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Anche Gherardi dice no a Ravelli

12 marzo 2012 – La proposta avanzata dal candidato di Aresefuturo Pietro Ravelli agli altri partecipanti alla prossima tornata elettorale di sedersi intorno a un tavolo per discutere di centro sportivo e AdP ex-Alfa già prima delle elezioni (leggi qui), non sembra avere trovato molti riscontri favorevoli quanto piuttosto una serie di distinguo se non proprio di rifiuti. Una cauta apertura, quanto meno per i modi nei quali era stata avanzata la proposta, era arrivata subito dall’Udc (leggi qui) mentre successivamente erano stati il candidato di Arese in testa Luigi Muratori (leggi qui) e quello del centrosinistra Giuseppe Augurusa (leggi qui) a esprimersi per un sostanziale no. Oggi arriva anche il no del candidato di Pdl e Udc Gherardo Gherardi. “Che i temi riguardanti l’area ex Alfa e il Centro Sportivo Davide Ancilotto siano presenti in tutti i programmi politici delle formazioni che si presenteranno alle elezioni è un fatto. Lo avevo già annunciato durante il mio incontro con la stampa. Ciò che farà la differenza, lo ribadisco anche qui, e lo farò sempre, sono le risposte che si daranno a questi problemi”.

“Quello di Ravelli – prosegue Gherardi – è un intervento giusto nell’espressione ma sbagliato nei tempi; non si può chiedere a quelli con i quali si è in competizione di essere o trovare l’accordo con lui su due dei tanti punti in ballo e lasciare che li attacchi liberamente sugli altri. Questo denota una discrasia, uno scostamento tra ciò che si dice e ciò che si fa. Non corretto. Che si tenti semplicemente di stare sui giornali, accreditandosi come un Mario Monti locale, travisando però il metodo, ed esprimere poi il proprio parere  in modo nascosto, sfruttando argomenti che più seri non potrebbero essere, sembra un gioco meschino, tanto è vero che Ravelli ha raccolto solo risposte ironiche e negative”.

Il candidato di Pdl e Udc si dice ben consapevole che l’AdP per l’area ex-Alfa sarà probabilmente l’argomento che influenzerà il futuro di Arese: “L’obiettivo che bisogna porsi per quell’area è quello di trovare soluzioni innovative e compatibili. Oggi proporre di re-industrializzare l’ex Alfa ha un sapore non solo di stantio, contro la realtà mondiale dell’economia, ma pure di derisione. La realtà di Arese, da almeno quindici anni ad oggi, è stata quella della scelta residenziale, l’industria, qui, oggi, non è in linea con le esigenze e le scelte dei cittadini, provare a chiedere per verificare. Lo stesso candidato Augurusa, candidato per la seconda volta, e non è cosa positiva, ha ammesso che per finanziare le opere che si debbono realizzare ad Arese, come l’indispensabile nuova biblioteca, sarà necessario ricorrere agli oneri di urbanizzazione che verranno pagati da chi costruirà nell’area ex Alfa. Contraddicendo se stesso. Quello che è indispensabile, invece, è che nessuna delle forze politiche si schieri a favore della propria tesi sulla soluzione di questioni così importanti. Lottare sulle tesi opposte può solo portare confusione e divisione laddove sono necessarie chiarezza e coesione”.

Gherardi, quindi, non esclude il dialogo con le altre forze politiche, ma lo rimanda a dopo le elezioni: “L’esperienza che ho fatto in tanti anni di gestione della cosa pubblica, perché nulla è più pubblico di un Ospedale, e dirigere quindici Unità Operative che comprendono reparti di chirurgia generale e specialistica, e numerosi primari, con un budget di 30 milioni di euro, mi ha insegnato che l’unico metodo adatto per affrontare con successo la soluzione di grandi problematiche, è quello di non avere preconcetti, di immaginare ogni possibile soluzione, di ascoltare tutte le parti in causa e solo dopo aver raccolto tutti gli elementi prendere la decisione più compatibile con la realtà delle istituzioni e delle amministrazioni, le esigenze del territorio e le aspettative dei cittadini. Non ci sono solo Arese o Lainate o Rho o Garbagnate in ballo, c’è anche una piccola realtà istituzionale che si chiama Regione Lombardia”.

E Gherardi conclude lanciando a sua volta un appello agli altri candidati: “Non ci sono solo esigenze di bilancio o di competizione elettorale, ci sono anche necessità di rilancio del territorio. Per questo rivolgo io un appello, serio, a tutti i candidati e a chi li sostiene: la competizione è una cosa, dare ai cittadini l’illusione di possedere la soluzione è mistificante, non prendiamoli in giro, io mi rifiuto di farlo. Certo, ho le mie idee, e le seguirò per trovare una soluzione. Le mie idee saranno chiare nel programma che presenteremo. Ma la cosa più importante da affermare con forza è che per capire cosa fare è necessario riflettere e approfondire, cosa che ho sempre fatto, che sto già facendo e che continuerò a fare, per essere pronto, dopo le elezioni, a dare avvio alla soluzione delle criticità”.

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