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Accesso agli atti negato, protesta il M5S

23 novembre 2012 – Quella dell’accessibilità agli atti pubblici è una vecchia battaglia del Movimento 5 Stelle, tanto che, come si ricorderà, all’indomani della conquista del seggio in consiglio comunale il movimento si era messo a disposizione dei cittadini quale tramite per ottenere quegli atti pubblici che non venivano rilasciati a soggetti senza un interesse diretto nel merito (leggi qui). Situazione nella quale si era ritrovato lo stesso M5S quando, per esempio, il 25 ottobre 2010, non ancora presente in consiglio comunale, si era visto opporre rifiuto a una richiesta di accesso agli atti (leggi qui), motivata con il fatto che il richiedente non avesse, come prescritto dalla legge numero 241/90 “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”. Solo successivamente il M5S scopriva che una direttiva della Commissione Governativa per l’accesso ai documenti del 1996 sembrava però dare loro ragione, in quanto vi si sosteneva che “per accedere ai documenti ed alle informazioni degli enti locali non è necessario addurre alcun interesse da parte dei cittadini residenti contrariamente a quanto previsto dall’art. 22, legge 241/90 che, riconoscendo il diritto di accesso per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, comporta necessariamente un’adeguata motivazione dell’istanza di accesso”.

Il problema, che era comunque stato superato con l’ingresso del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale dopo le passate amministrative, si è ripresentato nei giorni scorsi quando, ormai da privati cittadini, alcuni rappresentanti del M5S hanno richiesto in Comune di prendere visione della licenza di costruzione n° 28 rilasciata in data 27/9/2011 alla Tea, società subentrata alla Abp quale proprietaria dell’area ex Alfa Romeo. “Abbiamo fatto quella richiesta agli inizi di ottobre, in quanto eravamo preoccupati dalla voci che circolavano, secondo le quali il commissario prefettizio, per non dover restituire alla Tea qualche milione di oneri di urbanizzazione incassati a suo tempo dal Comune per capannoni mai costruiti, sarebbe costretta a firmare l’Accordo di Programma per l’area ex Alfa”. Anche in questo caso, però, la richiesta del Movimento 5 Stelle non è stata accolta: “Ci è stato nuovamente opposto il fatto che il richiedente non fosse un soggetto interessato e che la Direttiva Governativa che ci avrebbe consentito l’accesso non è più considerata valida in quanto una delle due leggi alle quali faceva riferimento, la 142/90, è stata abrogata”.

Una motivazione che lo stesso Movimento 5 Stelle riconosce valida nei termini ma sbagliata nella sostanza: “Prendiamo atto – dicono dal M5S –  che nulla è cambiato e che continua ad imperare l’atavico oscurantismo praticato dalle pubbliche amministrazioni nella gestione degli atti impropriamente detti pubblici. Gli affari delle pubbliche amministrazioni, quindi, non sarebbero affari nostri ma affari loro. L’unica categoria favorita nell’accesso agli atti rimane quella dei concorrenti, ove esistano, agli appalti pubblici che abbiano qualcosa da recriminare. La tanto decantata trasparenza della PA in pratica non esiste e per ora rimane a livello di chimera, di misero sogno nel cassetto; la casta dei burocrati continua ad essere restia, anzi assolutamente contraria, a qualsiasi apertura degli archivi che dovrebbero invece essere di pubblico dominio”.

Un atteggiamento, questo, che per il Movimento 5 Stelle non fa che allontanare i cittadini dalle istituzioni, anche a livello locale: “Riteniamo che questo sia un atteggiamento comunque deleterio, in quanto contribuisce ad incrementare la diffidenza e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni inducendoli a pensare alla presenza di scheletri negli armadi. Ci chiediamo cosa ci possa essere di segreto in una licenza di costruzione che i cittadini non devono conoscere. E per favore non ci parlino di riservatezza da proteggere; nel caso specifico non riusciamo a immaginare come possa entrarci la privacy. Secondo noi tutto questo segreto che grava sugli atti non ha senso; questi misteriosi atti dovrebbero addirittura essere consultabili con un semplice clic sul sito web del Comune. Quanto tempo dovrà ancora trascorrere prima che questa utopia si realizzi? Per ora possiamo solamente sperare nel buon cuore di qualche consigliere comunale che, quando in carica, si metta a disposizione dei cittadini per qualsiasi accesso agli atti negato dall’amministrazione”.

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