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5 Stelle sulle politiche edilizie di Arese

11 ottobre 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Sergio Farotto di Arese 5 Stelle – Grilliaresini.

Egregio direttore,
in seconda convocazione, con il sindaco agli arresti domiciliari e una giunta decimata, in una situazione quasi ai limiti della decenza e forse della legittimità, è passato il punto numero 6 in discussione nell’ultimo consiglio comunale. Un punto importante per la nostra città. Si tratta di un piano  che trasferisce volumetrie da un terreno accanto al Ristorante Castanei e di proprietà di un parente dell’ex sindaco Perferi, a un lotto in via Senato, oggi occupato da una fabbrica dismessa e che sarà riedificato con le solite palazzine residenziali. L’ex sindaco e il suo socio UDC Carlo Giudici potranno ora dormire sonni tranquilli. Il loro lavoro è terminato, e si vada pure alle elezioni, non importa: quel che è deciso è deciso. Punto. Il bello è che ce lo vendono come atto di generosità per l’ amata città e il Comune ci guadagna in oneri di urbanizzazione: che fortuna! Quando finiranno questi teatrini speculativi a spese del nostro territorio?

Il PGT parlava chiaro: non più di 21.000 abitanti. A quanti abitanti arriveremo invece con tutti i cantieri in corso? Alla faccia delle regole. Ma qualcuno ha studiato gli impatti di queste modifiche? Si tiene conto del fatto che la mobilità attuale, per quanto risultato casuale delle scelte fin qui operate, è assolutamente fuori controllo? E la densità edilizia? E il verde procapite? Non dimentichiamo che la fabbrica è chiusa e non operativa da anni. Non vale dire: alla fine i volumi sono gli stessi. Per la città, noi stiamo sostituendo un volume inutilizzato con uno molto utilizzato. Infatti i 15.000 metri cubi di edilizia residenziale equivalgono a circa tre palazzine di quaranta metri di lunghezza, con due scale ciascuna e quattro piani. Circa cinquanta appartamenti!  Mica male! Ovviamente non mancherà il solito contentino all’opposizione con nove appartamenti ceduti in edilizia convenzionata a prezzo controllato. La febbre del mattone coinvolge tutti, e tutti vogliono guadagnarci. Gli unici che ci perdono sono i cittadini, che ci perdono sulla cosa più importante: la qualità della nostra vita ad Arese. Questo non conta nulla? Altre idee per riconvertire la fabbrica non ce ne sono? Ma se un terreno al Parco delle Groane è un patrimonio di pregio, operi il Comune un esproprio di pubblica utilità e renda alla cittadinanza un pezzetto di parco, altrimenti si sente puzza di speculazione (individual interests) da lontano.

Anche il punto 7, da anni in discussione, finalmente, in questo scenario da far west (chi ciapa ciapa), ottiene l’ok definitivo: si tratta di un piano integrato di riqualificazione in zona Valera. Un nuovo look per la nostra città: non vedevamo l’ora! Attenzione però, in questo caso non ci saranno appartamenti in edilizia convenzionata… il quartiere sarà troppo di lusso per le giovani coppie o le famiglie bisognose… (parole di Carlo Giudici in occasione del penultima commissione urbanistica a maggio 2009). Per loro, giovani e bisognosi, ci sarà Arese Sud, sotto i tralicci dell’alta tensione, dove potranno godere dei micro Tesla irradiati dalle due linee di alta tensione, che passeranno a pochi metri dalle loro teste. Insomma un posticino bucolico: paperelle elettrizzate incluse. Ma torniamo alla serata fatidica del voto in seconda convocazione, a proposito, ma si possono votare Piani Integrati in queste condizioni? Risultato: 8 voti a favore (PDL+UDC , ti pareva) e 1 contrario (Del Monte). Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma sorge spontanea una domanda: cosa sarebbe successo se l’esito del voto fosse stato 8 a 8? ossia se Lega e PD al completo non avessero abdicato al loro ruolo di oppositori (ormai la Lega non fa più parte di questa maggioranza sgangherata). Questi giochini di coerenza e purezza intellettuale, non è che alla fine danneggiano la nostra città? Il Partito del Cemento regna incontrastato ad Arese e non lo ferma più nessuno.

Sergio Farotto
www.grilliaresini.it