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Area Alfa: sabato si manifesta

05 ottobre 2010 – Si terrà sabato 9 ottobre alle 9.30 la manifestazione organizzata dal Coordinamento Difesa Territorio “Area Alfa: un altro accordo è possibile”. I comitati di zona invitano i cittadini a scendere in piazza per cercare di fermare la ratifica dell’Accordo di Programma che è stato firmato nelle scorse settimane dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dai comuni di Arse, Rho e Lainate e dai proprietari delle aree. I consigli comunali che dovranno esaminare e accettare (o respingere) l’accordo si riuniranno tutti il prossimo 12 ottobre. Stando a indiscrezioni, ad Arese e Lainate la ratifica sarebbe scontata, mentre qualche perplessità in più potrebbe sorgere a Rho.

“Siamo in totale disaccordo con questo accordo di programma”, ha detto Sara Belluzzo, presidente del Comitato Difendiamo Arese, “e per questo abbiamo deciso di organizzare questa manifestazione. L’impatto ambientale di questo accordo è devastante. Le dimensioni del centro commerciale previsto su quell’area porteranno a un impatto enorme sul traffico locale. In particolare, la nuova viabilità che è stata prevista passerà dalle ultime aree agricole e verdi rimaste nell’area. Questo accordo farà morire il commercio locale in tutti i paesi circostanti, non solo nei tre comuni che hanno firmato l’accordo. Nonostante il dialogo di questi mesi con le amministrazioni comunali nessuna modifica sostanziale è stata portata al piano.”

Il percorso che noi proponiamo è sicuramente più difficile,” dice Gianluigi Forloni, di Legambiente, “ma è anche vero che di alternative vere non se ne sono cercate. Noi punteremmo a una reindustrializzazione dell’area cercando di attrarre aziende attraverso meccanismi di incentivazione, come per esempio la defiscalizzazione”. L’idea è che il traffico generato dalle attività di tipo industriale sia più gestibile rispetto a quello creato da un enorme centro commerciale: sarebbe più concentrato in termini di giorni e orari e arrivando direttamente dall’autostrada non avrebbe influenza sul traffico locale. Tra l’altro nel piano attuale continua a mancare qualunque progettualità in merito alla metro-tramvia, per la quale ci sono teoricamente disponibili dei fondi, ma della quale nessuno parla più.

Le preoccupazioni di COBAS e CUB dell’Alfa Romeo sono concentrate sull’aspetto occupazionale, per il quale questo accordo, al contrario dei due che lo hanno preceduto (mai portati avanti), prevede il nulla. Secondo i sindacati, oggi ci sono ancora circa mille lavoratori divisi tra chi è in cassa integrazione e chi ancora lavora presso il centro tecnico. Il centro commerciale potrebbe generare qualche centinaio di posti di lavoro, ma l’area ne potrebbe perdere complessivamente oltre 4.000, tenendo conto anche del commercio locale destinato a ridursi o scomparire.

Andrea Savi, del centro sociale La Fornace, si pone il problema della sostenibilità economica delle iniziative previste. “Dal punto di vista urbanistico il piano Alfa è simile a quanto si propone anche in altre aree intorno a Milano: centri commerciali e alberghi, tutti inevitabilmente destinati a soffrire, visti i dati negativi relativi a queste attività.”

Infine, Sara Belluzzo ha sottolineato come il sindaco di Arese, Gianluigi Fornaro, avesse a suo tempo promesso di realizzare un incontro pubblico per illustrare i contenuti dell’Accordo di Programma. “4.000 firme raccolte non sono servite a nulla,” dice la Belluzzo, “e Arese è l’unico comune tra quelli interessati dove l’amministrazione non ha ritenuto opportuno nemmeno informare i suoi cittadini.”

L’appuntamento, ora, è per sabato mattina a Rho.