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“Mammazzo” di risate con i Barabba’s Clown!

12 gennaio 2016 – Venerdì 8 gennaio è andato in scena lo spettacolo Mammazzo, il sesto appuntamento della rassegna Poeti&Vagabondi, con gli interpreti Diego Bognani, Giacomo Crespi Giacomo, Francesco Giuggioli e per la regia di Ferruccio Cainero. E’ ormai un appuntamento, consueto, trovare la famiglia dei Barabba’s Clown riunita per una rappresentazione presso la sala Peppino Lodigiani del Centro Salesiano. Venerdì scorso in modo particolare l’atmosfera riverberava un caldo senso di comunità. Lo spettacolo ha omaggiato la fortunata opera, anni settanta, degli udinesi Ferruccio Giovanni e Visenzio.

Nel primo atto Mammazzo, il più riuscito, mentre un declamatore di poesie tentava di rimembrare i versi dannunziani, dal pubblico una maschera bianca, divertente e tragica, lamentava il proprio desiderio di morte; al contempo un clown ritardatario quanto affabulatore con sorrisi e mimica rimarcabile, echeggiante Chaplin o il più recente Jack Sparrow, solcava il palco pimpante. Come corollario i tre si provavano a fare una musica con tamburo, tromba e sax: quasi un’ironica  allegoria sull’incompletezza degli individui che vanno soli, mentre insieme sono sconclusionati, certo, ma anche vitali.

Il secondo atto, Flamenco, è stato un teatro fuori dal teatro. Impugnando la chitarra August prova più volte a suonare le tre note del flamenco ma, tra vergogna, inettitudine e il diretto aiuto del pubblico fanciullo, le note agognate tardano ad uscire.

Nel terzo atto, Zuppa di piselli, l’immaginazione dei clown in gesti e parole si trasferisce al pubblico che vive, con loro, il “dramma” della fidanzata invitata a cena quando in casa non vi è nulla o quasi. Se poi la ragazza immaginaria è una che “scoraggia” (lieve assonanza con la flatulenza del ventre) insomma, allora è meglio che “ognuno ceni a casa propria” e tanti saluti. Mammazzo e’ uno spettacolo  garbatamente classico e moderno, a cui manca però la consumata precisione di molte prove.

Servizio di Reginaldo Cerolini

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