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Bassa pressione dell'acqua in casa? Ecco le ragioni

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06 febbraio 2018 - Come probabilmente molti di coloro che abitano in condominio a piani relativamente alti avranno avuto modo di notare, negli ultimi mesi c'è stato un sensibile calo della pressione dell'acqua fornita dall'acquedotto aresino. In particolare un lettore che risiede alle Vaiane ci racconta che l'amministratore del condominio, nel confermare quanto notato, riporta che altri plessi aresini sono nella medesima situazione. In un successivo incontro con Amiacque, c'è poi stata la conferma che è stato il Comune che ha scelto di abbassare la pressione di erogazione a circa 3 bar, staccando delle pompe elettriche che la mantenevano a circa 4 bar.

Alla problematica l'amministrazione ha risposto con un comunicato, nel quale conferma quanto riportato dal lettore e spiega le ragioni della manovra. "Nelle ultime settimane - spiega il Comune - sono pervenute segnalazioni in merito alla pressione dell'acqua che alcuni cittadini hanno rilevato essere inferiore a quella degli ultimi due anni. L'amministrazione ha richiesto una verifica ai tecnici di Gruppo CAP (Consorzio Acqua Potabile), a seguito della quale è emerso che la torre dell'acqua che mette in pressione l'acquedotto cittadino (posta nel cortile del Municipio) è stata oggetto di una ristrutturazione completa, che ha comportato la temporanea necessità di utilizzare una pompa elettrica per mantenere costante la pressione della rete idrica".

Pompa elettrica che, terminata la ristrutturazione, è stata staccata soprattutto per, come sostiene l'amministrazione, ragioni ambientali, mantenendo comunque la pressione di erogazione oltre il valore minimo che deve essere garantito: "In base alla Carta dei Servizi del CAP, ai Comuni deve essere garantita una pressione al contatore pari ad almeno 2 Bar; durante il periodo di utilizzo della pompa elettrica, questa pressione è risultata intorno ai 4 Bar. Il mantenimento di questo standard del servizio, però, comporta diversi problemi gestionali, soprattutto in termini ambientali, perché aumenta le perdite d’acqua in rete e i consumi energetici per la captazione e la distribuzione della risorsa idrica, con conseguente maggiore inquinamento da emissioni di CO2. Poiché alzare la pressione dell’acqua prevede importanti ricadute economiche e soprattutto ambientali, si è ritenuto opportuno attestarsi a valori compresi tra i 2 e i 3 Bar, in funzione della distanza del fabbricato dalla torre dell'acqua e dal piano dell'appartamento".

Il suggerimento offerto dall'amministrazione ai singoli caseggiati che presentano questi problemi, è quello di valutare l'installazione di autoclavi per aumentare la pressione di invio nelle abitazioni: "Per alzare la pressione dell'acqua - consiglia il Comune - i singoli condomini possono rivolgersi al proprio amministratore condominiale per valutare l'eventuale installazione di un impianto autoclave, che è sempre consigliabile per fabbricati di oltre tre piani".

Un suggerimento che però non convince del tutto il nostro lettore: "Sul sito del Comune vi è scritto che tale 'manovra' è stata fatta per evitare ricadute economiche ed ambientali, suggerendo ai cittadini di installare impianti autoclave. Sicuramente è stata fatta secondo le leggi vigenti, peccato che se sommiamo le eventuali installazioni di autoclave, queste pesino molto di più delle due pompe centrali dal punto di vista di ricadute economiche ed ambientali...".

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