Home Cronaca

Uniter: “Raccontateci le vostre storie di migrazione”

25 maggio 2016 – In occasione della conferenza di chiusura dell’Uniter di giovedì 19 maggio, è stato lanciato ufficialmente un progetto, proposto da Maria Grazia Vacalopulo e rivolto ai soci dell’associazione aresina, ma che si intende esteso a tutti i cittadini di Arese. La conferenza-spettacolo messa in scena in febbraio e replicata in aprile su “Migranti di ieri e di oggi” ha acceso un riflettore su una realtà spesso dimenticata, ma che fa parte della vita di molti italiani: le migrazioni di massa del passato, che costrinsero milioni di italiani a lasciare il nostro Paese per altre destinazioni per ragioni di lavoro e, sebbene in minore misura e in particolari difficili momenti della nostra storia, per ragioni politiche.

“Considerando che – spiega il progetto Maria Grazia Vacalopulo – molto probabilmente anche sul territorio di Arese ci saranno famiglie con storie pregresse di emigrazione all’estero o, all’interno dell’Italia, da sud a nord, da est ad ovest, ritengo un vero peccato lasciare che tante storie di vite passate vadano perse col fluire del tempo. Sarebbe interessante pertanto raccogliere per iscritto esperienze, aneddoti, curiosità, successi e difficoltà di coloro che nel passato hanno avuto il coraggio, anche se motivato da dure necessità, di affrontare lunghi e difficili viaggi e nuovi stili di vita. Probabilmente ci saranno stati anche dei rientri successivi in patria. Pertanto chi gradisse dare testimonianza di storie familiari di emigrazione, anche in forma anonima, può inviarci sin da ora un proprio scritto che racconti queste esperienza”.

I testi andranno inviati alla responsabile del progetto, Maria Grazia Vacalopulo all’indirizzo di posta elettronica [email protected] o, alla riapertura dell’anno scolastico 2016/2017, anche in forma cartacea, consegnandoli presso la segreteria dell’Uniter in via Varzi 13. “Successivamente – conclude Vacalopulo – se la proposta avrà ottenuto un buon riscontro, si potrà dedicare alle storie una lettura recitata durante una conferenza dell’Uniter ed eventualmente preparare un libretto con la raccolta delle storie più significative. Ringraziamo in anticipo tutti coloro che vorranno collaborare condividendo le proprie esperienze familiari”.

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese