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Sabato 23 agosto 2014
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Home Cronaca Cronaca Ravelli ordina lo sgombero del Csda!

Ravelli ordina lo sgombero del Csda!

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AGGIORNAMENTO 27 GIUGNO: Il sindaco Ravelli ha revocato l'ordinanza Numero 45 relativa all'inagibilità del centro sportivo, sostituendola oggi con la numero 46 che ha per oggetto "Revoca ordinanza sindacale N. 45/2012 e nuova ordinanza di inagibilità e sgombero del Centro Sportivo Comunale Davide Ancilotto sito in via Resegone 67 in Arese". Anche la nuova ordinanza è disponibile per il download (scarica qui). La ragione della revoca è da imputarsi a un "mero errore materiale" in quanto l'atto amministrativo "non riportava il nominativo del Responsabile del Procedimento".

27 giugno 2012 - La vicenda del Centro Sportivo Davide Ancilotto subisce una brusca accelerazione con l'ordinanza N. 45 emessa oggi dal sindaco Ravelli, che ha per oggetto: "Ordinanza di inagibilità e sgombero del centro sportivo comunale Davide Ancilotto sito in via Resegone 67 in Arese". Nelle premesse del documento si legge che un cittadino ha protocollato il 15 giugno (numero 14254) una nota nella quale segnala una situazione "di grave pericolo per la cittadinanza e per tutti gli utilizzatori della struttura sportiva per probabile assenza di idonei strumenti per intervenire in caso di incendio e di pericolo".

Sempre nell'ordinanza del sindaco (clicca qui per vedere la versione integrale) si legge che un successivo sopralluogo del settore Lavori Pubblici, condotto però nelle sole aree esterne "in considerazione dei pregressi ostacoli posti dall'occupante all'accesso all'interno degli edifici e degli annessi locali tecnici" avrebbe evidenziato una serie di criticità per le quali "sussistono evidenti elementi di pericolo che mettono a repentaglio la sicurezza delle persone che accedono agli spazi del centro sportivo comunale". Per questa ragione, quindi, Ravelli nella sua ordinanza "ordina l'immediato sgombero del centro sportivo comunale" e contestualmente dà mandato agli uffici comunali competenti di "attivare tutte le procedure necessarie per verificare lo stato dei luoghi". L'ordinanza del sindaco dispone che il provvedimento venga notificato a Intese, la società che ha in gestione il centro sportivo, a una serie di uffici comunali, a Facs, alla Polizia Locale e ai Carabinieri di Arese e avverte che il mancato rispetto dell'ordinanza "comporterà l'immediata richiesta dell'assistenza della Forza Pubblica". La battaglia che vede opposta l'amministrazione a Intese si arricchisce dunque di un ulteriore capitolo, con la palla che passa ora alla società che ha in gestione il Csda che potrà opporre ricorso al Tar contro l'ordinanza del sindaco.

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