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Al via la co-progettazione per il sociale

28 luglio 2014 – Co-progettazione tra amministrazione e terzo settore in ambito di programmi per il sociale. Sin dal ricevimento delle deleghe da parte del sindaco Michela Palestra, questo termine è sempre stato ricorrente nei discorsi di Barbara Scifo (nella foto), assessore alle Politiche sociali, Politiche giovanili e Associazioni e terzo settore. Un’impostazione che nasce anche dall’imperativo di fare di necessità virtù, perché in tempi di Patto di stabilità e di scarse risorse a disposizione delle amministrazioni, il coinvolgimento delle realtà associazionistiche e del terzo settore del territorio nello sviluppo di progetti per l’ambito sociale è probabilmente l’unica possibilità per portarli a termine adeguatamente. L’impostazione che Scifo ha dato al suo assessorato esce ora dalla fase progettuale e si concretizza in un primo bando, mirato a ripensare le attività rivolte alla fascia dei preadolescenti e adolescenti (11-18 anni) che si concretizzerà nella realizzazione di un percorso di co-progettazione con le realtà del terzo settore del nostro territorio che si candideranno per sviluppare, insieme all’assessorato, interventi nell’ambito delle politiche giovanili. Con particolare attenzione alla prevenzione dei comportamenti a rischio.

Grazie a questo progetto saranno realizzate, nel corso del prossimo anno scolastico, attività educative, culturali/creative e associative, che si propongono di sviluppare e promuovere le risorse, le competenze e il benessere, cognitivo, affettivo, sociale, dei ragazzi, e che dovranno contribuire a prevenire e contrastare comportamenti a rischio. Il percorso nasce dalla necessità di riprogettare radicalmente lo spazio del Centro di Aggregazione Giovanile Spek di viale Resegone e di estendere le attività ad altri luoghi frequentati dai ragazzi, oltre che dall’opportunità di un maggior coordinamento con i progetti già presenti nell’ambito del Piano del diritto allo studio. Si tratta di un approccio e di un metodo nuovo per la nostra città, perché per la prima volta i soggetti del terzo settore come associazioni, cooperative, privato sociale, istituzioni scolastiche e religiose, potranno operare non solo e unicamente in termini di semplice erogazione di servizi e interventi, ma assumeranno anche un ruolo proattivo, impegnandosi per ricercare soluzioni progettuali a beneficio della comunità.

Un altro punto che l’amministrazione evidenzia è che a livello metodologico la progettazione e la realizzazione delle attività dovranno prevedere la promozione e la valorizzare della partecipazione attiva dei ragazzi, per favorire forme di autodeterminazione e di protagonismo. L’iniziativa dell’assessorato alle Politiche Giovanili nasce da un confronto avviato in questi mesi con coloro che sul territorio lavorano con e per i ragazzi, dentro e fuori la scuola, allo scopo di condividere i bisogni, le priorità di azione, le risorse già presenti e soprattutto le aree di miglioramento e di sviluppo degli interventi socio-educativi. “Il dialogo con i soggetti del terzo settore – spiega l’amministrazione aresina – che hanno partecipato con un’ampia adesione ai tavoli di consultazione è stato ricco di stimoli, cui si è affiancato anche il coinvolgimento di alcuni gruppi di giovani ventenni attivi sul territorio. E’ stata l’occasione per mettere a fuoco l’insieme dei comportamenti a rischio, molto più diffusi di quanto si possa immaginare già nella fascia dei preadolescenti, quali l’uso di sostanze e il consumo di alcool, alle pratiche di bullismo, sia online che nella vita reale e all’uso irresponsabile della rete Internet”.

Barbara Scifo dal canto suo ribadisce la necessità di mettere in rete le risorse delle quali già dispone la nostra città, in maniera tale da sfruttare positivamente tutte le sinergie in questo modo generate: “Sono molto soddisfatta – commenta l’assessore – del percorso avviato. La nostra città è ricca di realtà, da quelle sportive e ricreative a quelle più strettamente sociali e educative, che stanno lavorando molto con i ragazzi, ma il cui contributo necessita di essere messo in rete per generare un maggior coordinamento e maggiori sinergie. Arese ha bisogno di offrire di più ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, con proposte che propongano loro orizzonti valoriali e possibilità di attivare le tante, ma spesso inespresse, risorse positive dei ragazzi stessi”.

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