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Movimento 5 Stelle e Arese in Testa insieme in Comitato per il SI al referendum

18 settembre 2020 – Il Movimento 5 Stelle ha annunciato, in previsione del referendum costituzionale, di avere costituito, insieme alla lista civica Arese in Testa, il Comitato per il Si di Arese. “I fondatori – spiegano i pentastellati – sono Arese in Testa e il M5S, ma l’iniziativa è aperta a tutti coloro che vorranno aderirvi. Che siano partiti, associazioni e singoli cittadini. A tal proposito invitiamo tutte le forze politiche presenti nel territorio aresino, ad esprimere chiaramente la loro posizione sul referendum costituzionale, che i prossimi 20 e 21 settembre proporrà il quesito sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato, sulla senza ambiguità. Riflettendo su quanto disse Luigi Einaudi durante l’Assemblea costituente del 13 settembre 1946, ovvero che ‘Quanto più è grande il numero dei componenti di un’Assemblea, tanto più essa diventa incapace ad attendere all’opera legislativa che le è demandata’. Ricordiamo anche che in realtà il numero dei parlamentari non è mai stato specificato nella Costituzione. I Padri costituenti eletti nel 1946 infatti furono in tutto solo 556”.

Il Movimento 5 Stelle ripercorre poi storicamente le tappe che hanno portato all’attuale numero di deputati e senatori: “Anche i Padri Costituenti si domandarono quale era il numero giusto e ovviamente risposero che il numero perfetto non esiste: si tratta di una pura convenzione che, come tale, può cambiare a seconda dei tempi e delle circostanze, e per questo motivo non lo specificarono. Nelle prime tre legislature il numero dei parlamentari cambiò tre volte Nella I legislatura (1948-’53) i deputati furono 574 e i senatori 237; nella II legislatura (1953-’58) 590 e 237; nella III (1958-’63) 596 e 246. Ma è nel 1963 che a pochi mesi dalle elezioni la maggioranza del governo Fanfani IV (Dc, Psdi e Pri con l’appoggio esterno del Psi) varò una legge costituzionale che cambiava per la quarta volta il numero degli eletti, moltiplicando le poltrone a 630 deputati e 315 senatori (più quelli a vita). E dunque è quella legge targata Dc, non la Costituzione, che oggi difende chi fa campagna per il No: i Padri Costituenti non c’entrano”.

Al di la dei distinguo e delle ragioni tecniche, i promotori del comitato si soffermano anche su una questione morale: “Un’altra ragione per il SI – dicono – è prettamente di valore morale, perché è ora che la politica dia al paese per prima l’esempio, nel rispetto dei tanti italiani che si guadagnano da vivere con dignità, con il proprio lavoro: un terzo dei parlamentari è assente alle sedute, ed una parte dei presenti non interviene né partecipa alle discussioni legislative. Tagliare il numero dei parlamentari avrà anche un altro effetto positivo: gli eletti, essendo stati scelti da un maggior numero di elettori, saranno più rappresentativi e autorevoli e si sentiranno anche più autonomi dal controllo dei partiti. Essendo meno numerosi da 945 diventeranno 600, ciascuno non potrà più nascondersi dietro gli altri 944 e approfittare dell’anonimato di un’assemblea per non lavorare, saranno più riconoscibili, dunque più controllabili dall’opinione pubblica e dai cittadini. Quindi ridurre il numero degli eletti sarà un incentivo a lavorare di più e meglio. Molti elettori oggi non conoscono nemmeno il nome dei propri rappresentanti, un po’ per l’alto numero degli eletti, un po’ perché sistemi elettorali fantasiosi hanno reso difficile risalire a quale parlamentare sia stato scelto nel proprio collegio”.

“Queste – concludono M5S e AiT – sono alcune delle profonde motivazioni che ci spingono a costituire un Comitato per il SI. Siamo quindi aperti al confronto e al dibattito con i cittadini e con altre rappresentanze sulla sostanza e sugli effetti della riforma. Troppe sono le semplificazioni propagandistiche che abbiamo ascoltato in questi mesi di campagna elettorale permanente. Il nostro vuole essere un lavoro di segno diverso, facendo informazione capillare e trasparente per chiarire i contenuti di questa riforma, e per orientare il voto per un SI consapevole”.

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