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Solidarietà aresina per i bimbi prematuri

20 giugno 2012 – Arese è protagonista di una bella iniziativa di solidarietà verso i bimbi che hanno la sfortuna di necessitare di un ricovero nei reparti di Terapie Intensive Neonatali (TIN). Bambini spesso nati prematuri e per i quali è anche difficile reperire un corredo delle dimensioni adatte. Ce ne parla Aurora Belotti, che un po’ casualmente circa un anno fa è venuta in contatto con questo mondo: “Da sempre – racconta la Belotti – sono appassionata di lavoro ai ferri e lo scorso anno navigando sul web in cerca di nuovi patterns o anche semplici spunti per i miei lavori sono capitata sul sito di Cuore di Maglia (clicca qui), un’associazione fondata anni fa da Laura Nani che ne è anche la presidente. Questa giovane signora lavorando delle scarpine per una sua amica che stava per partorire ha sbagliato le misure e davanti a delle scarpine piccolissime ha avuto l’intuizione, ha pensato che delle cose così piccole sarebbero andate bene per i piccolissimi delle Terapie Intensive Neonatali”. Ed è proprio da questo “incidente” che ha poi preso il via un vero e proprio progetto di solidarietà.

“Partendo dalle amiche di Laura – prosegue Aurora Belotti – e a poco a poco allargando il discorso alle mani e ai cuori di tante donne, pacchi contenenti piccole copertine, scarpine della dimensione di mezzo pavesino e cappellini della misura di una mela, hanno cominciato ad arrivare alla sede di Alessandria e da li, adempiendo a tutta la burocrazia necessaria, a tantissimi ospedali. I bimbi delle TIN sono piccolissimi e fragili e trascorrono mesi dentro alle incubatrici, attaccati con cavetti vari a macchine che li aiutano a respirare, a mangiare e molto lentamente a crescere. Se non si ha provato è difficilissimo entrare nell’animo dei loro genitori, preoccupati, stanchi e alcune volte sfiduciati. Ebbene arrivare all’ospedale e vedere il loro piccolo con un cappellino o delle scarpine graziosissime fa per la prima volta capire che il loro è un bimbo come gli altri, con un vestito, e che quindi uscirà dall’incubatrice e poi dall’ospedale e finalmente sarà a casa con loro”. Cuore di Maglia aiuta in tutto ciò. E girando per gli ospedali Laura Nani e il suo staff sono venute a conoscenza anche del problema dei bimbi abbandonati dalla loro mamma. Tra il momento dell’abbandono e il momento dell’adozione passano solitamente tra i trenta e i quaranta giorni, durante i quali il bambino resta in carico al reparto che non ha corredini per vestirlo adeguatamente. In genere il buon cuore del personale provvede il bimbo del minimo indispensabile e ora per questi bambini anche Cuore di Maglia ha istituito dei corredini, anche questi fatti dalle mani delle associate ma di misura normale. I corredi per questi bimbi sono composti da copertine, scaldacuore, coprifasce, cappellini, scarpine e piccoli animaletti e vengono lasciati al bimbo anche quando questo entra nella sua nuova famiglia.

Tornando ad Arese, è proprio dopo avere conosciuto questo mondo che Aurora inizia a parlarne con tutte le sue amiche e a realizzare qualche lavoretto per i bimbi delle TIN. “La cosa – racconta la Belotti – mi aveva veramente colpito e ho incominciato a parlarne durante la partecipazione ai corsi di cucina presso Casa di Mela. Lì il discorso è stato recepito davvero da tante persone, compresi i proprietari della scuola Giuliano e Mela che si sono a loro volta appassionati al progetto e che ogni mese ci mettono a disposizione la loro sede per uno o due incontri. Ognuno lavora quanto e come può ma al momento qui in casa mia c’è un bel pacco di cosine pronte, lavate e profumate. Una delle mie amiche, Maria Luisa Ortelli, che lavora presso l’ospedale di Rho/Bollate/Garbagnate, non solo si è appassionata al progetto ma ha coinvolto il reparto TIN di Rho tanto che da lunedì scorso abbiamo iniziato ufficialmente a fornire il reparto con i nostri manufatti. Noi del gruppo di Casa di Mela lavoriamo per Cuore di Maglia che destina secondo le richieste i lavoretti, non siamo quindi un gruppo dedicato a Rho ma lavoriamo e basta! Gli incontri presso la scuola di cucina Casa di Mela riprenderanno a settembre e l’invito che faccio a tutte le appassionate di lavoro a maglia è quindi quello di unirsi a noi per abbinare all’hobby una finalità solidaristica verso tanti bambini che ne hanno bisogno”.

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