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“Incongruenze tra progetto e segnaletica”

06 ottobre 2014 – Il focus questa volta è sui marciapiedi e sulle piste ciclopedonali. Passaparola, dopo avere esaminato le tavole relative alla segnaletica per la nuova viabilità, sostiene che, per come è configurato il progetto, biciclette e pedoni non potrebbero coesistere nella medesima sede: “Finalmente – premette il comitato – grazie alle tavole della segnaletica, datate 28 luglio ma pubblicate solo settimana scorsa, possiamo prendere atto che la svolta a sinistra su via Nuvolari sarà consentita e che quindi la relazione tecnica del progetto, che viceversa indica il divieto di svolta a sinistra, presenta evidenti errori. Dopo 12 mesi ci saremmo almeno aspettati un progetto privo di contraddizioni e non antitetico a se stesso. Dalle tavole della segnaletica risulta però un’altra grave incongruenza emersa sabato durante il confronto con alcuni cittadini al banchetto di Passaparola”.

Dove sarebbe dunque questa incongruenza? “Per mesi – sostiene Passaparola – l’assessore Ioli e il sindaco Palestra hanno sostenuto in tutte le sedi che i marciapiedi sarebbero stati allargati al massimo di un metro per trasformarli da pedonali a ciclopedonali. Secondo questa teoria, dopo aver speso 7,4 milioni di euro, si vorrebbe far convivere sui marciapiedi pedoni e ciclisti senza alcuna delimitazione fisica, con conseguente pericolo per i pedoni in quanto le biciclette, in caso di impatto, possono provocare lesioni personali anche gravi ai pedoni. Marciapiedi dove, non dimentichiamo, oltre ai pedoni, si trovano una serie di ostacoli che daranno vita a pericolosi slalom: radici degli alberi, alberi, pali dei cartelli stradali a 50 centimetri dal bordo del marciapiede, e via dicendo. Ebbene, dalle tavole della segnaletica stradale risulta evidente che questi marciapiedi non saranno affatto ciclopedonali in quanto nessun cartello stradale prevede questa configurazione. E come ci è stato confermato direttamente dal Comune di Arese in data 17 maggio 2014: in assenza di specifica segnaletica orizzontale o verticale di pista ciclabile su corsia riservata ricavata dal marciapiede o di percorso promiscuo pedonale e ciclabile, il codice della strada (Art.3) vieta l’uso di marciapiedi alle biciclette“.

In alcuni punti poi, secondo Passaparola, la segnaletica escluderebbe esplicitamente la possibilità di percorrenza in bicicletta: “La conferma – ribadisce il gruppo – che la segnaletica del progetto non solo non prevede, ma addirittura esclude, la presenza di marciapiedi ciclopedonali promiscui è confermata anche dal divieto apposto sull’assurda uscita che si vuole aprire su viale Resegone nel parco giochi dei bambini di Col di Lana. Fonte di pericolo in quanto i bambini potrebbero uscire dal controllo dei genitori e raggiungere quel varco. Chiunque può notare la presenza di un cartello che indica, proprio in corrispondenza dell’immissione sul marciapiede di Resegone, la fine del percorso ciclopedonale che si vuole realizzare all’interno di quel parco. Tra l’altro ulteriore fonte di pericolo per i bambini visto che attualmente ad Arese vige il divieto di passaggio in bicicletta nei parchi gioco dei bambini. Pertanto, alla luce delle tavole definitive della segnaletica, risulta evidente a chiunque che le ciclopedonali sui marciapiedi attualmente non sono previste nel progetto”.

La sintesi è un nuovo richiamo a riconsiderare il progetto, coinvolgendo nel percorso anche cittadini e opposizioni: “L’invito a tutti  – conclude Passaparola – è sempre lo stesso: questo progetto presenta ancora grossolani errori ed evidenti pericoli per i cittadini che qui ci vivono. Smettetela di pensare che qualcuno voglia mirare alle vostre poltrone, pensate al progetto e ai suoi effetti. Invece di pensare di avere la verità in tasca e un progetto perfetto tra le mani, invece di pensare a scenari di complotti da fantapolitica, se questo è il risultato, non è forse giunto il tempo di aprire un reale confronto con i cittadini e consiglieri comunali per ascoltare realmente cosa i cittadini vogliono e chiedono da quasi un anno? Gli errori ci sono e sono evidenti, vogliamo risolverli con il contributo reale di tutti o volete realizzarli per poi un giorno sentivi dire: è solo colpa vostra? Basta con inutili atti di fede. E’ tempo di comprendere che senza analisi, solo per difendere aprioristicamente un progetto portato avanti ciecamente per 12 mesi, si è in grado solo di perseverare negli errori, con i quali, un giorno, tutti noi, dovremo convivere”.

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