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QuiArese: informazione gratuita, ma indipendente

19 gennaio 2011 – Noi siamo piccoli e ci occupiamo solamente di Arese, ma è stato sorprendente vedere sull’ultimo numero del più noto (e diffuso) settimanale locale una pagina di autopubblicità in cui si invitano i lettori a diffidare dell’informazione gratuita che “potrebbe difendere interessi di parte”. Noi, lo ripeto, siamo piccoli, ma ci sentiamo ugualmente offesi da una presa di posizione da parte di colleghi che farebbero meglio a pensare a fare bene il loro lavoro, così come noi facciamo bene il nostro, invece che a insinuare stupidi sospetti. Quando un giornale, come Rho Settegiorni e QuiArese, ha un direttore responsabile iscritto all’ordine dei giornalisti, questi ha l’obbligo – pena severe sanzioni – di non difendere altri interessi che quelli dei suoi lettori. E del resto essere una pubblicazione a pagamento non garantisce minimamente dal rischio che un giornale si riveli di parte: sono innumerevoli gli esempi nel panorama nazionale che lo dimostrano.

Un giornale come Rho Settegiorni, per avere una chiara idea di dove stiano i “padroni”, ricava una percentualmente estrememente rilevante del suo fatturato dalla pubblicità e non dai suoi lettori. Ma anche questo non ha nulla a che fare con la deontologia professionale o con la capacità di fornire informazione completa e imparziale: è una precisazione che faccio solo per sottolineare che la validità dell’informazione non dipende dal fatto che si sia gratuiti o a pagamento, con pubblicità o senza, ma dalle capacità dei professionisti che la forniscono.

Da parte nostra l’invito ai lettori è quello di informarsi sempre e comunque usando tutte le fonti disponibili, gratuite o a pagamento. E sulla base di questo decidere liberamente quali sono quelle più attendibili.

 

Paolo Galvani