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Prodotti chimici nelle fogne di via Vismara

25 settembre 2012 – Sono state ore di preoccupazione quelle di oggi pomeriggio per gli abitanti della parte più periferica di via Vismara, tra viale Einaudi e la via Varesina: una sgradevole puzza si è infatti levata poco dopo le 13. Le attenzioni si sono puntate subito sulla Italmatch Chemicals (ex Akzo Nobel), dove si sono recati Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Carabinieri, funzionari comunali dell’ufficio ambiente e dei lavori pubblici, Ianomi (gestore del depuratore) e ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente). “Dalle prime verifiche,” si legge in un comunicato emesso nel tardo pomeriggio dal Comune, “è emerso che il cattivo odore proveniva dalla rete fognaria a causa di uno sversamento di prodotti chimici. Sono stati prelevati dei campioni delle acque presenti nel tratto fognario al fine di individuare la natura precisa del prodotto chimico e svolgere le successive indagini.”

La situazione, attentamente seguita dagli Uffici comunali e dagli Enti preposti,” conclude il comunicato, “non presenta attualmente pericoli per la salute dei cittadini, come confermato dagli organi tecnici presenti al sopralluogo.” Per altro, il Comune non cita minimamente la Italmatch Chemicals nemmeno come potenziale responsabile dello sversamento citato. Non sappiamo quindi quale sia la fonte degli inquinanti. Certo è che lo stabilimento aresino è uno di quelli definiti dalla normativa attuale a “rischio di incidente rilevante” (RIR). Con questa definizione “si intende un impianto in cui si ha la presenza di determinate sostanze o categorie di sostanze, potenzialmente pericolose, in quantità tali da superare determinate soglie. Per ‘presenza di sostanze pericolose’ si intende la presenza reale o prevista di sostanze pericolose, ovvero di quelle che si reputa possano essere generate in caso di perdita di controllo di un processo industriale”. La parte virgolettata è tratta dalla sezione “Ambiente, Energia, Reti” del sito web di Regione Lombardia.

Lo stabilimento di Arese occupa un’area di circa 32.500 metri quadrati e occupa oltre un centinaio di persone. Secondo quanto riportato in un documento pubblico del 2006 ancora consultabile sul sito www.agenda21arese.it, l’elemento rilevante della produzione è l’utilizzo in grande quantità di sostanza di origine vegetale delle sostanze di base (acidi e alcooli grassi) che vengono impiegate nella fabbricazione di prodotti intermedi per l’industria chimica.

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