito si riportano schematicamente gli eventi legati alla ristrutturazione della Scuola S. Pellico. La ricostruzione è basata su fatti documentati.

Nel 2009 il Comune partecipa ad un bando INAIL (l.n.296/2006,art.1,c.626) per progetti di adeguamento degli edifici scolastici alle norme in tema di sicurezza o di abbattimento delle barriere architettoniche. Arese chiede € 336.433,00 per finanziare una tranche dei lavori già approvati con delibera di G.C. n.30 in data 02.03.2009 (ammontare complessivo € 350.000,00). La graduatoria si chiude in data 18.06.2009 e la scuola media Silvio Pellico risulta ammessa (comunicazione Inail del 22.07.2011 prot. 19650). L’ammissione al finanziamento obbliga all’inizio dei lavori entro 180 giorni dal 22.7.2011, cioè entro gennaio 2012. Per la presenza degli alunni nella scuola in quel periodo, il comune ha chiesto una deroga, non concessa dall’INAIL (non concessione comunicata 1.12.2011).

6.12.2011: indizione gara con determinazione del responsabile di settore per procedere all’assegnazione dei lavori per la scuola Silvio Pellico.

20.1.2012: determinazione del responsabile di settore per l’aggiudicazione dei lavori alla società S.I.T. Società Impianti Tecnologici srl sede a Milano, Via C. Dentato 1 (si noti che per arrivare al finanziamento di € 350.000 c’è una voce a “tappo” di € 82.974,08 per imprevisti, arrotondamenti e tassa autorità Lavori Pubblici). Per aggirare la mancata concessione di proroga, i lavori vengono consegnati entro il 28.1.2012 e immediatamente sospesi. Devono riprendere nella settimana dal 9 al 15 giugno 2012 e continuare senza interruzione anche nel mese di agosto per una durata prevista in 90 giorni naturali, consecutivi e continui. Fino a questo momento nessuno sembra essersi preoccupato di fare un’indagine a campione per verificare un’eventuale presenza di amianto, malgrado le leggi in materia secondo le quali la pubblica amministrazione deve censire la presenza di amianto negli immobili comunali e la specifica richiesta formulata da Enrico Ioli, all’epoca consigliere comunale di minoranza.

20.4.2012: istanza dell’impresa S.I.T. aggiudicataria dei lavori per essere sciolta da ogni vincolo, dato che sono decorsi i termini per la stipula di un contratto, che la consegna d’urgenza non indica i materiali a cui l’esecutore deve provvedere e le lavorazioni immediatamente eseguibili, e che successivamente non sono intervenuti ordini di servizio inerenti materiali e lavori. Soprattutto, i sopralluoghi presso il cantiere hanno evidenziato la necessità di procedere a un PVT (piano di valutazione tecnica, forse proprio per verificare l’eventuale presenza di amianto) come confermato dalla Direzione Lavori con mail dell’11.4.2012.

23.5.2012: determinazione del responsabile di settore per l’annullamento dell’aggiudicazione a società S.I.T. e nuova aggiudicazione alla società ALMA costruzioni srl (seconda classificata) sede in Pogliano Milanese Via Garibaldi, che accetta allo stesso importo della SIT. Solo ora si affronta il problema di determinare l’eventuale presenza di amianto.

29.5.2012 e 5.6.2012: 2 determinazioni per l’analisi di campioni di pavimento in linoleum della scuola.

9.6.2012: nuova consegna dei lavori e avviate le lavorazioni di rimozione a spatola di parte della pavimentazione: perché non attendere l’esito delle analisi disposte dalle determinazioni de 29.5 e del 5.6, dove sembra essere finalmente sorto il dubbio dell’amianto?

13.6.2012: data del rapporto di prova dell’Istituto Ricerche e Collaudi Masini che evidenzia la presenza di amianto. La ricostruzione cronologica dei fatti contraddice quanto sancito nella determinazione del 7.9.2012 dove si scrive che dopo l’avvio dei lavori (che si dice essere stato il 9.6.2012) si dava affidamento alla Masini di Rho per un’analisi qualitativa e non per vedere come affrontare i lavori in sicurezza, ma solo per un corretto smaltimento dei materiali di risulta, ma le determine di affidamento sono antecedenti l’avvio lavori. Quando il 18.6.2012 (il rapporto però porta la data del 13.6.2012) emerge la presenza di amianto, sono trascorsi già 9 giorni da quando la ditta incaricata ha iniziato i lavori di rimozione a spatola dei pavimenti, favorendo la diffusione dell’amianto nell’ambiente.

20.6.2012: ordinanza sindacale per sospensione lavori e inagibilità della scuola.

25.6.2012: determinazione del responsabile dei LLPP per incarico a società qualificata per mappatura dell’edificio e prelievi per indagini del caso. Incarico a società Tecno Habitat per analisi su dieci campioni.

29.06.2012: Il responsabile Ufficio tecnico convoca tre aziende per effettuare un sopralluogo e redigere offerta per l’esecuzione della bonifica, senza verificare che le stesse possiedano i requisiti minimi di legge per la bonifiche da amianto friabile (iscrizione Albo Gestori Ambientali Cat.10B). Solo una delle tre aziende, infatti, soddisfa questo criterio.

10.07.2012: Le aziende convocate eseguono il sopralluogo presso la scuola Silvio Pellico. Il Tecnico ASL dà indicazione in merito agli interventi da eseguirsi.

11.7.2012: incarico alla ditta Ameco sas di Monza per esecuzione indagini ambientali di ricerca fibre di amianto presso suola media Silvio Pellico.

12.07.2012: Le aziende convocate presentano offerta per l’esecuzione degli interventi, ma l’unica azienda avente i requisiti per l’esecuzione della bonifica presenta un conto economico elevato (circa 400.000 €) e non nelle disponibilità delle casse del Comune.

16.7.2012: Tecno Habitat conferma presenza di amianto solo nella colla con concentrazioni variabili fra 0,88% e 1,14% (detto così senza una scala di rischiosità non vuol dire nulla, potrebbe essere letale o, a prima vista, in considerazione dei bassi valori, quasi non nocivo).

30.7.2012: il dirigente medico responsabile U.P.G. chiede al Comune riscontro dell’intervento previsto con relativo crono programma dei lavori.

6.8.2012 e 30.8.2012: dato affidamento diretto alla Ameso Sas di monza (iscritta Albo Nazionale Gestori Ambientali cat. 10B) per la messa in sicurezza dell’edificio e la pulizia/bonifica di parte degli arredi e attrezzature (€ 30.976 + € 8.393,50 – quest’ultima dopo specifica richiesta della ASL per messa in sicurezza con confinamento statico-dinamico inizialmente non previsto).

16.8.2012: l’amministrazione dimissionaria stabilisce lo spostamento della scuola media SilvioPellico per l’intero anno scolastico 2012-2013 a Pero presso la scuola Marconi, con stima costo di € 140mila per trasporto alunni per il solo periodo settembre/dicembre 2012.

27.8.2012: Vengono invitate altre aziende (tra cui l’unica avente titolo tra quelle invitate nel primo sopralluogo) e viene chiesto loro di riformulare l’offerta secondo nuove direttive, in considerazione che parte delle lavorazioni sono già state eseguite e che l’intervento totale di bonifica viene suddiviso in due lotti distinti da eseguirsi in periodi diversi e consecutivi.

30.8.2012: Le aziende presentano le offerte e risulta affidataria dei lavori, per la Fase 1 la società AMECO S.A.S.

7.9.2012: A seguito di numerose consultazioni con cittadini, gruppi politici, direzione didattica e parrocchia, il commissario prefettizio giunge alla determinazione che prevede lo svolgimento dell’anno scolastico 2012-2013 in Arese, con dislocazione in diverse strutture degli studenti della scuola media S.Pellico, l’affidamento alla società Ameco sas per eseguire, in somma urgenza, i lavori di bonifica del primo piano della scuola media S.Pellico (€ 95.739,5) e il rimando ad una gara successiva per la bonifica del piano terra. Dal contratto allegato la bonifica del primo piano dovrebbe essere di 5 settimane (presunto inizio appena successivo alla delibera del 7.9.2012).

2.10.2012: Pubblicazione di bando pubblico ad inviti per l’esecuzione della bonifica (Fase 2) del secondo Lotto. Nel Bando non è data alle aziende invitate la possibilità di eseguire un sopralluogo. Pertanto, solamente l’affidatario del Lotto 1 conosce lo stato di fatto. Nei documenti allegati al Bando mancano i documenti relativi alla sicurezza da cui poter estrapolare gli oneri inseriti nel Bando stesso. I lavori vengono aggiudicati alla società AMECO S.A.S., già aggiudicataria di precedenti lavori in affidamento diretto con DET 115//2012//4° del 6/08/2012, DET 126/20/12//4° del 30/08/2012 e DET 126//2012//4° del 7/09/2012 , unica conoscitrice dello stato di fatto all’atto della redazione dei prezzi per la Fase 2.

Considerazioni economiche e tempi di realizzazione
Quantificazione dei costi
I costi noti riguardano la messa in sicurezza e bonifica per € 39.369,5 e la bonifica del primo piano per € 95.739,5 a cui dovrà sommarsi l’ammontare della bonifica piano terra. Supponendo ragionevolmente che la bonifica del piano terra abbia un costo grossomodo equivalente a quella del primo piano si può stimare una spesa complessiva per l’intervento di circa 240mila euro. A questi si sommano le spese per l’affitto degli spazi in cui attualmente si svolgono le lezioni: 35mila euro, per un totale attorno ai 270mila euro. Nel caso nefasto in cui si fosse adottata la soluzione del trasferimento a Pero, sarebbero da considerare anche i 149mila euro previsti per il trasporto degli alunni per il solo primo quadrimestre. Quest’ultimo scenario è stato scongiurato grazie all’interessamento di privati cittadini, associazioni dei genitori ed alcune forze politiche e all’intervento del commissario prefettizio. La nota spese non include i lavori di ristrutturazione dei locali dopo la bonifica amianto, che viene effettuata a umido. E’ forte l’impressione che l’imperizia della struttura tecnica del Comune e la latitanza della politica (la giunta era in carica almeno fino al 16.8.2012) abbia prodotto un inaccettabile disagio per i cittadini.

Piano e tempi di realizzazione standard
La legge sancisce l’obbligo per i proprietari o conduttori di edifici (compresi quelli pubblici) di censire la presenza di amianto nelle installazioni presenti negli immobili. Vige inoltre l’obbligo di denunciare alle ASL competenti per territorio la presenza di amianto o di materiali contenenti amianto in matrice friabile.  Per censimento amianto si intende un campionamento ragionato dei materiali con sospetta presenza di amianto, la resa di una documentazione fotografica che ne attesti il punto di prelievo, le qualifiche del laboratorio e del tecnico addetto ai prelievi, le metodiche analitiche utilizzate e la quantificazione in volume/superficie dell’installazione contenente amianto individuata. Tale documento, i cui tempi di realizzazione si aggirano sui venti giorni, è la base di partenza per la progettazione di una ristrutturazione da effettuarsi su edifici realizzati prima del 1992, anno di cessazione della vendita di materiali contenenti amianto. In primo luogo, accertata la presenza di materiali contenenti amianto in matrice friabile presso un edificio il proprietario nomina un responsabile amianto, figura di specifica formazione ed esperienza, il quale è tenuto a registrare su appositi moduli lo stato di conservazione dei manufatti e la corretta gestione fino alla bonifica.

Nel progetto di bonifica da amianto l’amministrazione avrebbe provveduto all’allontanamento dei materiale cartaceo, degli arredi e delle apparecchiature prima dell’inizio lavori, e avrebbe dovuto assolvere ad un altro obbligo di legge: la formazione e l’informazione dei lavoratori presenti nei locali con presenza di materiale contenente amianto. Le aziende specializzate predispongono un piano della sicurezza ai sensi del D.Lgs 81/08 che si chiama Piano di Lavoro e lo presentano all’ASL territorialmente competente. Dopo 30 giorni (in assenza di provvedimenti di urgenza) si è autorizzati, salvo prescrizioni, all’esecuzione dell’intervento. Terminata la rimozione occorre certificare il buon esito della bonifica. Interviene l’ASL/ARPA che effettua un campionamento di aria filtrandola su una membrana. La membrana sarà poi analizzata in un laboratorio Pubblico per la determinazione della concentrazione di fibre di amianto aerodisperse. La tecnica analitica è la microscopia elettronica a scansione (SEM), molto precisa e sensibile: il limite di rilevabilità dello strumento è di 1/10 inferiore alla soglia di pericolosità fissata dalla legge, pari a 2 fibre su litro. Per le scuole gli Organi di Vigilanza possono imporre limiti più restrittivi.

Nel caso della Silvio Pellico, riassumiamo i tempi stimati di una normale gestione di bonifica:
Censimento amianto: 10 giorni (la scuola non è complessa)
Nulla osta al Piano di Lavoro: 30 giorni
Esecuzione bonifica PT e P1: 20 giorni
Certificazione restituibilità: 10 giorni
Supponendo una sovrapposizione di alcune fasi è ragionevole pensare che l’intervento, partendo dalla realizzazione del censimento, avrebbe potuto avere una durata complessiva di 70 giorni solari e consecutivi.

Cosa è accaduto.
Dalla lettura dei documenti a nostra disposizione si intuisce che il problema amianto venne sollevato dal primo appaltatore, poi ritiratosi per mancanza di dati in merito alla certificazione relativa alla presenza di amianto nei pavimenti vinilici e nel relativo collante. Non avendo fatto il censimento amianto, ovvero avendolo fatto in maniera frammentaria e compulsiva e limitatamente alla pavimentazione, ad oggi non esiste un documento unico che rilevi la assenza o presenza di amianto nella totalità dell’edificio con conseguente sospetto ogni qualvolta si debba operarne una ristrutturazione. Quando vengono resi i certificati analitici attestanti la presenza di amianto (18/06/2012) le aule versano in uno stato gravoso, in quanto la rimozione delle piastrelle è avvenuta senza la minima precauzione, senza aver provveduto allo sgombero di archivi, arredi e attrezzature, disperdendo polveri potenzialmente contenenti amianto su tutte le superfici, e rendendo tutto il lavoro molto più complesso e gravoso. Presumibilmente i lavori di bonifica termineranno nella prima settimana di gennaio, ma la scuola potrà essere restituita al normale utilizzo per il quale è stata concepita solo dopo aver terminato le ristrutturazioni. Tali interventi non sono quantificabili in quanto non si conoscono le condizioni delle aule all’atto della restituzione dopo la bonifica. Occorre precisare che al termine della bonifica di amianto in area confinata, per ottenere l’esito positivo, occorre nebulizzare in tutto il volume di aria confinato una soluzione acquosa di prodotto incapsulante (solitamente acetato di vinile). Tale prodotto si presenta decisamente appiccicoso e, anche se trasparente, non permette l’immediata pittura delle pareti senza prima dover eseguire un idrolavaggio delle pareti stesse. Terminata la bonifica sono necessari gli interventi degli elettricisti, dei pavimentisti, degli imbianchini. Poi si deve procedere con la posa degli arredi e degli archivi (quello che rimane). In condizioni normali tali interventi potrebbero richiedere almeno due mesi.

Assenza della politica
La propensione ad attribuire il complesso delle responsabilità unicamente agli uffici,  che pure non ne sono esenti nel caso in questione, anche ammettendo che operino talvolta in condizioni proibitive, sovente fa dimenticare il ruolo della politica. All’assessore, e in ultima istanza al sindaco, è affidata la facoltà di assumere decisioni. Non casualmente il danno erariale, ove accertato, si configura come una responsabilità del singolo amministratore. La condizione di difficoltà della breve amministrazione uscente non può essere quindi un’attenuante. Il presidio politico garantito dall’assessore Cattaneo prima e dall’assessore Turconi poi, non è stato evidentemente né sufficiente né adeguato: il primo si è limitato a non rispondere ai molti interrogativi posti dentro e fuori dal consiglio comunale, dalle opposizioni, dalla stessa scuola. La seconda si è affrettata ad accogliere troppo frettolosamente per chi ha responsabilità pubbliche (anche nella funzione di vicesindaco), la soluzione più indigesta alla cittadinanza e più costosa per le casse pubbliche: il trasferimento degli studenti a Pero. Va segnalata infine una certa singolare continuità tra le due ultime fallimentari esperienze amministrative sul tema dell’amianto nelle scuole. Così infatti rispondeva ad un’interrogazione sollecitata da un’allarmata lettera di un dirigente scolastico, l’allora assessore ai lavori pubblici Crisafulli in consiglio comunale nel marzo 2011: “… lei (Ioli) aveva parlato molto nella sua esposizione del rischio amianto nelle scuole. Sono d’accordo con tutto e con tutti, abbiamo apprezzato molto che il nuovo responsabile scolastico si sia preoccupato anche di questa realtà, non dovevamo aspettare che arrivasse lui per capire se c’era l’amianto o meno, mi sembra anche un po’ eccessivo pensare che nell’ufficio lavori pubblici vi siano dei limiti, li riconosco ma non fino al punto di tollerare la presenza di amianto soprattutto all’interno della struttura scolastica, assicuro tutti che non vi è alcun tipo di problema, verifica già fatta” (sic!). Forse maggiore prudenza da parte di tutti questi attori della politica sarebbe stata opportuna.

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