Home Cronaca

Sono (ancora) Federica, sorella di Gianluigi

28 marzo 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Federica Fornaro, sorella dell’ex sindaco Gianluigi Fornaro, che risponde ad alcuni commenti postati in questi giorni dai lettori sulla nostra pagina Facebook.

Egregio direttore,
esordisco scusandomi perché Le sto nuovamente per chiedere di concedermi un po’ di spazio sul suo giornale. La mia volontà non è certo di far polemica, né tantomeno d’inserirmi nella campagna elettorale attualmente in corso, ma esclusivamente quella di portare un pochino di chiarezza. Leggendo alcuni commenti alla lettera del signor Gino Perferi da voi pubblicata su Facebook, mi sono sentita in dovere di dare delle risposte a chi “ha seguito la vicenda solo per vie indirette” e a chi dei quesiti li pone. Ha ragione il vostro lettore  quando sostiene che le accuse erano più d’una, quello che però gli sfugge è che l’intero impianto accusatorio partiva proprio dalla Turbativa d’asta che è il reato che determinava l’applicazione del Diritto Pubblico; cadendo il sopraccitato reato si entra nella sfera del Diritto Privato, nel cui codice per esempio non esiste il reato di corruzione.

Mi rendo ovviamente conto che questo se non pubblicizzato a mezzo stampa non arrivi a molti cittadini, del resto, esclusa la presente, tutte le altre testate dopo mesi di prime pagine dedicate allo “spregiudicato” ora hanno spazio solo per un misero trafiletto in terza pagina, che dire? Questo è il diritto di “cronaca”. Per quanto riguarda la richiesta di comunicati ufficiali e assemblee pubbliche, credo che questo sia il momento meno indicato, qualunque cosa dovesse dire Gianluigi significherebbe esporsi alla strumentalizzazione di una campagna elettorale che più che sul piano politico spesso si confronta sul piano personale, mentre lui auspica che partiti e movimenti si possano confrontare sulle idee e sul fare così come lui impostò la sua campagna. Oggi Gianluigi è tranquillo, attende ancora fiducioso che la giustizia faccia il suo corso e lavora per riportare la serenità di un tempo all’interno della sua famiglia e le persone con cui lui ha lavorato e fatto politica per oltre 12 anni ben comprendono questa esigenza primaria e rispettandola tentano continuamente di riportare il confronto sul piano politico. Convinta di aver fornito qualche chiarimento mi congedo con un ultimo quesito ai suoi lettori: una società di controllo “super partes” ha accertato che i cittadini di Arese clienti di SMG non hanno pagato il gas più di quanto lo avrebbero pagato con altri fornitori a parità di servizio, dichiarando che le procedure attuate dai quattro comuni soci, dal consiglio di amministrazione e dall’amministratore dottor Zoccoli sono state corrette, che il Tribunale del Riesame prima e la Corte di Cassazione poi hanno sentenziato che non c’è stata Turbativa d’asta, allora come mai nessuno chiede ai giornali che leggete ogni giorno di rimborsarvi per non avere dato un puntuale servizio d’informazione  disattendendo quanto ci si dovrebbe aspettare da un giornale?
Ringraziandola per lo spazio che avrà potuto concedermi cordialmente la saluto.
Federica Fornaro

Questo il testo della lettera di Federica Fornaro. Per comprendere a fondo la vicenda è però necessario ricordare anche che, contrariamente al sentire comune, il ricorso al patteggiamento non è, nemmeno tecnicamente, un’implicita ammissione o un giudizio di colpevolezza (infatti Fornaro si professa innocente) ma è la rinuncia a far valere i propri diritti di difesa in cambio di una serie di benefici che la legge riconosce a chi accede a questo istituto. Sul perché Fornaro abbia poi rinunciato alla difesa si possono avanzare solo ipotesi, la più probabile delle quali è che, a prescindere da tutto, la vita privata abbia prevalso sulla ragion di stato. Le domande che ancora sono senza risposta in questa vicenda sono comunque molte e due per tutte meglio esprimono le posizioni di colpevolisti e innocentisti: se Fornaro è innocente, perché non ha scelto di andare fino in fondo? O piuttosto, se i PM erano convinti della colpevolezza di Fornaro, tanto da negare ai lui solo la revoca dei domiciliari, perché non hanno rifiutato, come era loro facoltà, il patteggiamento proposto dalla difesa? Qualcosa di più si potrebbe sapere il prossimo 30 maggio, quando verrà discusso il ricorso presentato da Fornaro contro il suo stesso patteggiamento. Venendo a decadere definitivamente i reati di turbativa d’asta e corruzione, l’ex sindaco ha infatti chiesto la revisione del patteggiamento che era stato concluso proprio sulla base di quello che era allora l’impianto accusatorio e che includeva anche questi reati.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.