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Area ex Alfa: più tempo per l’Adp

18 febbraio 2012 – Biblioteca comunale affollatissima, ieri sera, per l’evento che il candidato sindaco del centrosinistra Giuseppe Augurusa ha voluto dedicare all’area ex Alfa Romeo. Due le proposte immediate e concrete che sono state lanciate: posticipare la data di chiusura dell’Accordo di programma, oggi prevista al 30 settembre, e riportare all’interno dell’Adp anche i comuni di Rho e Garbagnate. L’invito è stato raccolto da Pietro Romano, sindaco di Rho, e Piero Mauro Pioli, candidato sindaco per il centrosinistra a Garbagnate. “Se verrà mantenuta la data del 30 settembre, non saremo in grado di fare un confronto sui contenuti“, ha detto Augurusa. “La giunta che si insedierà avrà infatti troppo poco tempo per poter entrare nel merito. Nell’Adp devono poi rientrare anche gli altri due comuni, perché altrimenti avremmo un territorio gestito da tre piani di governo del territorio differenti. E il reinserimento dei due comuni non può essere fatto attraverso la Vas“.

Procedura che, ha giustamente sottolineato Romano, è obbligatoria e prevista dalla legge per i comuni confinanti con quelli coinvolti da un qualsiasi Adp e non rappresenta quindi una volontà specifica di coinvolgere Rho e Garbagnate. “Noi dovremmo guardare a quest’area non come quattro comuni, ma come se fossimo una grande città con un enorme buco in mezzo. Per questo dovremmo avere un disegno di insieme“, ha aggiunto Augurusa.

Il sindaco Romano, prendendo spunto dall’intervento iniziale del professor Luciano Venturini, docente di economia all’Università Cattolica e presidente di Comune Impresa, ha voluto mettere l’accento sulle difficoltà degli enti locali. “In questa zona abbiamo enormi problemi da risolvere e non abbiamo strumenti di governance adeguati,” ha detto. “City Life, Cascina Merlata, Expo, asse del Sempione, cittadella della salute e così via… Non è che queste cose possiamo governarle tra comuni: la rilevanza è ben superiore. Rho ha bocciato l’accordo di programma perché non c’erano garanzia sulla viabilità e perché non c’erano piani di rilancio industriale, nonostante il posizionamento dell’area – al di fuori dei centri urbani – lo permettesse. Con questo accordo di programma la politica si è arresa e io penso che la politica debba oggi riprendere in mano le redini. La sfida è difficilissima, ma la soluzione che ci hanno proposto è quella più banale e sbagliata.”

Pioli ha invece voluto sottolineare l’aspetto occupazionale. “Oso chiamare quell’area l’area del lavoro, pensando a diverse attività produttive e manifatturiere, e dei lavori, facendo riferimento a tutta quella parte che va dalla ricerca fino a un terziario anche intellettuale“, ha detto. “Dobbiamo sforzarci di capire che cosa si può collocare in quell’area.”

Nota stonata della serata è stata invece la parte dedicata agli interventi del pubblico, che si sono purtroppo risolti per la gran parte in una serie di comizi autoreferenziali da parte dei rappresentanti di Slai Cobas, Rifondazione Comunista e Comitato Difendiamo Arese. Invece di porre legittime domande sui propositi dei politici locali, hanno cercato, in maniera francamente imbarazzante, di promuovere le proprie finalità. Un’occasione persa per dedicare del tempo prezioso a un confronto costruttivo.

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