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Un’analisi del bilancio consuntivo 2013

10 ottobre 2014 – Come già negli scorsi anni, ospitiamo un intervento di Giuseppe Cupiccia, che in questo articolo analizza il bilancio consuntivo 2013 del nostro Comune. Cupiccia è dottore commercialista e, come già per gli interventi precedenti, dimostra la capacità di esporre i dati in maniera tale che anche chi come noi non è particolarmente portato per la materia, riesce a comprendere le dinamiche di un bilancio. La conclusione dell’analisi di Cupiccia è sempre la stessa: a suo parere ci sarebbe spazio per ridurre l’imposizione fiscale locale. Un suo vecchio cavallo di battaglia che, per quanto riguarda il rapporto con QuiArese, è iniziato a novembre 2012 quando ci scrisse, a proposito dell’Imu, la lettera che titolammo “Articolo Imu: “Il vostro titolo è fuorviante!”. E da allora, da quella tirata di orecchie per una questione puramente semantica (questa è dedicata a te Giuseppe!), decise simpaticamente di farci da tutor per gli articoli che trattavano aspetti fiscali e di bilancio! Per la qual cosa, ovviamente, lo ringraziamo anche.

Chiedo nuovamente ospitalità a QuiArese per questo intervento con il quale mi propongo un duplice obiettivo. In primis di portare a conoscenza degli aresini il risultato di bilancio del nostro Comune così come emerge dall’analisi del consuntivo per l’anno 2013 e, successivamente, avviare una riflessione sulle scelte in materia di finanza locale dei nostri amministratori per il 2013. Avrei voluto intervenire prima sull’argomento. Purtroppo, contrariamente agli anni precedenti, ho avuto grosse difficoltà a prelevare dal sito web il bilancio consuntivo relativo all’anno trascorso. L’analisi numerica dei dati consuntivi 2013, come per il mio precedente intervento su QuiArese, riguarderà in primo luogo il risultato di competenza dell’anno 2013 e, subito dopo, il risultato complessivo al 31 Dicembre 2013. Vedremo cioè, dapprima, l’andamento delle entrate e delle uscite accertate e riferite al solo 2013 – che per differenza algebrica determina l’entità del risultato dell’anno (avanzo e/o disavanzo di amministrazione) – e, successivamente, il risultato complessivo che emerge dalla somma del risultato dell’anno 2013 integrato degli effetti, positivi e negativi, della gestione residui esistenti al 1 Gennaio 2013, provenienti cioè dagli esercizi precedenti. Questa soluzione peraltro, oltre a fornire una più agevole lettura dei dati numerici, aiuta anche a meglio separare le responsabilità delle scelte in materia di bilancio tra la precedente gestione commissariale che, di fatto, ha determinato gli equilibri finanziari del nostro Comune sino al 31.12.2012 e l’attività dei nuovi amministratori che, eletti nel mese di maggio 2013, hanno potuto impostare le proprie strategie in materia di finanza locale solo a partire da tale data. Per consentire altresì un valutazione di tipo dinamico/tendenziale il risultato di competenza del 2013 è messo a raffronto con quello del 2012, evidenziando le differenze in termini assoluti.

Per quanto attiene invece al risultato complessivo al 31 dicembre 2013, comprensivo quindi della gestione residui e della posizione finanziaria netta del Comune, ho predisposto il prospetto che segue nel quale ho riportato, ai fini di un raffronto di natura tendenziale, anche gli analoghi risultati conseguiti a partire dal 2009:

Prima dei commenti e considerazioni di natura politico/amministrativa desidero sottolineare i seguenti aspetti tecnico/contabili che emergono dal documento in questione:

– l’avanzo 2013 di Euro 3,41 milioni, come sopra chiarito, è da attribuire al solo 2013 per Euro 1,36 milioni, mentre l’ulteriore differenza di Euro 2,05 milioni (3,41 – 1,36) alla gestione residui anni precedenti il 2013. Molto banalmente è come se il Comune di Arese si fosse accorto, solo nel corso del 2013, che i debiti/crediti pregressi (gestione residui) erano stati iscritti nel consuntivo 2012 per un ammontare di Euro 2,05 milioni superiore a quello poi accertato nel corso del 2013. E’ evidente che qualora i residui al 31.12.2012 fossero stati accertati per il loro effettivo ammontare l’avanzo dell’anno 2012 sarebbe risultato ancor più elevato e pari a Euro 5,89 milioni (3,84 + 2,05). Si tratta ovviamente di una pura estrapolazione contabile perché non conosco le motivazioni sottostanti le rettifiche fatte dal Comune nel bilancio 2013 relativamente alle poste degli anni precedenti.

– la disamina delle entrate accertate per il 2013 porta a ritenere che alcun poste di bilancio siano sottostimate rispetto al loro potenziale valore reale. Di seguito gli esempi più eclatanti: a) gli interessi attivi sui fondi depositati sono stati accertati in Euro 72.000 circa, con una conseguente minore entrata di circa Euro 118.000 a fronte di una giacenza media per il 2013 presso la Tesoreria Centrale dello Stato superiore a Euro 18 milioni. La remunerazione in tal modo iscritta in bilancio è di circa lo 0,33% che appare invero troppo esigua; b) L’intero ammontare di Euro 125.000 circa iscritto tra i residui attivi al 31.12.2012 per IMU risulta interamente incassato nel corso del 2013. Questo porta a ritenere che tutte le maggiori entrate che, a partire dal 2014, verranno accertate per IMU evasa relativa al 2012 e precedenti costituiranno, per il loro intero ammontare, delle sopravvenienze attive in quanto non è stata mantenuta nessuna iscrizione in bilancio; c) Analogamente l’ammontare di Euro 1.403.000 circa iscritto tra i residui attivi al 31.12.2012 per Addizionale Comunale Irpef risulta interamente incassato nel corso del 2013. E’ molto ragionevole che l’attività di accertamento che verrà effettuata dall’Agenzia delle Entrate per conto del nostro Comune farà emergere ulteriori imponibili evasi per gli anni 2012 e precedenti. E’ evidente come, da queste esemplificazioni, l’avanzo di competenza possa, in futuro, subire ulteriori importanti variazioni in aumento per la dinamica delle poste citate.

 

Commenti e considerazioni:

– duole dirlo ma appare evidente come i nuovi amministratori a cui abbiamo affidato il governo della nostra città lo scorso maggio 2013 stiano seguendo, perlomeno in questa prima fase del loro mandato e relativamente al 2013, la stessa negativa esperienza avviata dalle precedenti gestioni commissariali per quanto attiene la gestione della finanza locale. Lo testimoniano la crescita, anche in valore assoluto, delle entrate e delle uscite come pure la consistenza dei fondi di cassa inutilmente accumulati che, a fine 2013, hanno ampiamente superato l’ammontare di Euro 19 milioni (1 milione in più rispetto a fine 2012).

– è mancata l’attivazione, mi auspico solo sino ad oggi, di un’operazione “verità” in materia di bilancio così come raccomandato nel mio precedente intervento sul consuntivo 2012. Non si è sinora visto alcun beneficio per i contribuenti Aresini collegato ad una rinnovata politica di bilancio che persegua una più stretta correlazione ed un maggiore equilibrio tra i costi reali del Comune e la correlata copertura attraverso il prelievo tributario. Le entrate continuano ad essere, nel contempo, eccessive rispetto al fabbisogno effettivo e sottostimate rispetto al loro reale andamento mentre, per contro, le uscite previste sono spesso sovrastimate.

-alcune scelte operate dai nostri amministratori in materia di tributi locali nel corso del 2013 appaino del tutto contraddittorie rispetto al quadro finanziario sopra delineato. Mi riferisco in particolare:
a) alla cosiddetta mini IMU che è stata fatta pagare ai contribuenti aresini proprietari di prime case all’inizio di quest’anno. Tenuto conto degli innumerevoli disagi creati alla cittadinanza a causa dei disguidi e dei ritardi nell’invio dei modelli F24 precompilati e del gettito, invero irrilevante, si tratta di un vero e proprio autogol che poteva e doveva essere evitato.
b) alle modalità per l’adozione della TASI introdotta dal Comune nel corso del 2014 che, invero, appaiono non coerenti con un politica ispirata ad un sano equilibrio di bilancio. Come è noto la legge 147/2013 (c.d. Legge di Stabilità) ha istituito l’imposta unica comunale (IUC). Più precisamente la IUC si compone dall’IMU, di natura patrimoniale, dovuta dai possessori di immobili, escluse però le abitazioni principali, dalla TARI, (tassa sui rifiuti) destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento e, la TASI (Tassa Unica sui Servizi Indivisibili) a carico, indistintamente e salva diversa scelta del Comune, sia del possessore che dell’utilizzatore di immobili. Relativamente alla TASI la legge sopra richiamata ha stabilito all’1 per mille l’aliquota base chiarendo altresì, che per il 2014, l’aliquota massima non poteva comunque eccedere il 2,5 per mille. Il nostro Comune, invero con uno zelo del tutto ingiustificato rispetto al contesto finanziario sopra illustrato, ha fissato al 2,1 per mille l’aliquota della TASI per il 2014. Questa scelta non si riconcilia sia con i numeri del bilancio e, soprattutto, con le scelte operate in materia dagli altri Comuni nazionali che, mediamente, hanno fissato all’1,9 per mille l’aliquota TASI per il 2014. In questi giorni ho potuto ascoltare le lamentele di decine di aresini che hanno accolto con vivo disappunto i modelli F24 precompilati inviati da Gesem per la TASI. Alla fine il carico fiscale si rivela non molto inferiore a quello dell’IMU sull’abitazione principale nel frattempo abolita. Peraltro il Comune ha previsto che la detrazione di Euro 100 sia fruibile unicamente dai nuclei familiari con indicatore ISEE inferiore a Euro 15.000. Di fatto ritengo che pochissimi cittadini abbiano potuto usufruire di questa detrazione. Sottolineo da ultimo che molti Comuni Italiani hanno esentato le seconde case dal pagamento della TASI. Arese, andando contro corrente anche in questo caso, ha previsto che anche le seconde case siano soggette alla TASI di cui, se in locazione, il 70% a carico del proprietario ed il 30% a carico dell’inquilino. A mio avviso lo spazio per esentare dalla TASI questi immobili doveva essere trovato sia perché si colpiscono anche gli inquilini tra cui, con ogni probabilità, si annoverano i ceti meno abbienti, sia perché su questa tipologia di immobili continua ad essere dovuta l’IMU che, come noto, è stata abolita solo limitatamente all’abitazione principale.

 

Suggerimenti ai nuovi amministratori:

Non ho difficoltà a riconoscere che i nuovi amministratori sono in carica da poco tempo (maggio 2013) per cui sarebbe ingiusto caricarli di responsabilità in buona parte ancora riconducibili alla non completa esperienza maturata nel ruolo loro assegnato dai cittadini e nella non approfondita conoscenza della macchina comunale. E’ però evidente che si impone, da subito, un cambio di passo che – come ho avuto già modo di sottolineare nel mio analogo intervento sul bilancio 2012 – deve basarsi:

– sull’assunzione di una piena responsabilità politica in materia di finanza locale da parte della giunta e dell’intero consiglio comunale che deve partire in primo luogo da un’operazione “”verità”” sul bilancio del Comune. Ritengo di aver già chiarito come nel bilancio possano esserci ancora importanti economie che vanno identificate ed utilizzate nel quadro di una seria strategia di riduzione della pressione tributaria locale.

– sull’avvio di un piano pluriannuale volto alla riqualificazione delle voci di spesa. E’ quello che a livello governativo nazionale va sotto il nome di spending review. Come dimostrato dalla prima tabella più sopra le spese correnti del 2013, per la sola parte di competenza, sono cresciute di oltre Euro 3 milioni (+ 22%) rispetto al 2012. Questa dinamica va ridimensionata e ricondotta a livelli più fisiologici.

-sull’immediato avvio di una riduzione della pressione tributaria locale che deve riguardare:
1) la TASI che, gradualmente e nell’arco del presente mandato, deve scendere dall’attuale 2,1 per mille e tendere all’aliquota base dell’1 per mille. Con l’occasione le detrazioni andrebbero allargate ad una platea più ampia basata sul nucleo familiare senza nessuna limitazione. Da ultimo le abitazioni secondarie andrebbero esentate da questo tributo.
2) l’addizionale comunale Irpef che andrebbe rivista in un’ottica di ridurne l’entità ed attenuarne la progressività. Al momento questa imposta risulta troppo sperequata. La politica del Comune in materia di finanza locale deve tendere ad un equo recupero del costo dei servizi resi ai cittadini e non a far pagare molto di più il ceto medio alto per gli stessi servizi offerti all’intera cittadinanza. La politica fiscale alla Robin Hood ha una logica a livello statale e meno a livello comunale.

I nostri amministratori hanno una grossa opportunità per dare una svolta significativa alla loro politica in materia di finanza locale già nei prossimi mesi in occasione dell’impostazione del bilancio di previsione per il 2015. E’ da augurarsi che questa opportunità non venga lasciata cadere nel nulla come, purtroppo, è accaduto spesso in passato. Per parte mia confermo che continuerò a chiedere ospitalità a QuiArese per stimolare un dibattito costruttivo ed auspicabilmente un confronto su questi temi.

Giuseppe Cupiccia

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