Home Dal Comune

Servizi sociali: vinto bando per 1,8 milioni

10 febbraio 2015 – Un grande risultato e molta soddisfazione per il territorio del rhodense. Così i Comuni associati a Sercop (Azienda Speciale dei Comuni del Rhodense per i Servizi alla Persona) definiscono il finanziamento, da 1,8 milioni di euro per il prossimo triennio, ottenuto grazie alla partecipazione a un bando di Fondazione Cariplo. Il progetto, battezzato “#oltreiperimetri: generare capitale sociale nel Rhodense”, è stato presentato da Sercop, ente capofila, con il supporto dei nove Comuni associati all’ente strumentale del rhodense, della rete del Terzo Settore e di altri soggetti del territorio, come banche e municipalizzate, e si propone come obiettivo ultimo quello di attuare misere di contrasto dell’impoverimento del ceto medio e delle famiglie del territorio. Il bando di Fondazione Cariplo, denominato “Welfare di Comunità e Innovazione Sociale”, risale a inizio 2014 e l’obiettivo generale che gli è stato dato è quello di contribuire alla realizzazione di sistemi territoriali di welfare comunitario, capaci di produrre innovazione nella risposta a un problema sociale.

La valutazione della proposta dei soggetti dei quali fa parte anche il nostro Comune ha seguito un percorso molto articolato e competitivo: in prima istanza ha superato, insieme ad altri 19 progetti, una selezione e livello regionale alla quale partecipavano oltre 80 progetti. La seconda fase, che si è svolta tra settembre e novembre 2014, ha visto un accompagnamento metodologico della proposta, finalizzato a elaborare uno studio di fattibilità. A fine dicembre 2014, infine, Fondazione Cariplo, a conclusione della seconda fase di selezione, ha comunicato gli esiti della valutazione conclusiva del bando, assegnando a “#oltreiperimetri” un contributo per i prossimi tre anni di ben 1,8 milioni di euro, il più alto assegnato tra tutti i sette progetti finanziati.

“Il progetto – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Barbara Scifo (nella foto) – è l’esito di un grande investimento in termini di elaborazione dell’indirizzo politico dei sindaci e degli assessori sulle priorità sociali cui cercare di dare una risposta innovativa e soprattutto efficace; di competenze professionali messe in campo da Sercop; di progettualità condivisa in modo diffuso sul territorio con il terzo settore e le diverse realtà locali, anche non convenzionali per il settore del sociale. Un grande lavoro che è stato riconosciuto da Fondazione Cariplo e che permetterà al territorio di mettere in atto azioni importanti, prendendo le mosse dall’area di bisogno delle persone cosiddette vulnerabili”.

Il progetto, di durata triennale, si propone di avviare un percorso di medio-lungo periodo di riforma e ripensamento più generale delle modalità tradizionali dell’intervento sociale. L’obiettivo del progetto è cercare di dare delle risposte al ceto medio impoverito, rappresentato da coloro i quali si collocano su un pericoloso crinale di precarietà, che potrebbe da un momento all’altro farli scivolare verso una irreparabile condizione di “vulnerati”, a causa di eventi negativi quali l’improvvisa perdita del lavoro, una separazione, l’indebitamento e l’assenza di legami sociali o reti che consentano di affrontare eventi della vita quali nascite, malattie o presa in carico di una persona anziana.

Le aree di criticità per le quali il progetto è stato pensato sono quindi tre: il debito, la socialità e l’abitare. Sul debito, quando questo è legato a stili di vita e consumo incoerenti con le proprie possibilità, l’intervento sarà, oltre che formativo, anche sostanziale, in quanto è prevista la costruzione di strumenti finanziari, rivolti ai singoli e alle famiglie, che consentano l’alleggerimento delle situazioni debitorie, promuovendo percorsi di ristrutturazione del debito, coerente e sostenibile. “Questo intervento – spiega Scifo – rappresenta una delle scommesse più impegnative. Ed è il motivo per cui nel progetto sono coinvolte anche le banche e le fondazioni”. Per la socialità, in caso di evaporazione dei legami e conseguente isolamento, il progetto prevede di lavorare per incrementare l’offerta di luoghi fisici di comunità, centrati sulla capacità di affrontare i problemi concreti; il problema abitazione, infine, declinato con difficoltà di accesso alla casa, onerosità dei mutui ed eccessiva lunghezza dei contratti tradizionali, verrà affrontato con un’azione orientata a incrementare la possibilità di accedere a forme di abitare, inizialmente temporanee, con investimenti e costi contenuti rispetto alle modalità tradizionali di accesso alla casa.

Il nome del progetto “oltre i perimetri” allude al fatto che le difficoltà economiche e sociali di questi anni hanno coinvolto ceti che sino a poco tempo fa si potevano considerare non a rischio, e quindi non monitorati dai servizi sociali. La strategia di fondo del progetto consiste quindi nella “deperimetrazione”, ossia nel tentativo di far emergere i sempre maggiori bisogni legati alle nuove condizioni di fragilità delle famiglie, ma oggi spesso ancora invisibili ai tradizionali servizi sociali, ampliando i perimetri dei luoghi dove si esprimono e eventualmente si affrontano i problemi. Infatti accanto alle “grandi marginalità” che tradizionalmente si rivolgono ai servizi sociali, si delineano persone e famiglie, che di fatto si collocano al di fuori dei perimetri operativi dei servizi sociali tradizionali, che pur partendo da condizioni economiche decorose, rischiano di scivolare verso una condizione di estrema povertà a causa delle criticità legate alla perdita del lavoro, all’indebitamento, all’onerosità dell’abitazione e all’isolamento.

“Si tratta di prevenire questo scivolamento – conclude l’assessore Scifo – diffondendo anche un’attenzione e una sensibilità all’interno delle altre agenzie territoriali che si confrontano quotidianamente con la vulnerabilità delle persone, come banche, patronati, aziende partecipate, scuole e associazioni. Mettendo così al centro una comunità locale viva e responsabile, capace di co-produrre insieme al sistema del welfare locale delle risposte concrete alle condizioni di difficoltà dei nostri concittadini”.

“La sfida è grande e il lavoro che ci aspetta è molto – commenta invece il sindaco Michela Palestra – ma è una responsabilità che dobbiamo assumerci per rispondere alle nuove difficoltà delle famiglie anche aresine. Questo finanziamento è quindi una grande opportunità per tutto il nostro territorio che cercheremo di far fruttare al meglio”.

Il progetto sarà presentato giovedì 26 febbraio 2015, presso Villa Burba a Rho, nel corso della giornata di avvio del percorso di ridefinizione del nuovo Piano Sociale di Zona 2015-2017 del rhodense, dato che costituirà un elemento fondamentale della prossima programmazione sociale.

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese