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Adp: Aresefuturo lancia raccolta firme

12 dicembre 2012 – Dopo il Pd anche l’associazione Aresefuturo, che non più tardi di un paio di settimane fa aveva organizzato una serata dove si era discusso delle ricadute che avrebbe avuto sul territorio l’Accordo di Programma per l’area ex Alfa (leggi qui), prende posizione contro la ratifica dell’Adp da parte del commissario prefettizio Anna Pavone. “Il commissario – commentano dall’associazione presieduta da Andrea Costantino – ha sottoscritto l’Adp rappresentando forzatamente la volontà dei cittadini aresini che, a alle ultime elezioni hanno votato forze politiche contrarie ai contenuti di questo accordo”. Come noto i via libera di Arese, e quello più che probabile che darà Lainate nel corso del consiglio comunale del prossimo venerdì 14 dicembre, dovranno essere ratificati dalla giunta regionale, e Aresefuturo si appresta a dare il via a un’iniziativa per contrastare il licenziamento definitivo del progetto.

“La nostra associazione – dice Costantino – promuoverà una raccolta firme per una petizione a favore di un ricorso amministrativo legale e per il cambiamento dello statuto comunale, al fine di poter indire referendum cittadini sulle questioni urbanistiche e di rilevanza collettiva. Sarà possibile scaricare il modulo per la raccolta firme direttamente dal nostro blog (clicca qui) e si potrà, inoltre, firmare, a partire da sabato 15 dicembre, presso la sede della nostra associazione di via Caduti”. Aresefuturo aveva giocato buona parte della sua campagna elettorale sul no al centro commerciale e proprio un presunto cambio di rotta da parte della giunta aveva portato alla disgregazione della maggioranza. Un’opposizione a questo Adp che l’associazione ribadisce: “Rimaniamo contrari a un progetto centrato su una grande struttura di vendita con pesanti ricadute ambientali sul territorio, perdita del valore delle nostre case e desertificazione del tessuto commerciale cittadino”.

Oltre a ciò Aresefuturo è scettica anche sul calendario dei lavori previsto dall’Adp, e manifesta il timore che, una volta realizzato il centro commerciale, le opere pubbliche previste dal piano potrebbero non vedere la luce: “Anche qualora si fosse d’accordo con questo progetto, per i presunti vantaggi presentati nel documento di sintesi, non vi sono condizioni vincolanti per la realizzazione delle opere pubbliche promesse che secondo noi andrebbero realizzate con tempi prioritari alla cantierizzazione del centro commerciale. Non è la prima volta che vengono fatte promesse difficili da mantenere, e sono quindi necessarie delle garanzie sugli impegni futuri sia finanziari che progettuali”. Opere pubbliche che, tra l’altro, secondo l’associazione sarebbero anche da valutare: “A una prima lettura i risultati della trattativa sulle opere pubbliche a favore di Arese risultano deboli, in quanto si fanno passare opere di ordinaria amministrazione, quali la copertura del tetto delle scuole e il rifacimento del controsoffitto dell’auditorium, come contropartita per un intervento così definitivo per il futuro di Arese. Non esiste nessun dettaglio sulla quota residenziale, sull’incremento demografico e i relativi servizi, che ad Arese sono fermi a trenta anni fa senza un corretto posizionamento delle opere pubbliche necessarie”.

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