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Slai Cobas: “Stop a realizzazione parcheggi”

07 luglio 2014 – Gli Slai Cobas proseguono la loro battaglia contro i parcheggi a servizio di Expo 2015 che verranno realizzati nell’area ex Alfa Romeo. Dopo le osservazioni presentate a fine giugno a Regione Lombardia (leggi qui), il sindacato che riunisce gli ex lavoratori dell’Innova Service ha reso noto di avere scritto, tramite lo studio legale che li rappresenta, a Giuseppe Sala, commissario unico con delega del governo per Expo. Il documento, che chiede la sospensione dell’esecuzione del provvedimento n.18 del 21/05/2014, è stato inviato anche al presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, ai sindaci di Arese, Garbagnate e Lainate e, in conoscenza, all’Autorità Nazionale Anticorruzione. In particolare con questa iniziativa gli Slai Cobas chiedono di fermare i lavori, la cui esecuzione riguarderebbe anche l’area sulla quale vi è la loro sede.

“Con riferimento al provvedimento di cui in epigrafe – scrive l’avvocato Mirco Rizzoglio –  per conto dello Slai Cobas, comunichiamo che sull’area ex Alfa Romeo di Arese, oggetto dell’intervento sopra indicato, da oltre trent’anni vi è la sede dello Slai Cobas, nonché di altre organizzazioni sindacali”. Il legale fa anche notare che il sindacato avrebbe già vinto una causa in merito ai locali: “Rispetto al possesso di tale immobile – sostiene Rizzoglio – il Tribunale di Milano con ordinanza del 31 dicembre 2005 che si allega, aveva accertato la sussistenza del possesso e la legittimità dello stesso, respingendo le richieste di Fiat Auto Spa, Fiat Gesco Spa e Fiat Powertrain Italia Srl di liberarlo, estromettendo le organizzazioni sindacali”.

Altra questione portata all’attenzione del commissario Expo è proprio quella relativa alle osservazioni rispetto al provvedimento commissariale, che a detta dei Cobas sono state depositate “nei termini stabiliti dalla legge”, ma non hanno ancora avuto nessun riscontro. In merito a questo aspetto Slai Cobas ha anche presentato, il 27 giugno, un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, contestando quanto pubblicato sul sito “Silvia” di Regione Lombardia, che fissa la data limite per la presentazione delle osservazioni nel 18 giugno, cosa che porrebbe fuori tempo massimo quelle depositate da Slai Cobas il 20 giugno.

Nei giorni scorsi gli operai ex Innova, riunitisi in assemblea, hanno anche reso nota la loro intenzione, dopo oltre un anno di battaglia sul tema specifico e a più di tre anni dal loro licenziamento, ritenuto illegittimo dal Tribunale di Milano, che sarebbero intenzionati, a causa del fatto che sono ormai “ridotti alla fame”, a firmare l’atto di rinuncia individuale nei confronti delle società nuove proprietarie dell’area. In pratica, per ragioni economiche, gli operai ex Innova accetterebbero quanto proposto loro dal commissario Anna Pavone (leggi qui), pur confermando il proprio giudizio negativo sul percorso prospettato e chiedendo che nel documento finale sia inserita un’integrazione che faccia riferimento al fatto che hanno diritto a una ricollocazione sull’area ex Alfa.

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