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Alfa: sintonia tra candidati, con qualche distinguo

28 marzo 2012 – Serata affollata in biblioteca, ieri sera, in occasione dell’incontro promosso dal Comitato Difendiamo Arese per parlare con i candidati sindaci dell’Accordo di programma (Adp) sull’area ex Alfa Romeo. Presenti Laura Antimiani (Movimento 5 Stelle), Giuseppe Augurusa (Pd, Idv, Sinistra per Arese, Un forum per la città), Pietro Ravelli (Aresefuturo, Insieme per Arese), Erika Seeber (Ui, Gente di Arese) e Massimiliano Seregni (Lega Nord). Assente con polemica Luigi Muratori (Arese in testa, leggi qui i motivi del rifiuto a partecipare) e assente ingiustificato Gherardo Gherardi (Pdl, Udc, Pensioni & Lavoro), candidato delle uniche liste che ad Arese avevano votato a favore dell’Adp precedente.

Sara Belluzzo, presidente del Comitato, ha ricordato quali sono gli obiettivi che si sono prefissi: eliminazione del progetto di centro commerciale, esclusione della prevista “tangenzialina”, conferma della vocazione industriale dell’area, richiesta di un collegamento su rotaia con Milano, potenziamento delle piste ciclabili, un nuovo Piano di Governo del Territorio (Pgt) che preveda zero consumo di suolo, il sostegno all’impiego di energie alternative e la salvaguardia delle risorse naturali.

Sono indicazioni di principio che nessuno dei candidati presenti ha voluto contestare, anche se qualcuno le ha sposate con più convinzione di altri. Nessun dubbio sulla posizione di Antimiani, mentre qualche perplessità in più ha suscitato nel pubblico quella di Seeber. La prima ha infatti appoggiato pienamente le motivazioni e gli obiettivi del Comitato, senza distinguo alcuno, mentre la seconda non dice no a priori all’ipotesi del centro commerciale, sottolineando che sarebbe importante sottoporre ai proprietari dell’area anche ipotesi alternative.

Le preoccupazioni principali del Comitato sono legate all’aumento del traffico che un centro commerciale, previsto su un’area di circa 77.000 quadrati, porterebbe con sé. Una superficie di questo genere, più che doppia rispetto ai più grandi centri commerciali oggi presenti in provincia di Milano (poco meno di 34.000 metri cadauno i centri di Rozzano – il Fiordaliso – e di Assago), significherebbe secondo il comitato un traffico giornaliero durante la settimana di circa 26mila autovetture, destinate a diventare 55mila nei fine settimana. Questo senza contare il traffico dei Tir che si occuperebbero dei rifornimenti di tale struttura. A supporto di questa tesi vengono portati i numeri di Orio Center, il centro vicino a Bergamo con una superficie di circa 49 mila quadrati, che ha fatto registrare cifre simili.

A fronte di queste stime, “chiedere una proroga di due o tre mesi non è sufficiente“, ha sostenuto Belluzzo. “Il realismo che qualcuno vuole sottolineare non va assolutamente bene: il progetto va ripensato completamente e con tempi adeguati. Meglio quindi che un consiglio comunale si insedi, voti contro l’accordo di programma e poi si prenda il tempo necessario. Noi vorremmo si pensasse a un centro dedicato alla sostenibilità.

Qui di seguito vi proponiamo un riassunto degli interventi dei candidati sindaci.

Laura Antimiani
Sin dalla nascita del Comitato, come Grilliaresini ci siamo subito schierati al loro fianco, raccogliendo con loro le firme. Anche noi siamo decisamente contrari a tutti questi progetti calati dall’alto che segnano in modo indelebile il territorio. Bisogna rivedere il programma parlando di green economy. Questa bellissima città deve riprendere la propria identità. È quasi una vergogna che il museo dell’Alfa Romeo sia stato chiuso. L’articolo 9 della Costituzione dice che bisogna tutelare il patrimonio naturalistico e artistico del Paese. Credo che la tutela e la difesa del patrimonio costituiscano un punto molto importante. Quella prevista sull’Alfa è una mera speculazione edilizia. Il comune ha un ruolo molto importante in questa fase e non deve abdicare al suo ruolo istituzionale di difesa del territorio.

Giuseppe Augurusa
Quando ero all’opposizione ho votato contro quell’accordo per le stesse ragioni spiegate dal Comitato. Regione e Provincia hanno fatto semplicemente da “accompagnatori” ai proprietari dei terreni, che oggi detengono un milione e 770 mila metri quadri. Non solo questo accordo se così rimarrà non va bene, ma abbiamo chiesto una proroga che non è, come è stato erroneamente detto, di due o tre mesi, ma quanto basta per ridiscutere l’accordo. Abbiamo anche chiesto di far rientrare nell’accordo Garbagnate e Rho. Purtroppo il commissario Chiodi ha firmato il 21 marzo scorso una delibera di indirizzo dai contenuti molto rischiosi, approvando una bozza di protocollo di intesa tra i comuni di Arese e Lainate che stabilisce come i due comuni andranno a spartirsi gli oneri di urbanizzazione derivanti dall’Adp: il 54,9 per cento ad Arese e il 45,1 per cento a Lainate. Nella Vas (Valutazione Ambientale Strategica, ndr) abbiamo presentato una seconda osservazione, che riguarda il tema della viabilità, chiedendo che la tangenzialina non venga realizzata e che i fondi così risparmiati vengano impiegati per un collegamento pubblico in sede propria. Nel programma elettorale che presenteremo venerdì prossimo all’auditorium abbiamo scritto “no” al centro commerciale. Siamo disponibili a cercare soluzioni alternative, ma è necessario arrivare a un accordo che si concluda entro la prossima legislatura. Noi vorremmo insediare su quell’area la città della scienza e dell’innovazione tecnologica, ma per riuscirci abbiamo bisogno di contatti di livello più elevato di quello regionale. Per questo ho già preso contatti informali, da semplice cittadino, con alcuni ministeri.

Pietro Ravelli
Guardando all’attività del Comitato mi sono reso conto che sull’area ex-Alfa c’è un problema grosso. Per questo dò con pieno convincimento l’appoggio a ciò che il Comitato sta sostenendo. Negli ultimi 50 anni in Italia l’urbanizzazione è aumentata di 3,5 volte, per un’estensione pari a quella del Friuli Venezia Giulia. Una precisazione sull’area ex Alfa: distretti produttivi si, ma che siano di alto valore aggiunto. Se non investiamo in tecnologie e innovazione non andiamo lontano. Sono d’accordo con Augurusa: ci vuole un progetto di alto profilo, se serve coinvolgendo non solo i ministeri, ma anche l’Unione Europea. Il progetto deve quindi investire tutti e quattro i comuni. Il mio sogno è anche quello di arrivare a una riqualificazione del territorio che sia di esempio a livello nazionale ed europeo.

Erika Seeber
Anch’io sono d’accordo con Augurusa nel richiedere una proroga, perché è impossibile che i nuovi amministratori possano valutare un progetto così importante per il nostro territorio in così breve tempo. Auspico anche ‘’che tutti i comuni possano rientrare nell’accordo di programma. Questo ci permetterebbe di avere maggiore potere contrattuale nei confronti della Regione e della proprietà. Il mio sogno è ancora più grande di quello di Ravelli: io vorrei un bosco metropolitano, ma bisogna fare i conti con la realtà. C’è un investitore che ha fatto investimenti e quindi è giusto che abbia dei ritorni. Io non dico no a priori al centro commerciale, sottolineando però che non bisogna ridurre il tutto a questo. Noi vogliamo un insediamento che preveda un centro di ricerca che coinvolga anche la green economy. Dobbiamo essere in grado di sottoporre all’operatore diverse possibilità. In zona abbiamo quattro ospedali. Per esempio perché non prevedere all’interno di questo progetto dell’ospitalità per i parenti dei pazienti ricoverati in questi ospedali? È solo un’idea, ma non possiamo dire a no a tutto. A proposito del parcheggio siamo contrari a farlo in aree verdi, ma ci sono molti spazi dismessi alternativi su ci si potrebbe intervenire. Dobbiamo potenziare le piste ciclabili, prevedendo collegamenti con le stazioni di Bollate, Rho, Garbagnate e la metropolitana. Il futuro del collegamento pubblico deve poi essere su rotaia.

Massimiliano Seregni
Questa sera ho sentito parlare di sogni, ma il compito di un amministratore è quello di rendersi conto di quali strumenti amministrativi e giuridici ci siano a disposizione per poi utilizzarli. Sull’Adp la Lega di Arese si è astenuta, come a Rho, impedendone così l’approvazione. L’Adp, previsto dalla legge, è sostanzialmente un tavolo di trattative. Il comune siede a quel tavolo con l’unico scopo di tutelare i cittadini. questa cosa non è mai avvenuta fino a ora. Noi non vogliamo prenderli in giro: quella è proprietà privata, ma se il privato non ha interesse a spendere un solo euro nella direzione da noi desiderata nulla può accadere. Per fortuna il comune può bocciare un eventuale accordo. Noi non proponiamo cose astruse, ma un metodo di lavoro. Quando sarà il momento esamineremo la situazione e proporremo progetti reali e concreti. Il resoconto dei vari incontri verrà reso pubblico e messo a disposizione di tutti, facendo in modo che il sindaco sia un reale rappresentante dei cittadini. Il tutto verrà poi valutato tramite assemblee pubbliche dove il sindaco potrà illustrare quello che è riuscito a ottenere. Lo statuto del comune di Arese non prevede la possibilità di fare referendum sulle variazioni urbanistiche, ma noi proponiamo di modificarlo in modo da poter dare voce ai cittadini.

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