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Ravelli: stop all’Adp. Ma il mistero è fitto

10 luglio 2012 – E’ un’autentica bomba quella fatta esplodere oggi dal sindaco Ravelli, che ha protocollato una lettera che il Comune di Arese invia, tra gli altri, al presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni e al direttore generale al Territorio e all’Urbanistica Bruno Mori, nella quale il sindaco chiede, senza mezzi termini, che non siano perfezionate la Vas (Valutazione Ambientale Strategica), l’Istanza per l’ottenimento dell’autorizzazione commerciale e la Procedura Via (Valutazione Impatto Ambientale) relative all’Accordo di Programma dell’area ex Alfa Romeo. In pratica si tratterebbe del blocco dell’Adp così come lo conosciamo. Gli effetti di questa comunicazione, però sono al momento dubbi, tanto che anche Ravelli ci ha confermato di dover attendere una risposta dalla Regione prima di capire che cosa accadrà nelle prossime settimane.

L’amministrazione aresina poggia la sua richiesta su due punti formali: il primo è che nella delibera di Giunta Regionale del 29 dicembre 2010 (leggi qui) veniva fissato nel 31 dicembre 2011 il termine per la definizione dell’Adp. Questa data non è stata rispettata, tanto che la stessa Provincia di Milano ha espresso la sua adesione solo il 23 maggio 2012 con la delibera n. 164/2012. In una risposta a un’interrogazione regionale da parte di Arianna Cavicchioli, lo scorso gennaio (leggi qui), il sottosegretario Paolo Alli aveva però dichiarato che la conclusione dell’Adp era stata spostata al 30 settembre 2012. Il problema è che oggi non si riesce a rintracciare alcun documento ufficiale che riporti questa scadenza: sul sito della Vas non ve n’è traccia, così come nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, almeno in base alle ricerche che abbiamo effettuato. Abbiamo anche provato, senza successo, a cercare telefonicamente Alli. Presenza o meno del documento, parrebbe però che la delibera del 2010 fosse “ordinale” e non “perentoria”. In questo caso, l’eventuale sforamento dei tempi fissati non dovrebbe comportare alcuna conseguenza.

La seconda ragione, secondo il Comune, riguarda il fatto che, rispetto a quanto approvato da Regione Lombardia, è successivamente intervenuta una variazione di una parte dei soggetti privati interessati all’Accordo di Programma, e che tale variazione comporterebbe necessariamente l’adozione di una nuova delibera da parte dell’ente promotore, ovvero sempre Regione Lombardia. Per questo Ravelli nella sua lettera chiede alla Regione di “sospendere ogni processo in corso e di esprimersi circa la sussistenza della validità/legittimità degli stessi“.

Oltre a questo, l’amministrazione di Arese porta una terza motivazione legata al fatto che l’Adp, a livello territoriale, ormai vede la presenza di solamente due dei comuni interessati, Arese e Lainate, sui quattro su cui è sita l’area. Questo il passaggio: “Tenuto conto altresì che la questione ex Fiat-Alfa Romeo non possa essere ricondotta alla sola competenza territoriale dei Comuni di Arese e Lainate ma, al contrario, per l’ampiezza delle superfici, la natura strategica del sito, le potenzialità insite nel comprensorio e la connessa dotazione infrastrutturale, debba obbligatoriamente essere affrontata nel suo insieme mediante il coinvolgimento – come era in origine – di tutte le quattro Amministrazioni territorialmente competenti ovvero Arese, Lainate, Garbagnate Milanese e Rho, la scrivente Amministrazione chiede l’immediata apertura di un tavolo di confronto“.

Ravelli sembra così mantenere fede a quanto promesso in campagna elettorale e poi confermato nei giorni scorsi. Queste, però, sono le premesse a un altro elemento dubbio. Pare, si dice, sembra… che oggi si sia tenuta una Conferenza dei servizi legata all’Adp richiesta dal Comune di Arese. Nella Conferenza dei servizi, di norma, si discutono e si approvano/respingono istanze come i cambiamenti di destinazione d’uso. Il mistero qui è fitto. Perché Arese dovrebbe richiedere una Conferenza dei servizi se ritiene decaduto l’Adp? Da questa mattina stiamo cercando, senza riuscirci, informazioni più precise. Il sindaco, raggiunto telefonicamente poco prima delle 14, ci ha detto che non era certo che fosse previsto un incontro del genere e ci ha invitato a chiamare l’assessore Patrizia Digirolamo. Questi ci ha detto di essere nei suoi uffici di Milano e di non poterci dire nulla fino al suo rientro ad Arese, probabilmente nel tardo pomeriggio di oggi. Il geometra Milani, a sua volta cercato da QuiArese, prima era impegnato al telefono e poi misteriosamente non era più in ufficio. In entrambi i casi ci è stato risposto che ci avrebbe richiamato. Può darsi che prima o poi avremo la conferma o la smentita di questa Conferenza dei servizi, ma perché tanto mistero?

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