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Il Festival di Villa Arconati si chiude il 6 settembre con Elio Germano & Theo Teardo

05 settembre 2020 – Si chiude la trentaduesima edizione del Festival di Villa Arconati nella versione “Limited Edition”, la prima esperienza post-pandemia. L’ultimo appuntamento è domenica 6 settembre alle ore 19:30 con Elio Germano & Teho Teardo, evento previsto il 28 agosto e rimandato per avverse condizioni meteo, che portano in scena “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline in una versione completamente rinnovata nelle musiche e nei testi. Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano (voce), Teardo (chitarra e live electronics) ripercorre musicalmente alcuni frammenti del “Viaggio” restituendo, in una partitura inedita, la disperazione grottesca del capolavoro di Céline, che qui ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics. Dello spettacolo fanno parte anche Laura Bisceglia (violoncello), Ambra Chiara Michelangeli (viola) ed Elena De Stabile (violino).

Il posto unico costa 15 euro più diritti di prenotazione. Si possono comperare i biglietti online sul sito Mailticket, mentre per informazioni e prenotazioni si può chiamare il numero verde 800 474747

Inizialmente definita dalla “Sosta Alla Svolta”, la manifestazione ora si configura come un successo, aperto da un sold out e chiuso con un sold out. Circa 2.000 gli spettatori che, in sette appuntamenti, hanno condiviso l’esperienza, consentendo nuove strategie e percorsi ai principali protagonisti dell’iniziativa: il Comune di Bollate e la Fondazione Augusto Rancilio.

Notevole e per niente scontata la risposta del pubblico, con un successo di gradimento, in termini di quantità e qualità, che ha premiato il coraggio di reagire alla desolazione pandemica. I commenti, infatti, sono più che positivi, tanto che il neo direttore artistico Fabio Ganassin, pensando alla prossima edizione, immagina una forte possibilità di “incentivare la formula della sperimentazione e della contaminazione, come avvenuto quest’anno tra ‘parole’ e ‘musica’. Tutto ciò senza trascurare la vocazione storica del Festival per la musica di qualità”.

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