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In visita alla personale di Silvia Mercoli

16 marzo 2017 – Riceviamo e pubblichiamo questo articolo di Guido Fulchignoni sulla personale di Silvia Mercoli “L’uomo che amava le donne & altre storie”. La mostra è stata inaugurata lo scorso sabato 4 e sarà visitabile, presso il Caffè letterario del Centro Civico di via Monviso, fino al 18 marzo.

Entro nel silenzio ovattato della sala di lettura del Centro Civico. Entro per guardare da solo e prima di qualsiasi commento di presentazione le molte tele di Silvia Mercoli, che somma alle sue note qualità di teatro anche quella di una pittura singolare che fa pensare… come se ci raccontasse, come sa fare a voce, un altro capitolo delle sue passioni.

Provo a immaginare il suo atto creativo: so cosa prova quando la matita o il pennello tenta di dare forma a un pensiero o a una impressione, a un ricordo, una memoria, un sogno. La mente forma, suggerisce, trasmette e la mano risponde e forma l’immagine: pụò essere copia di una cosa vista o un suggerimento di qualcosa di nascosto che lei costruisce… come un rimpianto o una voglia. A volte è sofferenza.

Guardo le opere: l’accuratezza del tratto elegante di immediata lettura, dice altro: protegge un altro mondo, che non sempre si nasconde all’osservatore, al quale non resta che scoprire e comprendere a modo suo. Intravedo desideri di luce, di sole, di bellezza. Avverto il profumo del mare. Sento la sofferenza di un passato volato via. Sono assordato da un urlo ripetuto, insistente e provocatorio che dà vincente la realtà sul sogno.

E poi gli occhi, gli occhi… due diversi e diversamente comunicativi. Giro e sono sempre gli occhi che mi attirano. Gli occhi ingranditi dalle lenti che guardano meravigliati un mondo che non comprendono più. E poi gli occhi d’inarrivabile candore che turbano, che colpiscono, occhi che sanno di un mondo dolce e antico, che toccano l’anima, che trafiggono e mi fanno arrossire. Torneṛò ancora per scoprire di più. Se vai alla mostra, fermati a pensare guardando. Sarà sorprendente.

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