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Il saggio di fine anno della Scuola di Teatro

03 giugno 2014 – La prossima domenica 8 giugno si terrà, alle ore 16,00 presso l’auditorium Aldo Moro, il saggio di fine anno della Scuola di Teatro Città di Arese. L’appuntamento annuale con gli “allievi” di Lionello Turrini quest’anno proporrà la commedia “… E il teatro fu”, nella quale un Dio, un po’ annoiato, sceglie un pianetino, la Terra, per creare il suo teatro. Lui sarà il regista… ed è per questa ragione che ogni regista si sentirà un dio. Da allora l’uomo rappresenta, nel magico palcoscenico del teatro, i momenti della sua vita, in maniera comica, drammatica, tragica. E lo fa nella sua lingua o nel suo dialetto. Nascono così situazioni divertenti, altre che fanno pensare, tutte interpretate dagli allievi della scuola. E la parabola si chiude con “El cant del zign”, il canto del cigno, dove un’attrice, al termine della sua carriera, lascerà per sempre il palcoscenico.

Contestualmente alla presentazione del saggio abbiamo ricevuto anche un intervento in merito di Giorgio Fiorini, che qui di seguito pubblichiamo.

Le nuove tecnologie della comunicazione hanno effetti straordinariamente positivi: lo sviluppo di una piazza globale sempre più piena di uomini e donne che espongono i prodotti delle loro attività, scambiano le loro opinioni, confrontano i loro interessi, decidono di allearsi e conoscersi per raggiungere uno stesso obiettivo. Il web però è anche una piazza dove si sfogano pulsioni dettate da un irrefrenabile spirito polemico. Uno spazio virtuale, nel quale spesso, attraverso l’utilizzo di parole forti gettate in faccia agli avversari, come sabbia negli occhi, cerca di annebbiare le ragioni dell’altro. Il teatro può essere uno dei mezzi più efficaci per contrastare questa degenerazione della comunicazione e come la letteratura fa riemergere il valore della parola. Il teatro ci insegna anche come i nostri sentimenti e le passioni che ci avvincono, possano essere trasmessi con parole, linguaggi, gesti significativi, e, soprattutto, pieni di senso. La rappresentazione teatrale è salutare per gli uomini e le donne di tutte le età, ma in particolare per i giovani. Restituisce parole più adatte all’amore e all’empatia, e, con i suoi archetipi psicologici, scuote e risveglia le coscienze, oggi spesso impregnate da cinismo e da una narcisistica autoreferenzialità di pensiero. Pertanto la Scuola di teatro della città di Arese, diretta da Lionello Turrini, non solo va considerata utile preparazione per coloro (se dotati di una certa attitudine) che aspirano ad entrare in futuro a far parte di una della compagnie aresine, ma anche un catalizzatore efficace per sviluppare una comunicazione più a misura d’uomo.

Giorgio Fiorini

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