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Un sublime Cibelli e la Grande Guerra

03 novembre 2014 – Dopo cerimonia della bandiera e la deposizione della corona al monumento dei Caduti al mattino, la giornata di domenica, dedicata all’Unità Nazionale e alle Forze Armate, è proseguita, al pomeriggio, al Cinema Teatro, con la rappresentazione dell’opera teatrale “I mutilati dell’anima”, scritta da Letizia Sperzaga. A rappresentarla, sia per ciò che riguarda la lettura, la narrazione, oltreché la regia, è stato il regista aresino Ettore Cibelli, direttore della Cta (Compagnia Teatrale Aresina). Le pièces che Cibelli interpreta o recita, da solo o con la sua compagnia, sono sempre state tutte di grande dignità e di grande spessore. Pièces che non sono mai fini a se stesse ma che si insinuano nell’animo umano per le loro particolari tematiche e fanno riflettere lo spettatore. Non fa certamente eccezione a questo discorso “I mutilati dell’anima”, che ha visto un’interpretazione fatta dallo stesso Cibelli in maniera toccante e sofferta. In una parola sola: sublime.

Cibelli era quel povero soldato, solo, nella trincea, che parlava veneto e che ha trasmesso a tutti i presenti in sala, il forte senso di paura, di angoscia, di solitudine. Ma, ancor di più, soprattutto grazie ad un’eccellente recitazione, ha saputo ben dare, quell’amaro e terribile senso della morte che si avvicinava, attimo dopo attimo. La grande tragedia di quella guerra. Che cosa si può dire di una recita di così alto valore?. Che, grazie al cielo, il senso di arte, con la A maiuscola esiste ancora e che Ettore Cibelli è un grande artista (ma non è stata certamente la pièce recitata domenica pomeriggio a farcelo sapere). E’ stato uno spettacolo veloce, che ha alternato i monologhi alle fotografie e ai filmati. Uno spettacolo di grande riflessione e che colpisce al cuore di ciascuno di noi. Uno spettacolo che dovrebbe “girare” per le scuole, per far capire ai giovani che cos’è una guerra e, nello specifico che cosa è stata la 1° guerra mondiale.

Nell’insieme, ripetiamo, uno spettacolo, sotto ogni punto di vista, di altissimo livello. Presenti, a teatro, poco più di centoventi persone e, alla fine, un grande applauso da parte di tutti gli spettatori per uno spettacolo che è veramente piaciuto. Visti, tra il pubblico, Enrico Beruschi, il vice-sindaco Enrico Ioli e l’assessore alla Cultura Giuseppe Augurusa. Un ringraziamento va anche a Michele Amato per il suo testo “Storia del ‘900”, ad Anna Mercoli per la preparazione delle parti video e a Lionello Turrini per l’aiuto nella lingua veneta. A tutti i complimenti da parte di chi scrive. La Compagnia Teatrale Aresina reciterà il 22 gennaio al Teatro Nuovo, in piazza S. Babila, una commedia in dialetto milanese scritta da Sergio Masiero, dal titolo “Domenica, benedetta domenica”. (Jolly)

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