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ULTIM’ORA: non ci fu turbativa d’asta

18 febbraio 2012 – La notizia è ancora in attesa di una conferma definitiva ma a quanto abbiamo appreso la Corte di Cassazione di Roma avrebbe sancito definitivamente che nella vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto l’ex sindaco Gianluigi Fornaro non si configura il reato di turbativa d’asta. Una decisione, questa, che potrebbe stravolgere l’intero impianto accusatorio e quanto già stabilito in sede giudiziaria, perché la turbativa d’asta, oltre a essere il cardine su cui avevano basato le proprie tesi i pubblici ministeri, era anche l’unico capo di imputazione che ricadeva nell’ambito del diritto pubblico. Tanto per intenderci, è proprio il diritto pubblico che valuta l’esistenza o meno di un passaggio di tangenti, perché queste non sono contemplate dal diritto privato che non regolamenta i rapporti tra privato e pubblico ma solamente quelli tra privato e privato dove la tangente tecnicamente non esiste.

In realtà la Cassazione non ha fatto che confermare quanto sancito a novembre dal Tribunale del Riesame che, appunto, non aveva ravvisato nella vicenda il reato di turbativa d’asta. I PM di Milano avevano però presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione, ricorso respinto lo scorso 15 febbraio dalla Cassazione stessa che confermava la decisone del Riesame. Nei prossimi giorni i legali delle parti in causa dovrebbero ricevere il dispositivo della sentenza, e sulla base di questo decidere quali saranno le loro prossime mosse. Alla luce di questa sentenza non sembra improbabile che a questo punto siano proprio i legali di Fornaro a ricorrere a loro volta alla Corte di Cassazione, richiedendo una revisione del Patteggiamento ottenuto dal loro cliente una decina di giorni fa (leggi qui) e i cui termini erano stati concordati da PM e difesa proprio contemplando il reato più grave e cioè quello di turbativa d’asta. Che ora è stato cancellato dalla Cassazione.