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“Tema disabilità, aiutatemi a fare rete”

16 giugno 2015 – Solo chi si confronta direttamente con questo tipo di problematiche ha la percezione reale di quanto possa essere difficile affrontare nella vita di tutti i giorni il tema della disabilità, soprattutto quando questa riguarda i minori. E lo è anche in un Comune come il nostro, che può contare su un assessore alle Politiche sociali molto sensibile al tema, come indubbiamente è Barbara Scifo. Un contributo positivo può essere quello di riuscire a fare rete tra le famiglie, come ci racconta Laura Manfredi che, vivendo una situazione di questo genere, ha scelto di impegnarsi in prima persona per creare un network genitoriale in grado di offrire vicendevole supporto ai suoi membri, oltre a proporsi come interlocutore avente cognizione di causa com le istituzioni.

“Sono la mamma di tre splendidi bimbi – racconta Laura – due dei quali affetti da autismo. Quello che sto cercando di fare è creare un’associazione che si occupi di fare rete fra le famiglie con figli affetti da qualsiasi disabilità, avendo negli ultimi anni constatato che il nostro territorio offre ancora molto poco in termini di reale integrazione per i nostri ragazzi, e avendo combattuto faticosamente in solitaria senza ottenere risultati apprezzabili. So di avere di fronte una giunta sensibile al tema dell’inclusione scolastica e del tempo libero, ma ho bisogno di radunare attorno a me altre famiglie per rendere i progetti che ho in mente attuabili e credibili e per diminuire la fatica e l’isolamento delle famiglie”.

L’approccio, positivo, con le istituzioni locali, quanto meno a livello personale, c’è già stato, ma c’è anche l’esigenza di ampliare le esperienze per poter realizzare qualcosa di funzionale anche a livello diffuso e generale: “Sto iniziando – prosegue Laura – un percorso di confronto con le istituzioni per migliorare l’integrazione dei bimbi affetti da disabilità nelle scuole e nelle attività del tempo libero sul territorio di Arese. Le idee sono molte e l’attenzione al tema è certamente forte. Mi piacerebbe però riuscire a raccogliere in questo percorso anche l’esperienza e la voce delle altre famiglie con figli con invalidità, magari per costituirci in associazione, per confrontare i nostri vissuti e le nostre esigenze, per fare girare le informazioni e le esperienze di ciascuno e per cercare di abbattere la solitudine che spesso ci isola e toglie energie”.

Laura chiude spiegando la sua scelta di condividere tramite QuiArese il sui percorso: “Se chi ci legge – conclude – conosce qualcuno che possa essere interessato a partecipare, che possa dare un contributo, una mano e che possa trovare aiuto e sostegno in un’esperienza di rete e collaborazione, può contattarmi all’indirizzo di posta elettronica [email protected] Sono convinta che fare rete sia fondamentale e per questo ho scelto di condividere il mio appello con tutti i lettori di QuiArese”.

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