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Vox Aurae propizia gemellaggio alsaziano?

15 dicembre 2014 – Nel corso del ponte dell’Immacolata l’associazione Vox Aurae ha partecipato, per il secondo anno consecutivo, a un importante evento musicale nella piccola cittadina di Guemar un comune francese di poco più di 1.300 abitanti situato nel dipartimento dell’Alto Reno, a pochi chilometri della più nota Colmar nel cuore dell’Alsazia. “Quest’anno – spiega l’assessore alla Cultura Giuseppe Augurusa – l’amministrazione ha ritenuto opportuno proporre ai nostri musicisti un più ambizioso progetto: avviare uno scambio di opportunità con il distretto culturale, turistico e dei servizi dei 16 Comuni della regione di Riquewihr e Ribeauvillé, collocati tra la pianura e le prime colline colme di vigneti, ai piedi dei monti Vosgi, il cui presidente è lo stesso Sindaco di Guemar”.

La proposta alle controparti francesi è stata avanzata dallo stesso Augurusa: “Nel corso del concerto del 6 dicembre, data che per una fortuita coincidenza corrisponde con il giorno della liberazione dai  nazisti del piccolo centro alsaziano, sotto l’occhio vigile di San Nicolao, babbo Natale ante litteram, ho avuto l’onore di poter trasferire al pubblico intervenuto numeroso nella chiesa locale, insolitamente barocca per queste latitudini, l’invito a partecipare a uno scambio con la nostra città di Arese nel corso del 2015. I cittadini di Guemar presenti, che hanno dimostrato di apprezzare tanto l’ottima performance del nostro gruppo musicale quanto la prospettiva di un incontro tra le reciproche comunità,  se vorranno, ci potranno quindi restituire la cortesia con modalità che saranno concordate nei mesi prossimi e che potranno riguardare tanto la cultura, quanto il commercio dei prodotti tipici di una terra, quella sulle sponde del Reno, particolarmente generosa nella filiera alimentare. Oltreché soddisfare alcune curiosità tra un salto all’Expo e uno, incrociamo le dita, al riaperto Museo storico dell’Alfa”.

L’ultimo scambio strutturato di Arese con un paese estero risale agli anni ’90, quando la nostra città si gemellò con con la cittadina ungherese di Mosonmagyaróvár. “Per chi – conclude Augurusa – ricorda quella stagione, personalmente vi partecipai un paio di volte al seguito della Filarmonica G.Verdi, la Banda musicale, essa rappresentò un’interessante esperienza umana limitata tuttavia a pochi partecipanti e, anche in considerazione delle restrizioni degli ungheresi che avevano appena superato la cortina di ferro, non coinvolse mai pienamente la nostra città. Oggi, superata forse definitivamente l’epoca dei gemellaggi nel senso più classico, possiamo tuttavia sperimentare singole occasioni di interscambio con piccole o grandi comunità cittadine che, partendo da una reciproca valorizzazione di quanto reciprocamente disponiamo, contribuiscano, nel nostro piccolo, anche a  valorizzare quell’idea di casa comune europea. Appuntamento quindi alla  stagione prossima, interamente costruita sullo sfondo dell’Expo, per completare il nostro progetto di ospitalità”.

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