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“Arese, un’isola nel mare… senza ponti”

29 ottobre 2014 – In questi giorni, dove ai lavori che coinvolgono principalmente la Varesina si è aggiunta la chiusura dello svincolo di Arese della A8, sono molte le segnalazioni e le lamentele relative al sensibile aumento di traffico che trovano i pendolari che usano auto o mezzi pubblici per recarsi al lavoro, in particolare di coloro che hanno come destinazione finale Milano. Dei bus, la cui situazione è auspicabile se non prevedibile che migliori già da settimana prossima con l’apertura della linea 561 per Rho Fiera, abbiamo parlato con un’utente che ci ha descritto la situazione con la quale quotidianamente si confrontano i pendolari aresini: “Avreste dovuto esserci ieri mattina – racconta – due ore per raggiungere Milano, l’autista non ne poteva più, i passeggeri contattavano le proprie aziende per comunicare il disagio e tutto questo al costo di cinque euro al giorno. Mi creda, i pendolari sono veramente esasperati, anche perché i prezzi degli abbonamenti continuano ad aumentare e i disagi pure”.

Una situazione difficilmente accettabile soprattutto da chi sino a poco tempo fa risiedeva a Milano, ma storicamente nota a tutti gli aresini, che con le problematiche dei trasporti pubblici si confrontano da sempre: “Io – dice la nostra lettrice – arrivo da Milano, ed ero abituata a raggiungere la sede del lavoro a piedi. Sono arrivata ad Arese con le migliori intenzioni di utilizzare i mezzi e di fare una vita diversa. Mi sono però accorta che è un paese che tra poco diventerà solo un dormitorio: le persone sono costrette ad alzarsi il prima possibile per riuscire a raggiungere Milano in tempi brevi, ritornano talmente tardi che i negozi sono già chiusi e l’unica cosa da fare è tornare a casa direttamente. Se ci fosse un buon sistema di trasporti, le persone riuscirebbero ad arrivare in tempo utile per poter fare la spesa, fare un salto al parco, fare un aperitivo, andare in palestra, dall’estetista, o utilizzare il proprio tempo libero come meglio credono. E forse anche i negozi e gli esercizi commerciali avrebbero più clienti”.

Insomma, Arese, per scelta più o meno senziente, sarebbe metaforicamente al medioevo con i trasporti pubblici: “Siamo – conclude la nostra interlocutrice – a cinque chilometri da Rho Fiera e, per la lentezza del servizio, siamo costretti a muoverci come se usassimo le carrozze. Pagando, tra l’altro, 80 euro al mese per il servizio o 20 euro alla settimana. Si parla tanto di inquinamento, di città per i bambini… e poi ci si accorge che siamo un’isola in mezzo al mare e senza ‘ponti’ con la terraferma. Dovremmo, invece, avere un sistema efficiente di mezzi pubblici per raggiungere Bollate o Rho Fiera. In questo modo molte più persone, anziani, adolescenti, sarebbero libere di muoversi senza dover utilizzare per forza l’automobile. Capisco che Arese per scelta possa non volere la metropolitana o la ferrovia, ma bisogna anche pensare che siamo nel 2014. Tra un po’ le persone esasperate sceglieranno un paese dove, almeno per andare al lavoro, non si debba affrontare un percorso a ostacoli”.

Come si accennava all’inizio la situazione, almeno per chi utilizza per i propri spostamenti i mezzi pubblici, potrebbe migliorare già dal prossimo lunedì 3 novembre, quando inizierà le sue corse la linea 561, che avrà come destinazione finale il polo metro-ferroviario di Rho Fiera. Air Pullman ha da poco pubblicato sul proprio sito percorso, orari e fermate della nuova linea (vedi qui), congiuntamente alle modifiche che subirà la linea 560, quella con destinazione finale Milano Qt8 (vedi qui). A proposito della 560 va rilevato che questa tratta perderà le corse autostradali, soppresse a causa della chiusura dello svincolo di Arese dell A8.

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