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Cogestione Russell, uno studente parla di autostima

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25 maggio 2017 - Durante le giornate di cogestione che si sono tenute sabato 29 aprile e martedì 2 maggio al Liceo Russell-Fontana, Matteo Altissimo (abbiamo già parlato di lui in questo articolo) ha accolto la proposta fattagli dal rappresentante d’istituto, Alberto Dotti, e ha deciso di tenere dei corsi pensati come un dibattito sul tema dell’autostima. “Ho scelto questo tema - dice Matteo - perché alle medie ho vissuto sulla mia pelle degli episodi di bullismo e in quel periodo, che considero il  più buio e difficile della mia vita, ho smesso di credere in me e nei miei sogni".

"Questo - prosegue Matteo - me lo sono portato dietro per anni finché durante una serata in oratorio abbiamo parlato di episodi di bullismo, dell’importanza di non farsi scoraggiare dalle opinioni altrui, della necessità di prefissarsi degli obiettivi per il raggiungimento dei propri sogni, dei nostri traguardi e delle piccole e grandi sconfitte che ogni adolescente vive; quella serata a me è servita moltissimo per riflettere bene su me stesso e da lì ho incominciato un vero e proprio lavoro personale che mi ha portato ad essere una persona sicura di sé. Volevo riproporre questa esperienza con i miei compagni di scuola perché potesse  aiutarli tanto quanto ha aiutato me.”

L’obiettivo dell’incontro era quello di confrontarsi in un clima sereno con gli altri, di mettere in campo le proprie esperienze per aiutare un coetaneo in difficoltà o semplicemente di ascoltare chi aveva voglia di parlare di sé, e così è stato: Matteo è stato in grado di attirare l’attenzione e di far riflettere i suoi coetanei fin dai primi minuti delle sue “lezioni”, che si sono svolte come un dialogo diretto tra lui e il suo pubblico, per riuscire a capire insieme come si può credere in se stessi e nei propri sogni. Molti studenti si sono aperti con i propri coetanei ed esponendosi in prima persona ne sono usciti arricchiti, con un nuovo punto di vista e la determinazione necessaria per raggiungere quel sogno che si trova chiuso nel cassetto.

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di Chiara Borroni e Aurora Picone


 

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