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Vindigni: “In calo il numero delle denunce”

02 dicembre 2011 – La rapina della scorsa settimana alla Conad, un fatto tutto sommato anomalo per la città di Arese, e l’interrogazione presentata dal consigliere Delmonte nel corso dell’ultimo consiglio comunale, dove venivano citati alcuni recenti episodi di microcriminalità verificatisi nella nostra città, hanno fatto sorgere numerosi interrogativi nelle persone sul fatto che tali eventi possano essere considerati casuali o se piuttosto ad Arese non siano sistematicamente in aumento fatti di questo genere. Per cercare di comprendere quale sia la realtà, ci siamo rivolti al maresciallo Giulio Vindigni, dal mese di gennaio comandante della caserma dei Carabinieri di Arese. “I numeri – dice Vindigni – non descrivono una situazione allarmante, anzi evidenziano come quest’anno il numero di denunce sia drasticamente diminuito rispetto all’anno scorso, passando da circa 400 a 236″. Da quanto ci dice Vindigni, le denunce presentate dagli aresini riguardano principalmente lo smarrimento di documenti, mentre quelle relative ai furti sono state 126 nel 2010 e sono diminuite a 78 nel 2011”.

Vindigni spiega che il numero di furti e rapine che si registrano ad Arese sono in in numero che si può definire fisiologico, e che comunque è inferiore a quello che si registra nei comuni limitrofi: “La vicinanza di Arese ad alcuni campi nomadi è un fattore di rischio, che comunque viene ben controllato visto che il numero di furti ad Arese è sensibilmente inferiore a quello delle cittadine confinanti o dei comuni più grossi”. Vindigni fa poi anche una distinzione qualitativa dei reati che si registrano nel nostro territorio: “Detto che il tasso di criminalità ad Arese è molto basso, va anche sottolineato come i reati con i quali abbiamo a che fare sono di minore gravità rispetto a quelli che si registrano nei comuni vicini. Anche lo spaccio di stupefacenti non presenta numeri significativi ed è relativo unicamente alle droghe leggere e in quantità molto bassa”. Un buon presidio del territorio, dunque, quello operato dalla nostra stazione dei Carabinieri e Vindigni spiega come viene attuato: “Il nostro obiettivo è quello di avere il maggior numero possibile di pattuglie in proiezione esterna, con controlli mirati a negozi, supermercati e farmacie in un’ottica di prevenzione dei reati. La caserma di Arese oggi dispone di quindici effettivi e ha a ruolo tre marescialli, un brigadiere e undici tra appuntati e carabinieri, con un’anzianità media di servizio che è di sei anni”. La caserma di Arese conta anche su due nuovi arrivi, il carabiniere Cozzolino e Sara Fallo, il primo effettivo donna ad Arese. Entrambi hanno 25 anni di età e vantano un’esperienza pregressa nell’esercito.

Ma, al di la del lavoro svolto dai Carabinieri, c’è qualche suggerimento da dare ai cittadini per difendersi dagli episodi di microcriminalità? “Purtroppo – dice Vindigni – non esiste nulla che possa scongiurare completamente il pericolo di subire un furto. Quello che posso suggerire, e che mi auspico, è che ci sia una sempre maggiore collaborazione e fiducia dei cittadini nei confronti dei Carabinieri e che quando qualcuno ha la sensazione di riscontrare una situazione anomala ci contatti richiedendo il nostro intervento anche se il fatto non riguarda lui direttamente”. Come vede il maresciallo Vindigni il futuro della sicurezza e quali misure andrebbero intraprese per migliorarne il livello? “Noi ci auspichiamo che si inizi a fare un’opera di educazione civica ai giovani, fin dalle scuole primarie, spiegando loro che le forze dell’ordine sono sempre a disposizione di tutti e per tutto quello che serve a garantire la sicurezza della comunità, la sua difesa e la sua salvaguardia. E’ da li che credo sia necessario partire, per far comprendere che non ci deve essere timore nel rivolgersi ai Carabinieri, anche in forma riservata e per ogni evenienza, da quella puramente burocratica alle questioni più delicate come quelle personali o familiari. Da parte nostra garantiamo il massimo impegno affinché Arese rimanga un’isola di pace, come qualcuno ha detto riferendosi al passato, anche nel presente e nel futuro”.