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Storico Albo Pretorio Online: accesso solo ai consiglieri

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27 novembre 2018 - L'amministrazione risponde alle critiche ricevute in tema di trasparenza dal Movimento 5 Stelle (leggi qui), in merito alla scelta di procedere alla cancellazione dall'Albo Pretorio Online di tutti i documenti più vecchi di 15 giorni, ovvero il termine di tempo che la legge impone per la pubblicazione degli atti.

E lo fa giustificando la cancellazione generalizzata con la fretta di adeguarsi a quelle che nella sua interpretazione sarebbero le indicazioni del garante della privacy. Un'interpretazione comunque restrittiva, anche se pienamente nei confini dei requisiti minimi di legge, ma che non tiene in considerazione alcuni fattori, come ad esempio che non è oggetto della normativa tutelare la privacy di società o soggetti economici: "A seguito delle preoccupazioni sollevate in merito all’accessibilità agli atti nell’archivio dell’Albo Pretorio Online - spiegano infatti dal Comune - si conferma la volontà di voler garantire trasparenza e accessibilità, ma anche di dovere tutelare i tanti dati personali che quotidianamente vengono trattati e pubblicati".

L'amministrazione richiama, per giustificare le sue scelte, un passaggio specifico della legge a tutela della privacy, scegliendo appunto di interpretarla in maniera restrittiva, estendendola peraltro, almeno in prima battuta anche ai soggetti non privati, che per loro natura non sono oggetto specifico di interesse del garante: "Si è considerato infatti - spiegano dal Comune - quanto espresso dal Garante della privacy, il quale afferma quanto segue: 'una volta trascorso il periodo temporale previsto dalle singole discipline per la pubblicazione degli atti e documenti nell’albo pretorio, gli enti locali non possono continuare a diffondere i dati personali in essi contenuti. In caso contrario, si determinerebbe, per il periodo eccedente la durata prevista dalla normativa di riferimento, una diffusione dei dati personali illecita perché non supportata da idonei presupposti normativi (art. 19, comma 3, del Codice). Ciò, salvo che gli stessi atti e documenti non debbano essere pubblicati in ottemperanza agli obblighi in materia di trasparenza'".

Un ulteriore passaggio del garante, viene quindi portato a giustificazione della cancellazione preventiva e generalizzata dall'Albo di tutti gli atti già esposti per oltre 15 giorni: "Il Garante - spiega l'amministrazione - aggiunge inoltre 'di conseguenza, per attuare le esigenze sottese alla prevista ipotesi di consultabilità di atti e documenti contenuti nella sezione archivio, non è in linea generale giustificato, alla luce del principio di proporzionalità, consentire, al di fuori dei casi espressamente previsti, l'accesso online libero e incondizionato alla consultazione di atti e documenti contenenti informazioni personali, specie se aventi natura sensibile, senza applicare criteri selettivi'. Per tale ragione, anche a fronte di esplicita richiesta del Data Protection Officer si è ritenuto doveroso risolvere velocemente il problema sollevato con la soluzione più immediata ovvero cancellando la possibilità di scaricare gli atti e lasciando visibile esclusivamente l’oggetto degli stessi in attesa di trovare le soluzioni che rispondano alle esigenze di trasparenza e accessibilità agli atti, ma che, al contempo, garantiscano la tutela dei dati personali. Questo nel pieno rispetto della legge che definisce il periodo di pubblicazione obbligatoria degli atti, normalmente 15 giorni, e non alterando quanto va pubblicato nella sezione 'Amministrazione trasparente' del sito del Comune di Arese". Anche in questo caso è evidente come la scelta sia stata quella di un'interpretazione restrittiva e non ponderata caso per caso, laddove il garante parla di "natura sensibile" e di "criteri selettivi". Come ad esempio del passaggio dove dice che "non è in linea generale giustificato... consentire, al di fuori dei casi espressamente previsti, l'accesso online libero e incondizionato alla consultazione di atti e documenti contenenti informazioni personali, specie se aventi natura sensibile, senza applicare criteri selettivi".

Il Comune conferma però anche che lo storico dell'Albo Pretorio sarà ripristinato, ma che vi potranno avere accesso diretto solo i consiglieri comunali, e non anche chi ha in quelle informazioni uno strumento di lavoro magari da consultare rapidamente, si tratti di una testata editoriale o di un soggetto economico interessato a qualche specifica informazione: "Nelle prossime settimane - conferma il Comune - si provvederà a ripristinare l’archivio dell’Albo Pretorio Online con accesso esclusivo, con user e password, ai consiglieri comunali, in coerenza con le specifiche prerogative a essi assegnate dalla legge".

Tutti gli altri, siano essi soggetti privati o meno, se vorranno ottenere un atto antecedente i 15 giorni dovranno necessariamente presentare un'istanza di Accesso civico semplice, che consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni che le amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare (art. 5, c. 1) e che per un qualsiasi motivo abbiano omesso di pubblicare, o di Accesso civico generalizzato (o accesso F.O.I.A.), che consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare (art. 5, c. 2), nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'articolo 5-bis del D.lgs. n. 33/2013.

In ogni caso il Comune fa presente che "continuerà a valere quanto previsto dalla legge, tanto ai sensi del Capo V della Legge n. 241/1990 (la persona deve avere un interesse concreto e attuale per accedere agli atti richiesti), quanto ai sensi di quanto dispone il D. Lgs. n. 33/2013 ovvero la possibilità dell’accesso civico semplice e dell’accesso civico generalizzato".

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