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Dottrina Sociale al lavoro anche ad agosto

31 luglio 2015 – A differenza di molte attività, il Gruppo Dottrina Sociale della Chiesa di Arese non chiuderà per ferie e anche in agosto si riunirà, come di consueto, il primo lunedì del mese, il 3, presso la chiesa Maria Aiuto dei Cristiani dalle ore 21.00 alle ore 22.30. “Stimolati – dicono dal gruppo – dall’interesse suscitato negli ultimi mesi dalle riflessioni relative alla comunità politica e soprattutto lieti che anche il vescovo del Sud Sudan abbia personalmente presenziato attivamente alle letture dello scorso 8 giugno, dimostrando così la validità internazionale del lavoro di ricerca nel proprio io che ogni partecipante compie da tempo, le persone interessate a divulgare i dettami della Dottrina Sociale della Chiesa rivolgeranno la loro attenzione al servizio che la comunità politica deve donare alla società civile”.

In particolare stanno sei i punti oggetto del prossimo dibattito, Il primo riguarda la comunità politica che è costituita per essere al servizio della società civile. Da ciò deriva il secondo punto, ovvero che la società civile è quindi un insieme di relazioni e di risorse, culturali ed associative, relativamente autonome dall’ambito sia politico sia economico. Il terzo punto enuncia che la comunità politica e la società civile, seppure reciprocamente collegate ed interdipendenti, non sono uguali nella gerarchia dei fini; al quarto punto si parlerà dello Stato, che deve fornire una cornice giuridica adeguata, rispettando il principio di sussidiarietà. Il quinto punto dice che la Comunità politica è tenuta a regolare i propri rapporti nei confronti della società civile secondo il principio di sussidiarietà; volontariato e cooperazione nell’ambito del privato sociale vengono definiti terzo settore semplicemente per distinguerlo dagli ambiti dello Stato. L’ultimo punto enuncia che la risposta più forte alla logica del conflitto e della concorrenza senza limiti morali ed etici, oggi prevalenti, sta nella cooperazione e con forza questo deve essere affermato dalle persone di buona volontà che superino con umiltà le divisioni ideologiche, cercando ciò che unisce al di là di quanto divide.

“Purtroppo – concludono dal gruppo – oggi, ma non solo oggi, bensì da tempo immemore, l’io ha sempre prevalso sul noi ed è per questo che il mondo non è che stia andando proprio bene. Capaci tutti di dare la responsabilità solo agli altri, senza avere il coraggio di porsi davanti allo specchio e formulare all’immagine riflessa la fatidica domanda: perché?”.

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