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La Lega "Risponde per le rime" al Partito Democratico

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08 febbraio 2019 - Si scalda il clima della politica cittadina, con la Lega che "risponde per le rime" al Partito Democratico, che l'altro ieri aveva commentato criticamente (leggi qui), nel metodo e nel merito, la scelta del Carroccio di abbandonare i banchi del consiglio comunale durante la seduta dello scorso giovedì (leggi qui). Che la replica leghista non sia per nulla conciliante, lo si capisce già dalle prime righe del comunicato firmato dai consiglieri del Carroccio, Vittorio Turconi (nella foto), Sergio Cattaneo, Andrea Dal Bosco e Mattia Ferrara: "In primis  - esordiscono - teniamo a precisare che il comportamento che abbiamo tenuto in entrambi i casi è stato dettato dalla totale arroganza e dalla totale mancanza di rispetto di questa amministrazione per le forze di opposizione".

Il gruppo consiliare leghista entra poi nel merito delle due questioni oggetto del contendere: "L'accusa del nostro capogruppo - dicono i leghisti - al sindaco, Michela Palestra, di averci tenuto nascosti i motivi del contenzioso tra il Comune di Lainate e il nostro Comune ha delle ragioni ben precise ed è più che fondata. Se da una parte è vero che il sindaco ha dichiarato che il Comune di Arese ha ricevuto un ricorso del Comune di Lainate per 'una diversa interpretazione dei diversi contenuti del protocollo', dall'altra è anche vero che il primo cittadino non ha reso noti, a noi consiglieri, ai cittadini, quelli che ci hanno votato ma non solo, che il contenzioso in questione ammonterebbe a 873.848,25 euro, e non ha nemmeno fatto riferimento ai contenuti sui quali oggi Lainate ci accusa di non aver adempiuto. Siamo a chiedere spiegazioni pubbliche sul perché il primo cittadino abbia sottaciuto la cifra, essendo questa di rilevante importanza. Una cifra che qualora il Comune dovesse perdere la causa, saremmo costretti a corrispondere. Nell'evidenziare le nostre doti di onestà correttezza, come è peraltro già stato fatto in sede consiliare nel corso della seduta in questione, continuiamo a sostenere che difenderemo il nostro Comune col coltello tra i denti. Non siamo noi ad essere superficiali ed inconsistenti in merito ai lavori dell'assemblea, semmai è quanto dichiarato (o non dichiarato) dal sindaco nella seduta del 20 dicembre 2018 ad esserlo".

Detto del contenzioso con Lainate, la Lega controbatte poi in merito alla nomina del presidente della commissione Urbanistica e all'assenza dei suoi rappresentanti alle convocazioni: "Quanto al tema della nostra assenza dal tavolo della Commissione Urbanistica - spiegano i consiglieri leghisti - rimaniamo della convinzione che le commissioni debbano essere qualificate, specie nella figura del loro presidente, e non debbano in nessun modo essere perditempo. E' quanto abbiamo sempre dichiarato sia in sede di capigruppo sia in quella consiliare.  Per queste ragioni abbiamo ritenuto che il profilo professionale della consigliera Paola Pandolfi non fosse coerente con quello che il presidente della commissione urbanistica dovrebbe avere. E il fatto che abbia già ricoperto quel ruolo non rappresenta per noi una garanzia".

La Lega offre poi la sua ricostruzione di come la candidatura sia maturata, contestandone anche il metodo: "La comunicazione - sostengono i consiglieri del Carroccio - della scelta di individuare in Paola Pandolfi la figura più idonea per ricoprire il ruolo di presidente è avvenuta solo nella mattinata del giorno della seduta da parte della capogruppo del Pd, alla quale il capogruppo Turconi ha espresso chiaramente la propria insoddisfazione rispetto al nome individuato. In sede telefonica, Turconi ha altresì dichiarato che avrebbe valutato con il proprio Partito quali azioni conseguenti intraprendere. La sera stessa della riunione lo stesso ha quindi inviato un messaggio alla presidente del consiglio con queste parole: 'Ciao Ele, non riesco a trovare Chiara Varri. A noi non sta bene la nomina a presidente della Urbanistica di Pandolfi. Non faremo parte della Commissione. Lo ufficializzeremo nel  Consiglio del 31 gennaio'. Ecco la  risposta del presidente del consiglio: 'Prendo atto, ma non lo posso mettere a verbale. Lo fate voi in consiglio il 31 come dici tu'. Turconi ha replicato dicendo che lo avrebbe fatto proprio in quella sede".

La chiusura leghista ha, se possibile, toni ancora più duri nei confronti del Partito Democratico: "Tutto questo - concludono i consiglieri del Carroccio - denota quanto la Lega sia presente, coerente e sul pezzo, e quanto invece dall'altra parte non vi sia corrispondenza con quanto comunica il PD. La frase secondo cui avremmo fatto candidare ed eleggere persone incompatibili con la carica di consigliere è un puro gesto vigliacco. Visto tutti gli incontri che si sono tenuti nel palazzo comunale e la nostra disponibilità ad affrontare il problema e a trovarne anche la soluzione. Il vostro rigetto nei confronti della Lega poco ci importa, in quanto sono proprio i vostri comportamenti che denotano l’attacco alla persona e non sul piano politico. Per quanto riguarda i manifesti citati, si tratta di scelte politiche dove la Lega ci mette la faccia e non di azioni irrispettose che i componenti del PD aresino sono soliti fare. Sicuramente delle nostre scelte non dobbiamo certo rendere conto al vostro Partito riguardo al nostro modo di fare attività politica. Riguardo al richiamo alla politica nazionale della Lega, possiamo solo dirvi di vergognarvi. I vostri riferimenti al piano nazionale e regionale sono indice di debolezza e arroganza. E poi non è vero che non siamo stati in grado di elaborare proposte: stiamo ancora aspettando, la convocazione di un consiglio comunale aperto per mettere in chiaro le menzogne che come amministrazione state portando avanti nei confronti dei commercianti aresini. Al PD diciamo a chiare lettere pensate ad amministrare bene Arese, essere meno arroganti, imparare ad accettare le critiche e anche a mettervi in discussione".

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