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“Odio i comunisti”. E martella furgone Cobas

14 luglio 2014 – Nella serata di venerdì un uomo armato di martello ha danneggiato il furgone degli Slai Cobas, che da quando è iniziata la lotta del sindacato nei confronti dei licenziamenti operati da Innova Service è sempre parcheggiato di fronte all’area ex Alfa e funge da base di appoggio per le persone che manifestano. Questo il racconto di quanto accaduto, fatto direttamente da Slai Cobas: “Alle ore 21,30 una guardia giurata a bordo di una autovettura di colore grigio ha posteggiato davanti alla portineria Est dell’Alfa Romeo di Arese, è sceso tranquillamente dall’auto, ha aperto il baule posteriore, ha preso un martello e ha cominciato a spaccare tutti i vetri, ai quattro lati, del camion dello Slai Cobas, posteggiato da due anni ininterrottamente davanti alla portineria Est e che serve da appoggio alla lotta dei licenziati Alfa di Innova Service. E’ poi passato a strappare tutte le bandiere dello Slai Cobas e dell’Usb, tranne quella sul pennone del camion perché non è riuscito ad arrivarci. Ha fatto anche un lavoro di rifinitura, spaccando con calma e metodicamente tutti i fari anteriori e posteriori. Per ultimo, ha messo sotto il tergicristallo anteriore destro la fotocopia della sua tessera 2006 di iscrizione a Forza Italia. Alfine, dopo dieci minuti, si è allontanato con calma con la sua autovettura”.

Sono poi stati gli stessi Cobas ad avvertire i Carabinieri di quanto accaduto. I militari giunti sul luogo hanno visionato i filmati delle telecamere di sicurezza e hanno identificato l’uomo, una guardia giurata cinquantunenne residente ad Arese senza precedenti penali. Che successivamente ai fatti accaduti ad Arese non si è fermato nella sua opera di demolizione ma ha proseguito in direzione Pero, dove ha preso a martellate anche la sede della Cisl e un Caf ad essa associato. Anche qui ha lasciato come firma una copia della sua tessera di Forza Italia. I Carabinieri, dopo i rilievi di rito e dopo avere ascoltato le testimonianze dei presenti, si sono presentati intorno all’una di notte presso l’abitazione della guardia giurata e, dopo una perquisizione, hanno rinvenuto in un armadio il martello presumibilmente utilizzato per compiere gli atti di vandalismo. L’uomo, che ha giustificato i suoi gesti con il fatto di odiare i comunisti, è stato denunciato piede libero.

Gli Slai Cobas dal canto loro commentano ironici che “sicuramente è un caso che ciò capiti mentre lo Slai Cobas sta cercando di impedire la distruzione dell’Alfa con la scusa di Expo. Come è stato un caso che un anno fa è stata devastata la sede dello Slai Cobas all’interno del Consiglio di Fabbrica”. Gli aderenti al sindacato che lavorano all’interno dell’area ex Alfa, e licenziati nel corso di questi anni, oggi hanno inoltre manifestato, fino alle ore 15,00, sul cornicione del Centro Stile al grido di “No alla distruzione di Alfa e Cdf” (leggi qui). Gli Slai Cobas hanno annunciato nel pomeriggio che domani la protesta si sposterà in Regione Lombardia.

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