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Ad Arese c’è spazio per ridurre imposte locali

16 settembre 2013 – Si rinnova la collaborazione tra QuiArese e Giuseppe Cupiccia, che in questo articolo analizza, con la consueta abilità divulgativa, un argomento tecnico e, per i non addetti ai lavori, ostico, come il bilancio consultivo 2012 del Comune di Arese. E, come in occasione dei suoi precedenti interventi, la conclusione della sua analisi è che nella nostra città una migliore pianificazione delle strategie di bilancio permetterebbe di ridurre l’imposizione fiscale (IMU e Irpef essenzialmente) a carico degli aresini. La parte finale dell’articolo è dedicata ai nuovi amministratori della nostra città, che a breve dovranno confrontarsi con la verifica di bilancio 2013 e con l’impostazione del bilancio di previsione 2014 (sui quale, anticipiamo, torneremo quando sarà il momento).

QuiArese, cortesemente, mi ha offerto nuovamente ospitalità per un commento sul bilancio consuntivo dell’anno 2012 del Comune di Arese. Il presente intervento si propone di analizzare, esclusivamente sul piano gestionale e finanziario, gli aggregati di bilancio del Comune di Arese per effetto delle politiche in concreto adottate e poste in essere negli anni passati in materia di fiscalità locale (IMU e addizionale Irpef essenzialmente). Il momento è propizio perché i nuovi amministratori, chiamati dagli aresini lo scorso maggio al governo della città, dovranno, nelle prossime settimane, avviare alcuni importanti adempimenti che prevedono, tra l’altro, una prima verifica degli equilibri del bilancio 2013 e, soprattutto, l’impostazione del bilancio di previsione per il 2014, ivi incluse le correlate politiche in materia di finanza locale (in parole povere dovrà essere stabilito il livello dei tributi e delle tasse che dovremo pagare nel 2014).

Nel mio ultimo intervento (leggi qui) avevo analizzato la delibera del 26 Novembre 2012 con la quale il Commissario Straordinario, Dott.ssa Pavone, nel rispetto di precisi obblighi di legge, aveva formulato una prima stima previsionale degli equilibri finanziari per il 2012 che si compendiavano nei seguenti dati numerici:

Come ricorderanno coloro che hanno avuto modo di leggere l’articolo sopracitato avevo espresso qualche perplessità circa l’adeguatezza e il livello qualitativo dell’informativa riportata nella relazione accompagnatoria allegata al preconsuntivo 2012 e, in particolare, avevo manifestato l’auspicio che non si ripetesse, anche per il 2012, quello che era accaduto sempre negli anni precedenti . Dicevo infatti tra l’altro: ”…sarà interessante, a questo punto, verificare in che misura le previsioni di cui sopra troveranno riscontro con il consuntivo 2012, che dovrebbe essere disponibile verso febbraio/marzo p.v. Il Comune di Arese, negli anni passati, ha dimostrato di possedere scarsa attitudine a formulare previsioni coerenti con i risultati effettivi”.

A Novembre 2012 dunque (sottolineo questa scansione temporale) il Commissario, con la delibera suddetta, prevedeva che il bilancio per l’intero anno 2012, per la parte corrente, avrebbe registrato un modesto avanzo (euro 0,40 milioni) conseguito però al prezzo di integrare le entrate correnti, altrimenti insufficienti, con l’utilizzo di proventi straordinari (euro 0,80 milioni) prelevati dalla voce oneri di urbanizzazione che, di norma, non dovrebbe essere utilizzata per coprire spese di funzionamento di natura corrente.

Durante lo scorso mese di giugno ho potuto prelevare dal sito del Comune il bilancio consuntivo relativo all’anno trascorso. Il documento in questione riporta il risultato complessivo realizzato dal Comune per l’anno 2012 analizzato tra la quota riferita al solo anno 2012 (parte corrente) e quello complessivo cioè comprensivo della gestione residui fino al 31.12.2011. Riporto di seguito, preliminarmente, il risultato riferito alla sola parte corrente del 2012, inclusiva del raffronto con le previsioni sopra richiamate evidenziando, per differenza, lo scostamento tra previsioni e risultati definitivi:

In apparenza il risultato della gestione corrente che emerge dal conto consuntivo è identico (euro 0,40 milioni) a quello previsto dal Commissario nelle previsioni di novembre 2012. Si tratta a ben guardare di una coincidenza solo nominale. Il consuntivo redatto sulla base dei risultati definitivi evidenzia, infatti, maggiori entrate di euro 0,40 milioni e minori spese per un importo analogo, con un miglioramento del risultato corrente di euro 0,80 milioni. Non si è reso di conseguenza necessario utilizzare parzialmente (euro 0,80 milioni) le entrate straordinarie per opere di urbanizzazione. Vedremo successivamente l’impatto per questo minore utilizzo della posta straordinaria. Per quanto attiene invece al risultato complessivo del 2012, comprensivo quindi della gestione residui e della posizione finanziaria netta del Comune, ho predisposto il prospetto che segue nel quale ho riportato, ai fini di un raffronto di natura tendenziale, anche gli analoghi risultati conseguiti a partire dal 2009:

Commenti e considerazioni:
– Il rilevante avanzo dell’anno 2012 di euro 3,84 milioni, che si aggiunge a quelli precedenti per un totale cumulato di euro 12,16 milioni, è originato come di seguito: in quanto ad euro 0,40 milioni dalla gestione c.d. corrente (vedi tabella sopra) e per la differenza di euro 3,44 milioni dalla gestione residui del bilancio 2012. La relazione accompagnatoria al Consuntivo 2012 predisposta dal Comune provvede infatti a spiegare, pag. 2 del documento, che tra i residui passivi cancellati e quindi portati ad incremento dell’avanzo di amministrazione del 2012, per un totale di euro 3,82 milioni, figura tra l’altro l’importo di euro 2,64 milioni relativi alla realizzazione della nuova biblioteca comunale che verrà interamente finanziata da terzi nel quadro degli accordi intervenuti per l’aera ex Alfa;

– Il Comune di Arese, qualora a Novembre 2012 avesse formulato previsioni più accurate, avrebbe accertato la presenza di economie di bilancio immediatamente utilizzabili per circa euro 1,60 milioni (euro 0,40 milioni per maggiori entrate correnti, euro 0,40 milioni per minori uscite correnti ed euro 0,80 milioni quale quota dei proventi per opere di urbanizzazione) che, con ogni probabilità, sarebbero state sufficienti sia ai fini dell’equilibrio di bilancio, sia a mantenere le aliquote IMU, almeno quella per la prima casa, nei limiti dei livelli base stabiliti dal Parlamento. Si è invece preferito mettere nuovamente le mani nelle tasche degli aresini aumentando sia l’aliquota relativa alla prima casa (elevata dal 4 al 4,5 per mille) che quella ordinaria relativa agli altri fabbricati (da 7,6 al 9 per mille), con il conseguente aumento di circa il 35 per cenro del saldo IMU pagato con la seconda rata di dicembre 2012. Erano di conseguenza ampiamente giustificati i rilievi mossi dal sottoscritto, tramite Qui Arese, con riguardo alle aliquote applicate dal Comune di Arese per l’IMU dovuta per il 2012;

– L’esame della documentazione di bilancio del Comune di Arese degli ultimi anni consente qualche utile riflessione sulle ragioni di questo sfasamento, di natura strutturale, tra le previsioni e i successivi dati consuntivi. Le entrate, sicuramente sino al 2011, risultano determinate con prudenza eccessiva mentre le uscite sono state costantemente sopra-stimate. Di conseguenza, come peraltro verificatosi anche per il consuntivo 2012, il Comune provvede regolarmente, da anni, alla cancellazione, in periodi successivi, di una parte rilevante degli impegni di spesa (residui passivi) iscritti in bilanci precedenti. Questo ha comportato e continua a comportare il formarsi di consistenti avanzi che, a causa delle norme in materia di patto di stabilità, non possono essere utilizzati per coprire il fabbisogno corrente dei periodi di bilancio successivi. Anche per il 2013 mi aspetto risultati che mostreranno un consistente avanzo di amministrazione, quale naturale trascinamento al 2013 di quanto accaduto per il 2012. Il bilancio di previsione per il 2013 è stato, infatti, impostato sulla base delle previsioni formulate a novembre 2012 che, come più sopra precisato, sono risultate sottostimate;

– Appare difficile comprendere e riconciliare le politiche in materia di finanza locale attuate sia dai precedenti amministratori che dalla gestione straordinaria della nostra città negli ultimi anni. Il prelievo tributario totale, tutto compreso, è cresciuto nell’ultimo decennio più di quanto sarebbe stato necessario come evidenziato, nel tempo, dalla continua crescita della consistenza del fondo di cassa, che al 31 dicembre 2012 ha raggiunto e superato i 18 milioni di euro. Altro che gestione virtuosa! Nel corso del 2012, inoltre, la gestione commissariale, oltre all’IMU, ha ritenuto necessario intervenire anche sull’addizionale comunale Irpef. L’intervento è stato pesante e comporterà per i cittadini di Arese con livelli di reddito superiori a 100 mila euro annui un incremento del prelievo che potrà risultare maggiore del 50 per cento rispetto a quello del 2011. Il consuntivo 2012, oltre a non dare alcuna spiegazione/riconciliazione circa il disallineamento rispetto alle previsioni di novembre, non accerta le possibili maggiori entrate legate sia all’addizionale Irpef che alla stessa IMU. A mio avviso l’effetto del prelievo aggiuntivo legato all’addizionale potrebbe risultare di molto superiore alle stime. Saranno le dichiarazione dei redditi per il 2012 presentate dagli aresini quest’anno a fare chiarezza al riguardo.

Suggerimenti ai nuovi amministratori:
A mio avviso la situazione richiede un’attenta riflessione che deve basarsi:

– Sull’assunzione di una piena responsabilità politica in materia di finanzia locale da parte dei nuovi amministratori. La scelta e l’impostazione delle politiche di bilancio non possono essere oggetto di invasioni di campo. La crisi economica è arrivata anche ad Arese e molte famiglie hanno serie difficoltà finanziarie. Un’operazione “verità” sul bilancio è di conseguenza necessaria e in qualche misura essenziale per ristabilire un corretto equilibrio e una sana correlazione finanziaria tra il costo dei servizi resi dal Comune e la necessaria copertura attraverso il prelievo tributario locale;

– Sull’avvio di una strategia pluriannuale volta alla riqualificazione delle voci di spesa. Occorre pianificare un impegno serio e responsabile finalizzato alla revisione di tutte le voci che formano la spesa complessiva coperta con le tasse pagate dagli aresini. Tolte le spese, che per legge hanno natura obbligatoria, tutte le altre dovrebbero essere verificate e solamente in presenza di benefici superiori al costo sostenuto dal Comune la spesa potrebbe essere mantenuta. La logica da adottare dovrebbe essere opposta a quella sinora seguita. Dovrebbe essere cioè stabilito il livello massimo del prelievo fiscale sostenibile dalla collettività aresina e, di conseguenza, il gettito complessivo in tal modo determinato rappresenterebbe il tetto massimo della spesa annuale;

– Sull’implementazione di un effettivo processo di trasparenza nei confronti dei cittadini di Arese. Al momento la qualità dell’informativa resa disponibile è molto povera e comprensibile dai soli addetti ai lavori. Come ho già avuto modo di dire in un mio precedente intervento le voci di spesa dovrebbero essere dinamiche e non, come al momento, statiche. Molto semplicemente sarebbe necessario che per ogni centro di spesa identificato nel PEG (Piano esecutivo di Gestione) ci fosse un raffronto con la spesa dell’anno precedente e quella prevista per l’anno successivo. Le variazioni dovrebbero essere poi spiegate e commentate per rappresentare in tal modo ai cittadini, attraverso l’analisi delle dinamiche sottostanti gli effettivi andamenti della spesa comunale, le scelte di fondo degli amministratori in materia di bilancio.

Servizio di Giuseppe Cupiccia

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