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Faldetta e Tellini sul bilancio del Comune

20 ottobre 2014 – Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Maria Teresa Faldetta, responsabile del Settore Risorse Finanziarie del Comune di Arese e dell’assessore al Bilancio Roberta Tellini, che rispondono alle tesi portate da Giuseppe Cupiccia nel suo intervento “Un’analisi del bilancio consuntivo 2013“, pubblicato venerdì scorso (leggi qui).

Gentile direttore,
ci spiace constatare come l’articolo pubblicato dal Dott. Cupiccia relativo al bilancio consuntivo 2013 del Comune di Arese sia totalmente inesatto e per questo fuorviante sia nell’analisi dei dati (peraltro oggettivi) sia nelle conclusioni che l’autore ne trae.

Tentiamo di spiegare come funziona il nostro bilancio: Il bilancio comunale si struttura in:

  • Entrate tit. I – II – III
  • Entrate tit. IV – V –VI
  • Entrate per conto terzi e partite di giro
  • Spese tit. I
  • Spese tit. II – III
  • Spese per conto terzi e partite di giro

Entrate correnti
Sostengono tutte le spese indispensabili per assicurare lo svolgimento dell’attività ordinaria degli uffici e l’erogazione dei servizi. Si dividono in:

  • Entrate tributarie (Titolo I), che provengono dai cittadini sotto forma di imposte;
  • Entrate da trasferimenti correnti (Titolo II), che arrivano dallo Stato o da altri enti pubblici;
  • Entrate extratributarie (Titolo III), che provengono dai cittadini e sono il corrispettivo pagato per la fruizione di servizi pubblici, per il pagamento di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione delle norme, per l’utilizzo dei beni dell’Ente, da utili di aziende partecipate e per interessi attivi.

Spese correnti (Titolo I)
Sono le spese sostenute per svolgere l’attività ordinaria e quindi per garantire il normale funzionamento degli uffici e per offrire i servizi ai propri cittadini. Ecco come il Comune di Arese ha impiegato le risorse:

E’ facile dedurre che, dal 2012 al 2013 le spese correnti si sono ridotte di 492.000 Euro. Come può il Dott. Cupiccia asserire che “le spese correnti del 2013, per la sola parte di competenza, sono cresciute di oltre Euro 3 milioni (+22%) rispetto al 2012”?

Analizziamo i risultati degli esercizi dal 2009 al 2013:

La gestione corrente comprende tutte le attività ordinarie necessarie per garantire il funzionamento degli uffici ed i servizi offerti ai cittadini (parliamo per esempio: della cura del verde, del servizio smaltimento rifiuti, della manutenzione delle strade, dei costi relativi alla manutenzione ed ai progetti delle scuole, dei servizi sociali, della tutela dell’ordine pubblico, dell’asilo nido e molti altri). Questi costi sono finanziati dalle entrate correnti quindi anche dalle imposte e dalle tasse di noi cittadini. A norma di legge, non possono essere finanziate da entrate in conto capitale né da entrate straordinarie come l’avanzo.

Nella successiva Tabella 6, possiamo notare come, per finanziare le spese correnti, che sono storicamente maggiori delle entrate correnti (ad eccezione dell’anno 2012), negli anni dal 2009 al 2011 sono stati utilizzati i proventi delle concessioni edilizie e nel 2013 l’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti (l’alternativa sarebbe stata aumentare la tassazione). Non è dunque corretto asserire che si potesse ridurre la tassazione, diminuendo di conseguenza le entrate correnti, se non contraendo ulteriormente le spese correnti già assolutamente sotto controllo e che, grazie all’attenta politica di revisione e di spending review attuata nel periodo, hanno avuto un andamento discendente. Forse ci può suggerire il dott. Cupiccia quali servizi eliminare o come aumentarne l’efficienza? Dobbiamo forse rinunciare alle manutenzioni, ai servizi sociali, all’istruzione, al trasporto scolastico o all’asilo nido?

Per finanziare le spese in conto capitale (realizzazione e manutenzione straordinaria delle opere pubbliche, strade, scuole, l’acquisto di beni durevoli ed i trasferimenti in conto capitale) vengono utilizzate le entrate derivanti da alienazioni di beni immobili comunali, eventuali trasferimenti statali o da altri enti, gli introiti da concessioni edilizie e da permessi di costruire. Nel periodo considerato le entrate relative a quest’ultima tipologia sono state cospicue e ci hanno permesso di rispettare i vincoli relativi al patto di stabilità interno (di cui si parla nel seguito dell’articolo) creando però, di conseguenza avanzo di amministrazione.

Prima di redigere il conto consuntivo, ogni anno, si procede alla verifica dei residui attivi e passivi (crediti e debiti) iscritti in bilancio. Questo il risultato di tale procedimento:

Mettiamo insieme tutte le componenti dell’avanzo di amministrazione:

PATTO DI STABILITA’ INTERNO
La norma prevede che ogni ente rispetti un obiettivo programmatico annuale. Questo significa che l’ente deve introitare entrate in misura maggiore delle spese che sostiene almeno per l’importo determinato dalla legge. E’ facile intuire che, ogni anno, si crea un avanzo di competenza che va ad incrementare l’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti. La norma non permette di utilizzare l’avanzo di amministrazione per il finanziamento delle spese correnti e le regole relative al patto di stabilità interno non consentono il suo utilizzo per il pagamento delle spese in conto capitale. Ne consegue che tale avanzo, esercizio dopo esercizio, si incrementa. Al fine di evitare questo meccanismo di rigida contrazione delle spese in conto capitale, sarebbe necessario che il legislatore intervenga in modo che le amministrazioni comunali possano utilizzare le proprie risorse sul territorio.

Sperando che questo breve riassunto della gestione finanziaria del nostro Ente possa essere interessante ricordo che, per approfondire l’argomento, è possibile consultare la pagina del sito del Comune di Arese dedicata al bilancio preventivo e consultivo (clicca qui):

Partendo dal presupposto, sopra dimostrato, che non è possibile diminuire la tassazione ai cittadini utilizzando avanzo degli esercizi precedenti oppure entrate in conto capitale, passiamo ad analizzare alcune delle inesattezze contenute negli articoli pubblicati da quiArese e scritte dal Dott. Cupiccia:

09 novembre 2012 – “…Il bilancio del Comune registra da anni rilevanti avanzi di amministrazione ai quali la gestione commissariale poteva attingere stante anche i limitati obblighi previsti dalle disposizioni in materia di patto di stabilità per i Comuni sotto gestione commissariale”.
Solo i Comuni commissariati per mafia hanno norme meno stringenti, non era questo, fortunatamente, il caso del Comune di Arese.

02 gennaio 2013 – “…il bilancio di qualsiasi Comune, al di là dei titoli e dei capitoli in cui si articola, è un documento che, sostanzialmente, è tenuto per CASSA. Il bilancio cioè tende a misurare le entrate di cassa, la cui componente fondamentale è costituita dalle imposte locali, verso le uscite di cassa che si riferiscono ai pagamenti collegati ai servizi che il Comune rende ai propri cittadini. Un Comune è virtuoso quando mantiene, nel tempo, un sano equilibrio tra le entrate e le uscite. Un Comune che, invece, spende di più di quanto incassa, in linea di principio, contrae debiti che prima o dopo dovranno essere ripagati con nuove imposte a carico della cittadinanza. Per contro un Comune che, strutturalmente, preleva attraverso i tributi locali (Imu e addizionali Irpef principalmente) somme di denaro superiori al proprio fabbisogno attua una politica di bilancio del tutto ingiustificata poiché l’eccedenza di cassa (c.d. avanzo di amministrazione) che in tal modo viene a determinarsi è frutto di un prelievo tributario eccedente il fabbisogno reale del Comune…”
Il bilancio degli enti locali sono tenuti con il metodo della contabilità finanziaria e non per cassa. Significa che le entrate vengono considerate di competenza dell’esercizio quando sorge il relativo diritto alla riscossione del credito; le uscite sono di competenza dell’esercizio quando sorge il relativo debito (normalmente contestualmente all’impegno della spesa). Il risultato di esercizio di competenza scaturisce da questa gestione. Il risultato di amministrazione è costituito da più componenti (come specificato nella tabella 9) e non corrisponde all’ammontare della cassa a fine anno. Nella tabella 11 vi è la dimostrazione che le ultime due righe della tabella relativa al “Risultato finanziario complessivo” riportata anche nell’articolo del 10 ottobre 2014 contengono dati errati per gli anni dal 2010 al 2013. Ne consegue l’inesattezza di tutte le considerazioni di detti articoli. Si riportano i dati corretti:

02 gennaio 2013 – “.. gli avanzi di amministrazione….sono di fatto inutilizzabili in forza delle disposizioni in materia di patto di stabilità… IL risultato positivo realizzato dal Comune di Arese concorre, insieme agli altri, al risultato complessivo nazionale. Di qui l’impossibilità di utilizzare gli avanzi di amministrazione che, come chiarito, sono vincolati all’equilibrio complessivo dei conti pubblici nazionali. Conclusione di questa premessa: le tasse pagate in più del necessario dagli Aresini vanno a beneficio di quei Comuni che, contrariamente ad Arese, hanno realizzato risultati negativi…”
Se pur vero che i saldi positivi del Comune di Arese ai fini del patto di stabilità concorrono al risultato complessivo nazionale, abbiamo ampiamente dimostrato come le entrate correnti (da tassazione) finanzino totalmente i servizi erogati e come il risultato di esercizio provenga principalmente da avanzo di conto capitale e dagli esercizi precedenti. Ne consegue che non è vero che le tasse pagate dagli Aresini vanno a beneficio dei comuni che hanno realizzato risultati negativi.

16 settembre 2013 – “…Il Comune di Arese, qualora a Novembre 2012 avesse formulato previsioni più accurate, avrebbe accertato la presenza di economie di bilancio immediatamente utilizzabili per circa euro 1,60 milioni (euro 0,40 milioni per maggiori entrate correnti, euro 0,40 milioni per minori uscite correnti ed euro 0,80 milioni quale quota dei proventi per opere di urbanizzazione) che, con ogni probabilità, sarebbero state sufficienti sia ai fini dell’equilibrio di bilancio,…”
La tabella 6 dimostra che il risultato della gestione corrente nell’anno 2012 evidenzia un avanzo di 0,4 milioni di Euro e non, come asserito, 1,60 milioni.

10 ottobre 2014: si riporta la prima tabella inserita nell’articolo, dove vengono confrontati valori non omogenei: spese correnti con spese di competenza;

di seguito i valori corretti:

10 ottobre 2014 – “…La disamina delle entrate accertate per il 2013 porta a ritenere che alcune poste di bilancio siano sottostimate rispetto al loro potenziale valore reale… Gli interessi attivi sui fondi depositati … appare invero troppo esigua… Le maggiori entrate che, a partire dal 2014, verranno accertate per IMU evasa relativa al 2012 e precedenti costituiranno, per il loro intero ammontare, delle sopravvenienze attive… L’attività di accertamento che verrà effettuata dall’Agenzia delle Entrate per conto del nostro Comune farà emergere ulteriori imponibili evasi per gli anni 20132 e precedenti…”
Considerato che le entrate vengono accertate al momento nel quale sorge il relativo credito a favore del Comune di Arese è facile intuire che le entrate scaturenti dai controlli degli anni precedenti possano essere iscritte in bilancio solo dopo l’emissione dei relativi avvisi di accertamento e delle comunicazioni dell’Agenzia delle entrate. Per quanto riguarda invece gli interessi attivi che Banca Italia ci riconosce si rammenta che sono fissati per legge. Inoltre vi è l’obbligo di deposito delle giacenza presso tale istituto ed il divieto di impiegare diversamente i fondi che costituiscono la cassa.

10 ottobre 2014 – “… Alla cosiddetta mini IMU che è stata fatta pagare ai contribuenti aresini… si tratta di un vero e proprio autogol che poteva e doveva essere evitato…”
Non era possibile non applicare la “Mini IMU” in quanto è stato uno specifico obbligo di legge.

Alla luce di quanto sopra, prima di esprimere giudizi, non sarebbe meglio capire di cosa si parla?

La Responsabile del Settore Risorse Finanziarie
Maria Teresa Faldetta

L’assessore al Bilancio
Roberta Tellini

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